Roberta dei Gherardini : tragedia in cinque atti : rappresentata al teatro de' Fiorentini le sere de' 12, 13, 14, 15, e 26 Novembre, e nel Real teatro S. Carlo il 27 Dicembre 1841 con felice successo

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Micheletti, Pietro, 1805 1874

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PUBBLICATO  PER  CURA 

DI 

ALESSANDRO  A7ITAE1L3 


NAPOLI 

STABILIMENTO  TIPOGRAFICO  SEGUIN 
st  ada  Banchi  Nuovi-  13. 


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1844 


OVVERO 


RACCOLTA  DI  TUTTE  LE  OPERE  PIU  APPLAUDITE 

RAPPRESENTATE  AL  TEATRO  FIORENTINI 


PRIMA  EDIZIONE 


"Pomo  Primo  —  Fascicolo  Primo 


TIPOGRAFIA  all’  INSEGNA  DEL  GRAVINA 
LARGO  TftlKlTA’  MAGGIORE  tit'M.  1} , 


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Ève-  *  ...  Jacopo  dei  Pazzi 

Lordo  del  sangue  suo  te  la  rimanda  !! 

Rob.  Jacopo  !!!.,.  Dio!!!  Quel  sangue!..,  Oh  colpo! . . 

Atto  V.  Scena  li. 

« 

ROBERTA  DEI  GHER ARDESTI 

STraqebia  in  cinque  atti  bi  dietro  ilticJjelctti 


stabilimento  hpografico  segui n  -  strada  Banchi  Nuovi-  43. 


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TRAGEDIA  IN  CUCE  ATTI  DI  PIETRO  J1ICUELETTI 

'jrf'f/Mi rai evitata,  ci£  teatro  c/e  ■  /•lorertù/'U.  /e  ,jrre  c/e  sz,  c-3 ,  crf ,  /&,  e 

ió  /2fóove/m/re  ,  e  aie/  //tea/  teatro  t/t  (/tar/ó  1/  &y  C/jiccm/re  c&t/ 

con.  /eh  ce  JucccJJo. 


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UBALDO  CUCE  DEI  GHERARDINI  PODESTÀ’  ,  CAPO 

degli  anziani  .......  signor  Domenicani. 

ROBERTA . signora  Pieri  Alberti. 

RAIMONDO  ........  signor  Monti. 

JACOPO  DEL  VACCA  DEI  PAZZI  ....  signor  Aliprandi. 

EVERARDO  BOCCA  DEGLI  ABATI  ,  capitano  del 

popolo  ........  signor  Marchionni. 

BEATRICE . signora  Miulti. 

DODICI  ANZIANI  DEL  POPOLO  ,  TRENTASEI  CAPORALI  FIORENTINI  ,  ARCIERI  ,  GUERRIERI  GUELFI  , 
GUERRIERI  GHIBELLINI  ,  UN  CAPO  GUERRIERO  GUELFO  ,  UN  GUERRIERO. 

La  sema  è  in  Firenze  nel  1260. 


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Sala  del  Consiglio  nel  palagio  detto  del  Podestà.  —  Mattina. 


Scena  i. 


UBALDO  DEI  GHERARDINI  siede  in  posto 
elevato  tra  i  douici  anziani  del  popolo’, 
ed  in  loco  diviso ,  nel  diritto  lato  degli 
anziani,  EVERARDO.  In  fondo  arcieri. 


UBALDO 


Dunque  Siena? 


EVERARDO 


Nemica  ai  Guelfi  ,  asilo 


teatro  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


Offerse  ai  Ghibellin ,  che  stretta  lega 
Con  i  Sanesi  Ghibellini  han  fatto. 

ALCUNI  DEGÙ  ANZIANI 

Esecrabile  lega  ! 

UBALDO 

Ah  !  non  mentiva 

Il  grido  :  gli  abbonati ,  empì  nemici 
Scacciati  da  Fiorenza  ,  ebbero  varco 
In  città  che  con  noi  tenea  la  sorte?  — 

0  infamia!  E  che,  Siena  ignorar  potrebbe 
Il  giuramento,  di  non  dar  ricetto 
Ai  ribelli  di  noi?  —  Che  i  sacri  patti 
Eran  delle  Repubbliche...  e  che  eterni 
Esser  dovriano ,  eterni...  a  costo  ancora 
D’ogni  sciagura  ?  —  E  questa  Siena  iniqua 
Pur  anco  ignora  che  l’ardir  suo  primo , 
L’imperadore  Federigo  è  spento  ?  — 

E  che  i  Guelfi  traditi  in  Flora ,  or  sono 
Polenti  più ,  quando  un  Manfredi  indarno 
Cercò  di  porre  le  ritorte  ai  Guelfi?  — 
Siena  già  compra  da  Saivani  accorto, 
Despota  Ghibellin ,  che  solo  aspira 
»  Di  recar  Siena  tutta  alle  sue  mani  — 

!  0  tempi  !  o  rimembranze  eterne ,  atroci 
!  Da  BuondeJmonte  a  noi  —  In  città  stessa 
j  Sorger  fazioni...  E  i  Ghibellini  audaci, 
Mostrati  per  vanto  i  maculati  brandi 
Dell’italico  sangue  !  —  Infami  fabbri 
Dello  scempio  fraterno! 

EVERARDO 

È  tal  lor  mente 

Che  non  si  cangia  mai  —  Le  città  nostre 
Lucca , Volterra ,  racquistate  a  prezzo 
Di  tante  morti ,  che  dovriano  a  loro 
Recar  rimorso.,...  a  lor  dann’esca  d’altri 
Truci  delitti  —  E  incitator  di  sdegni. 
Intimarono  a  noi  campo  di  morte 
Sotto  Pulcian  -,  mentre  feroce  assedio 
Posero  a  Mont’Alcino ,  che  torreggia 

Superbo  e  illeso .  Monumento  altero 

Di  gloria  al  popol  nostro  ;  di  vergogna 
A’  frementi  Sanesi  $  che  giurati 
Coi  Ghibellini ,  in  ostinata  colpa , 

Tentan  di  tórre  ai  Fiorentin  le  terre 
Con  i  Guelfi  vessilli. 


UBALDO 

E  no  ’l  potranno, 

Chè  i  pertinaci  fulmina  l’Eterno  !!  — 

Chi  non  rimembra  l’esecrabil’arte 
Di  lor  vendette ,  quando  noi  cercammo 
D’aggregarli  con  noi ,  per  estirpare 
Queste  efferate  fazioni  immense, 

Scandalo  dell’Italia  ed  omicide? 

Non  furon’essi  che  tradir  Fiorenza 
Quei  Ghibellini ,  che  infamar  ne’  chiostri 
Le  vergini  ;  traendo  i  vegli  infermi 
Al  fero  strazio  di  negare  ai  figli 
Fn  pane ,  ed  in  ferocia  anco  insultante 
Sfamandosi  d’innanzi  ai  più  gementi  -, 
Isterilendo  per  inedia  i  petti 
Delle  squallide  madri ,  onde  i  lor  nati 

Sucehiasser  sangue . calpestando  il  sacro 

Cener  degli  avi  nostri....  riducendo 
Oggi  questa  città  che  gareggiava 
Con  le  più  liete  dell’Italia...  a  un  tetro 
Asilo  di  dolore,  u’  i  torti  inulti 
Irritan  l’odio  che  si  fa  gigante!!  — 

E  chi  soslien  costoro  ?  Un  parricida 
E  uccisor  del  fratello...  un  rio  Manfredi! 
Spregiator  de’  Pontefici...  Tiranno!! 
Maledetto  da  Roma ,  e  dalle  genti  !!  — 

Ma  non  siam  vili  !  Pria  morir  !...  Che  vinti 
Offrirci  agli  empii ,  che  volean  ridurci 
Schiavi  di  loro. 

EVERARDO 

Noi  morir  ?  Noi ,  quando 
Presso  alla  porla  di  Camuglia ,  innanzi 
Alla  spergiura  Siena ,  ampio  macello 
Femmo  noi  di  Tedeschi  e  Ghibellini , 
Trascinando  nel  fango  entro  Firenze 

I  rei  stendardi  loro ,  e  di  rimprocci 
Siena  avvilendo,  eslerminar  giurammo 

II  condottier  di  loro  Farinata, 

Che  figlio  pur  di  questa  Patria ,  il  brando 

Contro  d’essa  trattò .  soccorso  ed  armi 

Da  Sicilia  chiamando ,  onde  altra  infamia 
Oprar  su  noi...  e  al  suo  casato  eterno 
Render  l’obbrobrio!  —  Ed  al  valor  de’  nostri 
Chi  presagir  morte  potria  ?..  Noi  saldi 
Nella  ragion  che  ci  avvalora ,  e  i  ferri 
Serbiam  pei  dritti?  =  Antiveder  de’  crudi, 
E  sperderne  i  diségni ,  opra  è  dei  Guelfi  = 
Indi  sapremo  aver  gloria  e  possanza!!  — 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  li.  SCENA  II.' 


5 


Scena  //. 

JACOPO  DEI  PAZZI  seguito  dai  trentasei 

CAPORALI  FIORENTINI  ,  C  detti. 

JACOPO 

Capi,  ed  eletti  di  Firenze,  a  voi 
Vengo  orator  dei  buoni ,  acciò  si  sperda 
La  ridestata  civica  procella  I 

UBALDO 

Esponi. 

JACOPO 

Ognun  di  far  vendetta  giura 
Dei  conculcati  patti  —  Incendio  intorno 
Vedesi  di  furor  non  visto  mai  !  — 

Il  popol  nostro  impetuoso ,  ardito 
Spinto  da  partigiani ,  irrompe  e  ferve 
Per  le  vie  di  Fiorenza  —  In  alto  suona 
A  solenni  rintocchi  la  campana , 

Che  su  mobil  castel  lenta  si  avanza  •, 

E  un  Anzian  promulga  =  A’  rei  Sanesi , 

Di  Firenze  il  comun  bandisce  guerra  = 

E  guerra  odesi  ovunque  prolungarsi 
Da  voci  innumerevoli  -,  e  l’ardente 
Gioventù  dissennata  si  ritorce 
Da’  vegli  e  da’  consigli ,  e  furibonda 
Scherne  Aldobrandi  l’uom  di  senno ,  avverso 
All’ebbro  grido  ;  ed  a  paura  imbelle 
Volge  de’  saggi  il  presagir  =  Che  l’ira 
Ch’oggi  Fiorenza  accende ,  aprirà  varco 
A  piu  sventure  !!  =  Raffrenarla  è  vano 
Senza  periglio  —  Oggi  non  resta  a  noi 
Che  l’arte  mite  per  calmar  le  squadre, 

La  malaccorta  gioventù ,  la  plebe , 

Che  agognali  guerra....  e  non  di  guerra  è 

tempo  !! 

EVERAREO 

Non  di  guerra?  Che  dunque  speri?... — 

In  brieve 

Vedrem  la  patria  di  rapine  e  morti 
Colma  pei  Ghibellini ,  ove  tal  grido 
Sostenitor  dei  propri!  dritti,  indarno 
Sopprimere  tentassi. 


UBALDO 

Non  col  sangue 

Si  fa  salda  la  patria  —  E  se  tradiva 
Dell’alleanza  i  sacri  patti  Siena , 
S’abbandoni  a  se  stessa ,  che  pur  troppo 
Si  dorrà  che  la  stirpe  maledetta 
Accolse  in  grembo  ! 

JACOPO 

Per  infamia  altrui 

Non  periscano  i  Guelfi  ,  che  pur  dònno 
Serbarsi  per  la  patria  —  Di  tedesca 
Gente  Siena  s’ingrossa. 

EVERARDO 

In  te...  tai  sensi  ? 

JACOPO 

Il  brando  snudo  ove  snudarlo  è  d’uopo  — 
Qui  esamina  ragione  il  ben  di  tutti , 

E  non  altro....  comprendi. 

UBALDO 

Arbitro  voto 

Il  Senato  ch’esponga. 

GLI  ANZIANI  DEL  POPOLO 

A  Siena  guerra. 

I  TRENTASEI  CAPORALI 

0  patrii  accenti  !!  All’empia  Siena...  guer¬ 
ra!!! 

UBALDO 

Se  cercan  tutti  d’imbrandir  le  spade.... 
Jacopo  tu  non  promotor  di  pugna , 
Mostrati  tal  qual’esser  debbe  un  Guelfo 
Saggio  e  gagliardo:  sosterrai  nostre  armi  — 
E  Rangon  Modanese ,  Ugo  di  Spina  , 

Lapo  Michele  e  Gianni  di  Ridolfo 
Ti  fìan  fratelli,  e  tu  de’  forti  il  primo. 


il, 

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6 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


JACOPO 

UBALDO 

0  gioja  !!  —  Incarco  mi  s’affida  e  sommo 

Eccedi  Evrardo!  —  Iddio,  tuoi  sensi  austeri, 

Ch’io  pur  non  morto  —  Di  te  preso  lutto 

Proprii  d’un  Guelfo ,  non  mai  ponga  a  prova, 

Patria  sublime  io  sono  !!  —  I  tuoi  nemici 

E  qui  inspiri  virtù  !  —  Ma  orrendo  forse 

Gravi  di  ceppi ,  piangeran  ben  tardi 

Destin  li  parla...  e  non  mostrarmi  io  debbo 

Le  colpe  loro ,  che  destar  nei  nostri 

Ignaro  di  delitti  —  ( volgendosi  agli  Anziani) 

L’odio  di  parli  —  E  se  fia  legge  il  campo, 

E  voi  vetusti , 

L’oste  perisca....  e  lia  quel  sangue  il  mez- 

Sommi  soslenitor  del  popol  nostro , 

zo  , 

Come  salute  della  patria ,  il  volo 

Onde  l’Italia  i  Ghibellin  distrugga!!  — 

Secondale  d’Evrardo?.... 

ubaldo  ad  Everardo 

UN  ANZIANO 

Vanne  al  popol  che  freme  a  dir ,  che  pure 

Il  cittadino 

Vogliam  noi  guerra. 

Che  paventa  la  pena  e  la  rimembra  , 

Cauto  più  fassi. 

EVERAREO 

UN  ALTRO  ANZIANO 

Deh  !  pria  che  si  sciolga 

Tanta  adunanza ,  prescrivete  o  Padri 

E  Siena  ,  che  di  lunghi 

Pena  pel  Guelfo ,  che  tradir  potrebbe 

Raggiri  è  nido ,  sperar  mai  potrebbe 

La  causa  della  patria ,  e  a’  Ghibellini 

Dopo  pena  sì  fatta ,  di  sedurre 

Donar  soccorso. 

Un  Guelfo  onde  in  consorzio  tenebroso 

UBALDO 

Col  Ghibellino,  macchinar  d’averno 

Trame  contro  Firenze?.... 

E  puoi  supporre  un  Guelfo 

TUTTI  GLI  ANZIANI 

Infame  tanto  o  stolto....  che  congiuri... 

EVERARDO 

Di  rigori 

Ben’oggi  è  il  tempo  ! 

Facile  loco  ha  la  perfidia  sempre 

ubaldo  (  dopo  alquanto  silenzio  ) 

Sull’incauta  virtù! 

UBALDO 

Ognun  che  ascolti  adunque: 
Suprema  legge  si  promulghi  —  Un  Guelfo 

Ma  di...  qual  tema.... 

Che  un  fuoruscito  Ghibellino  accolga , 

Col  nemico  abbia?,.... 

Sollecito  che  dunque  ? 

GLI  ANZIANI 

EVERARDO 

Morte  — 

In  me  si  aumenta 

Giusto  timore  in  preveder  delitti  : 

EVERARDO 

Ignoro  il  resto  —  Muoveran  le  schiere... 

E  in  ardui  tempi  sorgere  temuta 

E  immantinente 

Poiria  l’infamia ,  e  da  codardi  o  inermi 

Abbian  la  morte. 

Cader  noi  vinti  —  Se  cotanto  fallo  i 

Con  gli  Anziani  non  supponi  -,  voi  i 

UBALro  ad  Everardo  dopo  d'aver  segnato 

Nostri  mallevadori  oggi  sarete  — 

l'editto 

l 

Pubblica  in  tal  giorno  à 

fèti*- — —  - ggw 

ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  I.  SCENA  IV. 


7 


L’editto.  —  E  tu  (a  Jacopo )  tien  pronti  in 

armi  i  forti , 

Imponendo ,  che  non  osino  mai 
Senza  il  eenno  di  noi ,  cercare  il  campo  — 
(  si  leva  da  sedere  con  tutti  ) 
Sciolto  de’  Padri  è  il  cittadin  congresso  — 
Opri  ciascun  che  il  popolar  tumulto 
Non  turbi  la  Repubblica  —  Deh!..  Tregua, 
Tregua  ai  brandi  per  poco  —  Il  dì  di  sangue 
Verrà  pur  troppo...  e  fia  comune  il  pianto  ! 
(  parte  seguito  dagli  Anziani  del 
popolo  ,  e  dagli  Arcieri.  ) 

Scena  ut. 

EVERARDO,  JACOPO,  in  fondo  i  tren- 

TASEI  CAPORALI 

EVERARDO 

Ben  t’è  concesso  l’alto  grado  —  Gioja 
Mi  prende  il  petto  —  Vincitor  securo 
T if  riedera  i. 

JACOPO 

Se  i  dritti  suoi  m’affida , 

Questa  patria  che  adoro  ,  assai  mi  estima  ; 
E  tutto  imprenderò  perchè  abbia  palma  — 
E  tu  verace  cittadin...  di  Marte 
Le  orrevoli  fatiche  sdegneresti 
Sostener  meco? 

EVERARDO 

E  tu  vorresti  ?.. 

JACOPO 

In  armi 

Farci  compagni  ai  Ghibellini  avversi. 

EVERARDO 


JACOPO 

Fama  raccórre 
Potresti  più  —  Tra  noi  gara  possente 
Sorgerebbe  a  più  far,  che  illustre  esempio 
Alle  schiere  saria  —  Se  di  licenze 
Il  contagio  scoppiasse...  Il  tuo  rigore 
Lo  sperderebbe. 

EVERARDO 

Puoi  bastar  tu  solo  — 
Restar  qui  debbo  ove  il  Senato  ha  leggi 
Severe  sì ,  ma  giuste  ;  ed  io  di  queste 
Stromento  per  farle  obbidir — Potenza 
Ebbero  qui  color ,  che  tcntan’oggi 
Di  provocarne...  e  il  detestato  germe 
Forse  serpeggia  — 

(  guardando  nel  lato  della  scena 
opposta  da  dove  son  partili  il 
Podestà  ,  gli  Anziani ,  e  gli  Ar¬ 
cieri  ) 

Jacopo  un  amplesso. 
jacopo  abbracciando  Ecerardo 
Addio. 

(  parte  seguito  dai  trentasei  Capo¬ 
rali  Fiorentini ,  per  la  stessa  via 
degli  altri  Personaggi.  ) 

Scena  iv. 

EVERARDO 

Son  pago  — Da  sì  lungo  indugio 
Frutto  carpisco  immenso  —  Editto  ottenni 
Qual’io  chiedeva....  e  periglioso  incarco 
In  Jacopo  abborrito  !  —  A  me  ti  accosta  , 
(  comparisce  un  guerriero  ) 
Vieni  Annibaldi  —  Quando  notte  giugne, 
Conduci  nella  valle  alfrn...  colui!.. 

(  parte  il  guerriero  ) 
Deh  !  non  tradir  mie  ardenti  brame ,  o  sor¬ 
te  !!! 


L’alto  poter  te  scelse...  io  non  col  brando 
Fama  acquistar  saprei. 


FINE  dell’atto  PRIMO. 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


Sala  in  casa  dei  Gherardini  con  verone  in  fondo.  —  Notte. 


Scena  /. 


ROBERTA 


ROBERTA ,  BEATRICE 

ROBERTA 

Tumultua  ancor  Fiorenza...  nè  mai  tace 
L’orrendo  voto  di  battaglia?  —  Io  debbo 
Tremar  ,  fin  quando  ?  —  Alle  discordie  a- 

troci  *, 

Un  termiti  non  porrà  questa  nemica 
Fraterna  gente ,  ch’ogni  dì  più  scema , 

Ed  al  sangue  si  avvezza  impunente  ?  — 
Dimmi ,  costoro  non  lian  figli  ?  —  Il  sonno 
Su  lor  si  posa  dolcemente...  e  mai 
Terror  li  desta? 


Cari 

Tanto  a  me  entrambi...  che  no’l  dice  il  lab¬ 
bro  , 

E  che  al  conforto  traggono  quest’alma 
Quasi  nudrita  nel  dolor  !  —  Ma  un  fato 
Contrario  sempre  a  paventar  mi  spinge! 

BEATRICE 

Quai  delti  !!  —  Il  cogitante  tuo  silenzio 
Ha  del  mistero? — Oh  come  tu...  d’un  nuovo 
Pallor  ti  vesti. 

ROBERTA 


BEATRICE 

0  mia  Roberta  !  —  Io  quando 
In  te  m’avvenni ,  insuperabil  forza 
Ad  amarti  mi  trasse  5  e  i  tuoi  costumi 
Si  miti  in  tempi  che  peggioran  sempre  , 
Per  la  tua  vita  palpitar  mi  fanno!.... 

Ma  su  te  veglio ,  0  sventurata. 

ROBERTA 


Oh  madre!! 

Oli  ben  felice,  inimitabil  madre! 

Che  testimone  non  sarai  pur  troppo 
D’altre  sciagure!  —  Ah!  se  divider  teco 
Potuto  avessi  il  mio  destino ,  quando 
Cadde  trafitto  il  mio  fratel...  dall’empia 
Ghibellina  genia...  che  tu  perduta 
In  delirio  mortai ,  chiamando  il  figlio 
In  materna  ansietà...  fra  le  mie  braccia 

Spiravi  ! .  Avrei  troncato  al  viver  mio 

L’acerbo  corso...  e  mi  sarei  sottratta 
Alla  certezza  d’un  soffrir  perenne!... 

Or  che  nulla  rimanmi...  e  mi  abbandona 
Fin  la  speranza  che  seduce  e  inganna  !! 

BEATRICE 

Il  Jacopo ,  e  il  padre  a  te  non  restan  ? 

Ite» — - - - - 


Una  sventura...  ascondo 
Nota  a  me  sola  !! 

BEATRICE 

E  a  me  la  occulti? 

ROBERTA 


Di  rimembrarla  ! 


Io  tremo 


BEATRICE 

A  me  Callida...  0  figlia! 

ROBERTA 

Sola  ,  là  dove  un  marmo,  ahi  lassa  !  inserra 
L’ossa  materne ,  io  mi  prostrai  piangendo  , 
Sul  far  di  sera  tempestosa ,  fosca 
Quanto  il  cor  mio  !  —  Versata  nell’affanno  , 
Che  fa  immenso  natura  ad  orba  figlia , 

10  non  udia  che  i  taciti  lamenti 

De’  tremanti  miei  labbri  :  allor  che  scossa 
Fui  da  Everardo  degli  Abati  !!  —  Il  guardo 
Volsi  sul  bieco  aspetto ,  e  a  stento  io  tenni 
Un  presago  terror  !  —  Le  mie  gramaglie , 

11  crin  discinto ,  la  solcata  guancia  , 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATT  O  II.  SCENA  II. 


E  la  tremenda  maestà  di  morte 

Di  quelle  tombe ,  eran  per  esso  faci 

Di  stolto  amore  !  —  Io  t’amo  ,  disse ,  e  tac- 

que, 

Quasi  aspettando  mie  parole...  Io  tacqui 
Compresa  da  spavento....  e  gli  ocelli  al  suolo 
Fissai  tremante  ! 

Liberi  alleili  mentre  son  rapita... 

Pel  genitor  tremando ,  e  per  l’amante 

Prode  ben  degno  di  non  tristi  tempi , 
Irrequieta  io  vivo  !!  —  E  l’avvenire 
L’eslerminio  di  guerra  a  me  presenta  !! 

BEATRICE 

BEATRICE 

Pianger  mi  fai  !  Ma  deh  !  Ne’  mali  altera  , 

Oh  !  che  mi  narri  —  Osava 

Egli  cotanto? 

Sprezza  quel  fato  che  ne  danna,  e  orgoglio 
N’abbi  pur  troppo  —  All’amator  nascondi 
L’opra  del  vile,  onde  il  furor  del  primo 

In  eccessi  non  rompa  — 

ROBERTA 

In  profanar  quell’urne 

Fermo  s’aveva  a  suo  rabbioso  scherno 

Il  mio  silenzio  sepolcral  !  —  Si  stette  : 
Poscia  nell’ira  a  me  dicea  con  voce 

Cupa  e  solenne  =  Il  tuo  disprezzo  o  donna  , 
Rimembro!  =  E  si  partia...  mentre  di  sangue 
Cli  lampeggiò  pensiero  in  sulla  fronte  !! 

Scena  //. 

jacopo  dei  pazzi  ,  e  detle. 

ROBERTA 

A  me  che  rechi 

BEATRICE 

Che  in  ansia  arrivi,  e  in  tanta  gioja?... 

(  Misera  !  )  E  quale  del  terror  tuo  tanto 
Cagione  egli  era  ? 

JACOPO 

0  mia 

ROBERTA 

Donna  adorata!  —  Il  lungo  amor  di  noi 

Or  più  che  mai  compenso  avrà. 

Promotore  accorto 

Fu  di  orrendi  flagelli...  e  la  temuta 
fama  evitava  con  tal’arte,  ch’empii 

Féa  creder  gli  altri. 

ROBERTA 

Che  speme... 

Jacopo  ? 

BEATRICE 

BEATRICE 

E  d’un  Evrardo  è  schiava 
Questa  plebe  che  il  teme? 

Il  Ciel  l’avveri. 

ROBERTA 

JACOPO 

Un  gel  mi  prende  !  — 

1  ulto  il  poter  dell’odio  egli  racchiude , 

Odio  che  scoppia...  e  che  non  mai  si  placa!... 
Egli  che  il  fremer  civico  seconda , 

Per  sè ,  cogliendo  di  tante  ire  il  frutto  -, 

E  in  sostener  del  popolo  il  diritto , 

Compera  il  popol  credulo  ed  il  vince  !! _ 

Quant’alto  amor  m’infiamma  ei  non  ignora- 
Maligno  ammirator  d’altrui  potere  , 
i  Divorato  è  da  invidia!  Ed  io...  da  sacri 

Udivi  intorno 

11  fragor  popolare,  e  i  bellicosi 

Squilli  di  guerra?  —  Atroce  pugna  e  tosto 
"Sogliono  i  Guelfi,  per  punir  gl’insani 

Sanesi  traditor,  che  contro  al  giuro , 

Porsero  asilo  ai  Ghibellini,  nostri" 

Nemici  primi  —  Rattener  la  plebe  , 

Sperdere  il  germe  d’immatura  guerra 

Con  me  voleva  il  tuo  Signor...  contrario 
Everardo  mostrossi. 

0 

f  io 


TEATRO  DRAMM  ATICO-N  APOLETANO 


ROBERTA 

Ei  dunque?  (Iniquo!...) 

JACOPO 

A  rattemprar  lo  sdegno,  io  mentre,  o  donna, 
M’adoperava ,  il  primo  ei  surse ,  e  poscia 
Gli  Anzian  già  disposti ,  a  darsi  al  volo 
Della  battaglia;  ed  a  schivar  congiure, 
Caldo  di  Patria ,  e  sospettoso  a  un  tempo, 
Mortale  editto  proponeva  ai  Guelfi  — 

Ma  fra  tante  procelle...  ah!  calma  i  crudi 
Timori  tuoi...  bell’alba  appare:  avrommi 
Mezzo  ,  o  Roberta  ,  d’acquistarti. 


ROBERT  V 

E  come?... 

JA  OPO 

Duce  delle  armi  scelse  me ,  fra  tanti , 

Il  padre  tuo  —  Certo  in  quel  cor  favella 
Pietà  per  noi  !  —  Fama  otterrò  col  brando, 
Fama  di  gloria ,  e  vincitor  m’avrai 
Donna  dell’alma  ,  sposo  ! 

ROBERTA 

Ah  !  Dio  volesse 
Che  i  miei  martiri  avesser  tregua  alfine 
Con  la  tua  destra! — Ed  orche  a  nuove  imprese 
Rivolgerti  dovrai...  deh  non  t’incresca 
Un  prlego  mio  ! 

JACOPO 

A  me  tu  devi  imporre... 

Pe  le  solo  io  respiro  ! 

ROBERTA 

Deh  !  rimembra 
Ch’Itali  sono  pur  color,  quei  stolti 
Ch’osan  dar  esca  a  nimistà  di  morte!!  — 
Tu  guerrier  generoso ,  a  tutto  costo 
Risparmia  il  sangue! —  Non  ridurre  i  vinti 
In  furor  disperato,  e  arretra  il  brando 
Quanto  più  puoi...  l’umanità  li  segua  , 

$  E  Dio  li  serbi  alla  vittoria  —  Oh  il  grido 
- - - - — 


Fa  che  a  me  giunga  :  il  duce  Fiorentino 
Piu  che  con  l’armi ,  col  perdono  ha  vinto  ; 
Magnanimo  guerrier ,  che  un  serto  esecra 
Tinto  d’italo  sangue...  ed  i  nemici 
Ei  tien  fratelli,  che  Itali  son  tutti, 

Pure  per  infernal  possa  discordi  !!  — 

E  se  mie  brame  accoglie  Iddio ,  l’Italia 
Ti  darà  nome  d’angiolo  di  pace, 

Se  fia  distrutto  delle  parti  e  sempre 
Lo  sdegno  cieco,  inveterato...  e  i  nomi 
Di  Guelfi ,  e  Ghibell in  ,  d’un  nome  solo 
Avesser  gloria  =  Siam  d’Italia  i  figli!!! 

E  di  tai  figli  avrà  superbia  Italia  !!! — 

JACOPO 

Eccelsa  donna  !  Un  divo  spirto  informa 
L’essere  tuo  !  —  Nell’ascoltar  tuoi  sensi , 
Gl’itali  accenti  tuoi ,  stupnr  mi  vince , 

Stupor  cotanto...  che  nel  mentre  io  t’amo 
Ghe  più  amare  non  puossi...  or  più  ti  ammiro 
Che  l’amo  !! —  Deh  !  Non  mai  snudar  potessi 
Io  questa  spada...  e  oprar  cosi  che  ognuno 
Tuoi  sensi  udisse ,  e  vergognando ,  Farmi 
Gitlasse...  e  negli  amplessi  i  più  fraterni 
Raccórsi  tulli  !  —  Ma  tu  brama  ardente 
Di  questo  cor,  supplica  santa  al  Cielo 
Porgi,  quand’io  qui  non  sarò! — Quel  Dio 
Che  virtù  tanta  all’alma  tua  diffonde, 

Non  udirti  potria?  —  Se  viver  leco 
M’è  dato...  sarem  noi  d’invidia,  o  donna, 

A  ogni  spirto  gentile...  e  fin  ch’io  spiro 
Amar  saprotli...  amarti  oltre  la  tomba!! 

ROBERTA 

Dal  fianco  deh  !  non  discostarti  mai 
De!  pa  Ire  orbato  —  Ei  prono  già  per  gli  anni, 

Ma  piii  pei  mali...  come  a  calma  eterna 
Chiede  il  sepolcro...  e  tal  pensici’  mi  desta 
Mortale  ambascia!  —  Gl’imbianchìrquel  crine 
Innanzi  tempo  ,  il  trucidato  figlio  , 

Ed  il  morir  di  lei ,  per  cui  retaggio 
-Vl’cbbi  di  pianto!  —  Egli  increscevol  fatto 
Dei  corrotti  costumi...  ove  a  conforto, 
Fuggendo  gli  od i i  cittadini...  Forme 
Ai  campi  drizza  :  inaridite  terre 
S’offrono  a  lui ,  e  non  vi  scorge  un  palmo, 
Che  l’unghie  dei  destrier  non  abbian  pesto, 
Intanto  che  doglioso  in  sulle  glebe 
Sta  il  lacero  paslor  !! 

i 


ROBERTA  DE(  GHERARD1NI  -  ATTO  II.  SCENA  V. 


41 


JACOPO 

D’infamie  tante 

Noi  dolorosi  avanzi ,  esangui  e  spersi 
Alla  vista  ci  cffriani  degli  Stranieri  -, 

Che  a  questa  Italia  esacerbata ,  un  guardo 
Mentre  fìssan  d’invidia  e  di  speranza  , 

Vi  attizzano  il  furor...  mostra  facendo 
Poi  di  pietà...  codardo  mezzo  e  dotto 
Di  straniere  rapine  !!! 

BEATRICE 

Oh  quanto  senno! 
Quanta  virtù  !  —  Chi  disunir  potria 
Il  vostro  affetto  di  ben  alte  norme  ? 

Verace  affetto  italiano  e  sommo  — 

roberta  a  Beatrice 

(  A  me  reca  quel  pegno.  ) 

Scena  m. 

ROBERTA  ,  JACOPO  DEI  PAZZI 
ROBERTA 

Ah  !  Te  col  padre 

Dal  reo  contagio  della  rabbia  esenti 
Io  terrò  cari  ad  ogni  costo  ;  cari 
Voi  soli  -,  chè  non  v’ha  forza  che  scemi 
La  tenerezza ,  che  i  dover  più  sacri 
Rendono  eterna  ! 

Scena  iv • 

beatrice  porgendo  una  ciarpa  azzurra  a 
ROBERTA  e  detto. 

beatrice 

(  E  di  te  è  degno.  ) 

ROBERTA 

Accogli 

PeU’amor  mio  l’opra  più  adatta  —  In  campo 
|  De’  voli  miei  ti  sovverrà  la  ciarpa 

è 

SNIK - 


Da  me  tessuta. 

( fregiandone  il  petto  di  Jacopo.) 

JACOPO 

0  sommo  don!!  —  Ricevi 
Il  mio  d’amor  giuro  più  sacro  !  —  Io  tutto 
Imprenderò  per  far  che  m’ami  sempre: 

E  perderti  non  mai  !!  — Morir  ben  prima, 
Morir,  che  perder  te!!  —  Per  farmi  degno 
Dell’amor  tuo  Siena  già  m’offre  il  campo  : 

E  quando  credi  ch’io  ti  merti ,  allora 
Senza  incertezza  chiederolti  al  padre  ! 

Scena  v. 

ubaldo  dei  giierardini,  il  quale  prima  che 
l’antecedente  scena  finisse  si  era  soffer¬ 
mato  sotto  la  soglia  ,  li  sorprende  amo¬ 
revolmente. 

UBALDO 

Più  solenne  promessa  a  le  rinnovo 
Della  sua  destra. 

ROBERTA 

Oh  gioja  !!  —  Il  Padre  !... 

JACOPO 

Infiamma 

Me  di  gloria  e  coraggio  !! 

UBALDO 

Amor  ch’è  face 
D’altissime  opre ,  se  vostre  alme  incenda , 

Da  voi  virtù  m’aspetto  !  —  Ai  cittadini 
D’un  libero  governo  illustre  norma 
Darete  voi  ;  come  i  privati  affetti 
Alla  Patria  immolar  si  debbon  sempre , 

Ed  al  pubblico  bene  —  Oli  !  quando  a  noi, 
Ancor  piaudito  da’  nemici  stessi , 

Tu  cinto  riederai  di  putrii  allori  -, 

E  non  per  fasto  insullator ,  corteggio 
De’  vinti  menerai...  chè  amarci  tutti, 

Itali  noi  dell’animosa  terra, 

Impone  troppo  Iddio...  quanta  dolcezza 
Sarammi  allora  in  eternar  sull’ara  & 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


Cotanto  affetto...  placido  serrando 
Gli  occhi  alla  vita  ;  chè  sarai  consorte 
Tu  d’nn  guerriero,  che  non  mai  costrinse 
Ad  imprecazioni ,  a  pianto  acerbo 
Il  vedovalo  sluol  di  donne  erranti  ; 
Ch’appo  di  Dio  i  gridi  loro  han  varco  !! 

JACOPO 

Erce!!  Perchè  questa  crucciosa  etade , 

Non  fa  lesor  de’  delti  tuoi...  tuoi  detti 
Che  non  apprende  o  doppiamente  iniqua 
Pur  li  deride? — Ma  verrà  quel  giorno, 
Che  tante  colpe  ecciteran  ribrezzo 
Agli  empii  stessi...  e  tu  sarai  per  tutti 
11  sacro  innovator  di  miti  sensi , 

Che  dell’Italia  unanimi  mescendo 
I  veti  lutti  in  uno...  alfin  potranno 
D’una  famiglia  farne!!  —  E  questi  stati 
Dal  mortale  squallor  della  discordia  , 

Vólti  a  splendor  per  tua  sapienza ,  Ubaldo! 
Sugli  avvenir  tramar.deran  tuo  nome , 

Chè  noi  spingesti  ad  immortai  governo  !! 

UBALDO 

Tentai...  ma  indarno  !  —  Ad  età  nuova  forse 
L’augurio  è  dato:  e  in  voi  confido,  o  figli, 
Che  supplirete  a  me...  quando  mie  braccia 
Vuote  ritornan  di  quel  prode  figlio 
Ch’io  piansi,  echiesi  invan  !!  —  Tenero  incarco 
P.imane  a  voi  !...  La  mia  vecchiezza  incurva, 
La  sosterrete  voi  ! 

ROBERTA 

Deh!  Padre  amato!... 

JACOPO 

Signor  ! 

( presi  da  riverente  trasporto  ,  si 
prostrano  ai  piedi  d’ Ubaldo.  ) 

BEATRICE 

Son  io  commossa! 


Scena  vi. 

everardo  degù  abati  dal  fondo  ferman¬ 
dosi  e  detti. 


EVIRARLO 

( ...  Ancor  vederli 

Felici  !!...  0  rabbia!!!  Al  genitore  avvinti??  ) 

ROBERTA 

Chi  ne  sorprende? 

EVERARDO 

Io  —  Mi  perdona  Ubaldo, 
Se  ad  interromper  vengo ,  in  alta  notte , 

I  domestici  affetti. 

ROBERTA 

(  Il  cor  mi  trema  !  ) 

UBALDO 


Che  dunque  ? 


EVERARDO 

In  ansia ,  dal  nemico  campo 
Un  guerrier  di  te  cerca,  il  venir  suo 
Le  tenebre  secondano. 

UBALDO 

Indiviso 

Dagli  Anziani  è  il  poter  mio — Segreti 
Serbar  non  debbo  — -  Ed  ignorar  potresti , 
Che  i  messaggi  ascoltar  di  tutti  è  dritto  ? — 
Al  Senato  il  conduci  in  pieno  giorno. 

EVERARDO 

11  giorno  ad  un  proscritto?? 

JACOPO 


Or  che  mai  lenti? 


-<£>£>  33 


ROUERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  III.  SCENA  I. 
EVERARDO 

Egli  è  presso... 

ubaldo 

E  persisti??  Udir  no’l  voglio  — 


Vanne. 


EVERARDO 


Mi  scacci  ?  Udirlo  tu  no’l  vuoi  ?  — 
Potresti  non  vederlo...  e  non  serrarlo 
Le  mille  volle  al  sen  ?  Ti  appressa. 

(  chiamando  verso  il  fondo.  ) 


Scena 


vii . 


Raimondo  da  Ghibellino  ,  chiuso  nelle  anni , 
nell'entrare  si  toglierà  il  manto  guelfo , 
rimanendo  incoio  e  palpitante,  e  detti. 


roberta 


Oh  Cielo!! 


UBALDO 


Un  Ghibellino  ?? 


JACOPO 

Noi  tradir  ?? 


13 

everardo  ad  Ubaldo 

Ti  è  figlio 


Il  Ghibellino!!! 

raimondo  (  alzandosi  la  celata  ) 

...  Padre  !!! 

ROBERTA 

...  Ohimè  !!! 

ubaldo  ( correndo  verso  Raimondo) 

...  Tu  vivi  !!! 

Raimondo  vivi??...  Oh  inaspettata  gioja !!! 
Stringiti  a  me  !!!.., 

roberta  abbracciando  con  ubaldo  e 

JACOPO,  RAIMONDO 

Fratello  !!!... 

RAIMONDO 

...  Oh  istante!!! 

EVERARDO 

(  Ho  vinto!!  ) 


FINE  DELL  ATTO  SECONDO. 

% 


Mattina. 


Scena  i. 

ubaldo  e  raimondo  discostandosi  dagli  am¬ 
plessi. 

UBALDO 

Deh  !  da  cauto ,  sospetto  ,  o  figlio  amato, 


Ti  occulta  al  giorno  spettator  di  fero 
Disegno ,  morte  ai  Ghibellini  !!  — ...  Io  piansi 
Inconsolabil ,  desolato  quando 
Recò  la  fama  il  tuo  morir — Tu  sorgi 
Dal  sepolcro,  rivivi...  e  tra  la  gioja 
Indefinita ,  sacra...  in  me  si  desta 
Un  palpitare  orrendo  !! 


*£§233 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


- - 

f  14 

raimcndo 

Unico  mio  , 

Dolce  conforto  o  patire!! — Un  Dio  che  tragge 
Me  fra  lue  braccia,  non  vorrà  salvarmi 
Dal  Ti  nsa  no  furor  di  gente  avversa  , 

Cui  non  mai  pianto  io  cagionava? — EinCielo 
Noi  non  risguarda  forse  la  diletta 
Madre  che  invoco  e  che  non  veggio!!...  e  in  sua 
Superna  possa  noi  protegge  ? 

UBALDO 

Or  come 

Tu  trafitto,  e  tenuto  per  estinto  , 

Spiri  l’aure  di  vita? 

RAIMONDO 

Odimi  —  È  vano 

Ch’io  narri  a  te  la  fervida  battaglia 
Contro  di  Pisa ,  che  già  guelfa  terra 
Il  gonfalone  ghibellin  dispiega  !  — 

Tu  sai  che  notte  rallentò  non  l’ira  , 

Ma  tenne  i  brandi,  ch’alia  incerta  mischia 
Slavan  confuse  le  nemiche  insegne  — 

Io  tuo  figliuol ,  superbo  d’esser  Guelfo  , 

Tra  la  più  ardente  gioventù  mi  slancio  , 

E  nel  coraggio  dei  più  forti ,  io  primo 
Mielea  col  ferro  i  Ghibellin  perversi, 

Che  sotto  i  piedi  mi  cadeano  uccisi  , 

0  semivivi  !  —  Un  monte  ecco  innalzarsi 
D’Itali  estinti...  e  in  cor  sentia  spietata  , 
Mortai  rampogna  !  —  Già  di  sangue  brutti 
i  Eravam  noi  !...  E  lacerati  in  allo 
Gli  stendardi  apparian,  d’odio  stromenti , 
Che  ritràean  le  bellicose  schiere 
Ne’  limiti  contrarii — In  mia  tristezza 
Solo  io  là  stelli...  a  meditar  l’immensa 
Strage  fraterna  ,  ottenebrata  in  parte... 

Ed  a  che  tanto  eccidio ,  io  m’esclamava , 
Per  farci  della  Italia  matricidi??...  — 
Quando  tra  fumi  vorticosi ,  fiamme 
Per  sicurezza  incese  tra  gli  ostili 
Ognor  cruenti  campi...  disgombrare 
Le  tenebre  pietose  !  Ahi  !  dura  vista  !!! 
M’apparve  il  pian  carco  di  morti!!!— Agli  occhi 
Arsi  dall’ira...  mi  correva  il  pianto... 

Non  da  guerrier  ,  da  cittadino  io  piansi  !!  — 
Quando  un  drappello  d’avversarii  stolti 
Su  di  me  piomba  :  o  doppiamente  vili , 

!>,  lo  grido,  e  snudo  il  ferro...  barcollando 

3>t?3 — — — - - 


Morde  la  terra  il  primo  •,  esangue  è  un  altro-, 
Respingo  il  terzo...  Cado  alfin  :  son  tratto 
Alle  stanze  nemiche...  e  il  grido  asconde 
Il  ver. 

UBALDO 

Dì...  e  poscia??... 

RAIMONDO 

L’agonia  dei  ceppi 

Per  sette  lune  ebbi  a  soffrir...  sepolto 
Nell’aer  cieco  di  funebre  torre, 

Che  da  qui  non  lontana  erge  suoi  spaldi  ; 

Che  appianar  nel  suo  sdegno  Iddio  dovrebbe 
Additando  gli  scheletri  insepolti  , 

Reliquie  degl’ingordi  odii  civili  !!  — 

Quando  nel  corso  dei  miei  lunghi  stenti  , 
Guatai  dischiuder  le  ferrate  porte  , 

Ed  un  veglio  apparir ,  che  femmi  scórre 
0  con  un  giuro  Ghibellino  farmi , 

0  perir  per  inedia. 

ubaldo 

E  allignar  tanto 

Può  l’infamia  in  costoro??...  —  Itala  terra 
Prodi  in  te  non  s’annidano...  ma  belve, 

Che  solo  si  dissetano  di  sangue  !!! _ 

E  questa  età  i  nepoti  inprecheranno  , 

E  fian  dubbiosi  a  prestar  fede  a  tante 
Inudite  perfidie !!!...  —  E  tu  scegliesti??... 

RAIMONDO 

Spirar  da  Guelfo  —  Era  caduto  il  giorno , 

La  notte  surse  ,  e  l’alba  apparve...  e  i  labbri 
Serrai  per  tórre  alla  insultante  gioja 
De’  carnefici  miei...  qualche  sospiro, 

Qualche  lamento  —  Ma  non  giunto  all’ora , 
Che  l’altro  dì  mancava...  fui  compreso 
Da  fiacchezza  mortai  !  —  Corse  la  destra 
Piti  volte  in  cerca  d’unacciar...  ma  indarno!.. 
Morir  di  brando ,  ma  col  brando  in  pugno 
Invidia  desta  nei  guerrier-,  coraggio 
Al  ferito  campione  inspira  il  campo  !  — 

Ma  per  inedia...  che  robuste  membra 
Inaridisce  lentamente...  è  morte 
Che  la  barbaria  scogitò  nel  colmo 
Di  sua  fierezza!!  —  Un  tremito...  un  delirio... 

Un  vel  sugli  occhi...  disperata  fame  ^ 

-  ■  — — — 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  III.  SCENA  I. 


do 


&Z N 


Che  in  me  rincrebbe...  e  la  morte  invocata 
Sdegnarmi...  Quando  l’anima  veggente 
Te  vide!!... 

UBALDO 

Ah  taci  !! 

RAIMONDO 

In  quel  momento  estremo 
L’atra  prigion  riaprissi...  e  tentò  il  veglio 
D’interrogar  s’io  persistessi...  Padre  !!... 

Io  sfinito  ,  morente...  nel  ferale 
Loco  di  morte  ,  ove  s’udia  dei  tanti 
Spenti  il  gemere  ancor  !!..  Dove  accerchiato 
Da  larve  mi  vedea!!...  Debole  io  fatto... 
Nel  sentir  che  potea  con  l’egra  madre 
Serrarti  al  cor... — Sacrai... ne’ miei  tumulti... 
L’orribil  giuro  !!! 

UBALDO 

Dell’atroce  stirpe 

Tu  dunque  l’ira...  ancor  secondi  '??... 

raimondo  abito s  a  g'i  occhi  nella  più  do¬ 
lorosa  riflessione. 

UBALDO 

E  pure... 

Chi  tc  potrebbe  condannar?  Chi  mai??... 
Oh  crudo  affanno  !!  Ghibellin  tu  figlio!!... 
Ti  stringe  fra  gli  amplessi...  il  padre  Guelfo!!... 
Tremar  mi  fai  !!! 

rai  uomo 

Ma  quando  a  Siena  io  debbo 
Rieder  pel  cenno  di  color ,  che  impero 
Yantan  per  forza  del  fatale  giuro , 

Che  caro  e  in  un  tremendo  a  te  mi  mena... 
E  mi  strappa  da’  tuoi  paterni  amplessi  !!... 
E  disperare  e  pianger  mi  fa  a  un  tempo... 
E  sospirare  ed  abborrir  la  vita 
In  un  pietoso  e  straziante  accordo  !!!  — 
Quando  rieder  là  debbo...  e  gli  occhi  miei 
Su  (e  si  fisseran  l’estrema  volta... 

Padre...  su  le...  cui  per  flagel  di  Dio  ! 
Mentre  adoro...  io  trafiggo!!.. E  anccr  miei  baci 
Colpevoli  si  fanno!!...  i  sacri  baci 


Che  a  tue  ginocchia  avidamente  imprimo... 

( s’inginocchia  riverentemente  ab¬ 
bracciando  Ubaldo.  Questi  pene¬ 
trato  dai  più  vivi  affetti  lo  sol¬ 
leva  ) 

10  di  te  degno  ancor  sarò  !  — Se  un  brando 
M’affideranno  ,  onde  per  loro  scampo 

11  denudassi  !...fia  quel  brando...  o  padre!!... 
Sublime  mezzo,  a  spergiurar  non  mai... 

Ma  di  mia  morte!! 

UBALDO 

Italo  prode!  Oh  come 
Insuperbisco  che  di  me  sei  figlio  ! 

E  in  te  degli  avi  le  virtù  sparlane 
Rinvengo  io  tutte  !!  —  Avventuroso  padre, 
Per  dirmi  tal  che  a  me  mancar  potrebbe, 

Or  che  sul  campo  per  far  sua  Roberta 
Jacopo  vola?...  0  ciel  !  Che  dissi  !!  —  Il  campo 
Di  Jacopo  desir...  per  me  d’inferno 
Fora...  d’inferno!!...  quando  il  reo  conflitto 
S’accenderà!  —  Ma  del  pugnar  dì...  forse 
Non  apporta  più  tremito  ad  entrambi 
L’irretrattabil  giuro...  che  tiranno 
Tra  noi  s’eleva...  e  ne  divide?...  al  figlio 
I  m  ponendo  lo  sdegno  !...  e  al  padre . . .  o  Dio  !! . . 

Un  giuro  anch’io  tenni  pei  Guelfi! — 0  stato 
Indicibile...  orrendo  !  che  agli  affetti 
Apre  guerra  spietata  !!! 

RAIMONDO 

A  me  la  vita 

Dunque  infondesti  per  costarti ,  o  padre , 

Un  duplice  dolor? — •  Perdona  !  Il  grido 
Io  non  dovea  smentir  della  mia  morte  -, 

Ma  il  core  mi  tradì  !  —  Pur  s’è  destino 
Che  strapparmi  dovrà  da  te  la  morte, 
Inevitabil  morte  !...  Ah  !...  Più  felice 
Jacopo...  a  me  subentri  ! 

UBAI.rO 

Da  squarciarmi 

A  brani  il  cor  desisti  !!  —  Or  dimmi  come 
Cadesti  in  Everardo? 

RAIMONDO 

Abbenchè  il  giuro 

lo  profferito  avessi ,  ancor  penava  A 

- *£% 


10 


TEATRO  DR  AMM  AT1CO-N  A  PO  LETAMO 


Tra  vigili  custodi  ;  allor  che  a  tèrmi 
Ieri  sull’annottar  venne  Annibaldi  — 

A  costui  mi  lasciar  libero  :  entrambi 
Fummo  alla  valle  cli’à  Fiorenza  a  manca; 
Ivi  trovando  irrequieto  Evrardo, 

Che  mi  ravvolse  in  guelfo  ammanto:  il  seguo — 
Da  esperto  calca  ignoti  varchi  ;  alfine 
Eludiam  le  torri...  c  qui  giungemmo 
Ascosi  ai  Guelfi  —  Sua  pietà  s’involge 
In  un  mistero!...  Ed  è  incapibil  come 
Da  Ghilellin  qui  m’ha  condotto;  e  quali 
Co’  nemici  egli  ha  pratiche,  in  disporre 
Che  mi  lasciasser  dopo  che  aggregato 
Fui  co’  Sanesi  contumaci  !  —  Ah  certo 
Ei  mi  t’ha  reso  !  —  E  pur  nega  il  mio  core 
I tessergli  grato...  e  invan  cerco  a  me  stesso 
Sì  ingiusta  forza  !  —  Iopiù  che  mai  l’abborro  ! 

E  i  beneficii  suoi  veggo  di  sangue!!  — 

Deh  !  che  fia  mai  tanto  presagio,  o  padre? 

Scena  //. 

JACOPO  DEI  PAZZI  e  detti. 

Indivisi  vi  veggo!  0  somma  gioja  !  — 

Ma  deh  Signor ,  l’occulta  a  ogni  uom,  ch’è  im¬ 
menso 

Or  più  che  mai  l’odio  ne’Guelfi  ;  e  ovunque 
Luccicar  vedi  farmi — Da  Manfredi 
Siena  ottenne  soccorso...  e  stan  gli  armati 
Fn  disegno  tramando,  onde  attaccarci 
Dentro  Fiorenza  —  A  preparar  l’assedio 
Sta  Piero  degli  liberti  ;  ed  i  Sanesi 
Gherardo  Cicca  a  maggior  rabbia  accende  — 
Or  se  la  tregua  da  costor  si  rompe , 
Innanzi  tempo  il  battagliar  fia  legge  ! 

CFAi.no 

Ed  cralor  de’  ghibellini  sensi 
Qui  alcun  non  venne? 

JAf  OPO 

Tacciono ,  e  da  accorti 
Preparai!  mezzi ,  per  risposta  darci 
Sola  col  ferro  —  Numerose  intanto 
Il  conte  di  Giordan  le  file  addoppia 
Degli  Alemarni  ;  e  ira  Sanesi  il  primo 
Razzante  è  fatto  —  Esplorato!'  di  loro, 

4  Poc’anzi  Alfredi ,  a  noi  venia  narrando. 

* 

- - - 


urAcco 

I  Fiorentini  udran  che  fiamme  han  désto 
Per  le  vane  vendette  :  e  se  potessi 
Questo  incarco  deporre  ,  il  depor.  ei 
In  chi  salute  osa  invenir  nel  crudo 
Desiderio  di  scempi...  e  negli  editti 
Di  congiure ,  e  di  morti  ! 

JACOPO 

E  che  ?  Vorresti 

Ai  Guelfi  tórre  il  più  sicuro  appoggio? 

RAIMONDO 

Sublime  sacrificio  per  la  patria 
Compir  tu  dei  —  Che  fia  ,  se  l’abbandoni 
Nel  suo  furor  più  insano?  — Ti  ricorda 
Che  tu  sei  Guelfo ,  e  sovra  i  Guelfi  pende 
Un  dubbio  fato. 

JACOPO 

Ah  se  il  tuo  brando ,  o  forte . 
Ruotar  potessi... 

RAIMONDO 

Io  Ghibellin? 

JACOPO 

Per  sorte 

Tiranna  ;  ma  per  cor  ? 

RAIMONDO 

Son  Guelfo 

JACOPO 

Ali  basta  !  — 

Il  tuo  destili  compiango...  e  pur  sei  tale, 
Che  abber.chè  vesti  l’abhorrita  insegna  , 
Ammirarti  debb’io  !  —  Quindi  favello 
Liberamente  —  A  te  signore  io  vengo 
Per  ottener  l’assenso,  onde  sull’alba 
Frementi  escir  ,  per  tempestar  sul  campo  ! 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  III.  SCENA  V. 


UBALDO 

Guerrier  ben  degno ,  se  arretrarli  solo 
Può  del  Senato  il  cenno  —  Or  vanne-,  aH’armi 
S’allestino  le  squadre  ,  e  non  attese 
Volino  al  vichi  campo  —  E  lu  rimembra... 

jacopo  additando  Raimondo 

Che  un  tanto  prode ,  fra  le  ostili  mura 
Qual  nemico  starà  —  Ma  se  lu  padre 
Esser  di  me  li  degnerai ,  germano 
Ei  di  me  fia...  e  indi visibil  noi 
Sarem  per  sempre! 

Scena  ///. 

ROBERTA  ,  e  detti. 

ROBERTA 

0  dolce  accento  !  —  Iddio 

È  per  noi  !! 

UBALDO 

Che  mai  rechi  ? 

ROBERTA 

Un  messo  arriva 

A  te  di  lieti  eventi!  —  Da  Bologna  , 

Da  colle  di  Val  d’Elsa ,  da  Volterra 
Vengon  gli  armati  a  ingagliardir  Fiorenza-, 

E  tra  costoro  vedesi  il  vessillo 

Dei  Lucchesi  finaneo  ;  e  in  breve  ancora 

Verranno  i  Perugini. 


Di  supplicare  il  Cielo  -,  onde  le  insegne ,  ! 

Che  uscian  più  belle  di  tua  mano ,  in  allo 
Quando  svcntoleran  tra  inville  squadre, 
C’ispirino  valore ,  ed  ai  nemici 
Sien  di  spavento  !! 


Scena  iv. 

EVERARDO  e  detti. 

EVERARDO  O  JACOPO 

A  che  tardo  tu  sosti 
Nelle  blandizie,  o  Duce,  or  che  a  torrenti 
Da  lali  opposti ,  in  amistà  secura 
Fanti  agguerriti ,  e  cavalier  frementi 
Vengono  ai  Guelfi  per  recar  sostegno  ; 

Ed  or  che  un  messo  alla  Casliglia  ha  spinto 
Il  Romano  Pastor,  per  far  che  Alfonso 
Sterminalor  dei  Ghibellin  venisse? 

JACOPO 

Allarmi  io  corro —  E  se  ragion  qui  esposi 
Bi  gir  coi  Forti  al  primo  albor  del  giorno, 
Che  forse  spunta  ad  eternar  le  gesta 
Dei  piti  caldi  di  Patria...  ora  in  Firenze 
Non  ci  vegga  il  tramonto  —  Udrete  e  tosto 
Delle  trombe  il  fragor  che  al  campo  invita; 
E  per  me  fia  d’amor ,  di  speme  e  gloria 
Quel  cenno!! 

Scena  v . 

UBALDO,  RAIMONDO,  ROBERT 4 , 
EVERARDO. 


UBALDO 


UBALDO 


Oh  alfin  s'avvera 
L’implorato  soccorso ,  che  ben  prima 
Che  il  pugnar  s’intimasse,  ansante  io  chiesi, 
E  ch’oggi  Dio  ne  manda. 

JACOPO 


E  per  un  padre  fia  spietato!! 

RAIMONDO 

Ed  io  restar  da  imbelle  entro  la  soglia  , 
U’  il  timor  m’imprigiona  ? 


Apportatrice 

Di  sospirate  nuove,  a  te  si  debbe, 
Delle  vergini  prima  ,  il  sacro  incarco 


EVERARDO  ad  UFALDO. 


Con  te  debbo  A 

'é 

- - t 


0 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETAPiO 


I 

f 


18 


Grave  affare  trattar  ,  che  udir  soltanto 
Tu  devi  — 11  cittadino  ha  per  la  patria 
Obblighi  più  ,  che  pe’  suoi  figli. 

ubaldo  a  Jacopo ,  ed  a  Roberta 

Altrove 

Ite  per  poco. 

Scena  vi . 

UBALDO,  EVERARDO. 
everardo 

Di  me  darti  io  voglio 
Pruova  certa,  innegabile. 

UBALDO 

Ti  ascolto. 

EVERARDO 

Dopo  che  a  te  condussi  il  figlio  ,  in  atto 
Di  varcar  la  mia  soglia  mi  soffermano 
Due  frati  ch’alle  tuniche  conobbi 
Dell’ordin  de’  minori  ,  che  da  Siena 
1  A  me  venian  ministri ,  in  palili  avvolti , 

■  Taciti  e  sospettosi  — ...  Incerto  io  resto... 

!  Di  ragionar  mi  ehiedon  essi  —  Occulti 
Fra  le  tenèbre  in  più  remota  stanza 
Li  trassi. 

UBALDO 

E  udisti?... 

EVERARDO 

Mi  porsero  un  foglio 
Tra  suggelli  inviolati,  che  diretto 
A  me  venia...  lo  scorsi...  —  Istupidisci 
Ubaldo,  e  m’odi. 

( leggendo  un  foglio.) 

»  Una  congiura  ferve 
«  In  Siena  ,  avversa  ai  Ghibellini,,  avversa 
»  All’assoluta  signoria  del  tanto 
»  Abborrito  Saivani  —  1  fidi  messi 
&  »  V’indicheranno  facile  l’impresa , 

- 


»  Per  far  che  i  Guelfi  abbiano  Siena,  mentre 
»  Staranno  al  campo  le  sue  schiere —  Noi 
»  Partigiani  di  Flora  ,  promotori 
»  Della  congiura  ,  e  i  primi ,  il  poter  nostro 
«  Per  voi  starà ,  pronto  a  recarvi  ajuto 
»  Alla  porla  San  Vito,  che  pei  Guelfi 
»  Tosto  si  schiuderà ,  per  far  che  ingresso 
«  Abbian  senza  contese  in  queste  mura, 

»  Che  fian  di  voi  — Opra  cotanta  a  fine 
»  Trarrem  noi  confinati  da  Firenze  , 

»  Onde  alla  Patria  che  ci  mise  in  bando 
»  Dar  contezza  di  noi — L’integro  Ubaldo 
»  Cancellare  così  potrà  del  figlio 
»  La  marca  ghibellina  innanzi  ai  Guelfi. 

UBALDO 

E  son  le  cifre?... 

everardo 
Mirale  — 

(  dopo  d' avergli  fatto  vedere  il  fo¬ 
glio  ,  lo  conserverà  cautamente.  ) 

UBALDO 

Che  veggo!!... 

Di  Malavolti...  degli  esuli  nostri... 

E  tra  costoro...  dei  più  arditi,  eletti 
Tra  Sanesi...  ed  in  ultimo...  è  soscritto 
Farinata!!...  Possibile??  Fia  vero??... 

Essi  farebber  tanto  ?...  E  tu  con  loro 
Tanto  potresti,  o  generoso? — Il  figlio 
Per  le  proscritto  non  sarà?...  La  patria 
Vasto  poter  propagherebbe...  e  in  campo 
Mestier  non  fia...  che  versisi  di  sangue 
Una  stilla  ?...  Sì  grande  oggi  t’ha  fatto 
Iddio  ??... 

everardo 

T’allegra!...  e  del  possente  mezzo 
Facciam  tesoro  —  Per  tuo  figlio...  debbo 
Occultar  questo  pegno  di  salvezza... 

Ma  il  tempo  vola,  e  ritardar  lo  scampo 
Non  debbesi  dei  Guelfi. 

UBALDO 

E  a  far  che  resta  ? 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  III.  SCENA  VI. 


I  EVERÀRTO 

In  questo  istante  a  te  disserro  io  l’alma  , 
Un  mio  pensier  che  immobile ,  profondo 
Mi  crucia  sempre- ...  U  baldo. ..  or  dei  far  senno 
De’  miei  segreti  —  Per  destin  ,  tua  vita, 
Quella  del  figlio ,  e  vostra  fama  intera 
Da  me  dipende  —  Io  posso ,  ove  tu  il  -brami, 
Farti  adorar  dai  ciltadin  ,  qualora 
Co’  mezzi  ch’io  t’additerò,  terranno 
I  Guelfi  Siena  -,  e  a  prezzo  di  trafitti 
I  Ghibellin  non  saran  vinti  —  E  tanto 
Innalzarti  potresti  ,  che  l’Italia 
Tepiù  d’ogn’altroin  pregio avria...  nel  mentre 
Pe’  inerti  tuoi  il  tuo  figliuol  fia  salvo  ; 

E  in  un  disciolto  dal  forzato  giuro! 

UBALDO 

E  per  tanto  ottener  ? 

EVERARDO 

N’è  il  voler  tuo 
Arbitro  solo  —  Condurrotti  io  stesso 
Ai  ministri  che  ascondo,  ai  quali  io  debbo 
Diecimila  fiorini ,  del  messaggio 
Ben  tenue  prezzo. 

UBALDO 

E  interessar  costoro 

Come  potesti  ? 

EVERARDO 

In  amistà  mentita , 

Da  lungo  tempo  li  adescai ,  per  tutta 
Contezza  aver  di  Siena ,  onde  Firenze 
Fusse  sicura  ed  invincibil’anco 
Menato  in  ceppi  il  tuo  figliuol  non  era 
Ancor,  che  il  seppi  -,  e  a  te  narrar  non  debbo 
Quanto  fec’io ,  per  dare  a  tua  vecchiezza 
L’insperato  consuol  !  —  Poscia  con  arte 
Esagerando  la  potenza  nostra 
Ai  reggitor  di  Siena ,  io  seppi  indurli , 
Per  opra  dei  banditi  Fiorentini , 

A  trepidar  cotanto  ,  ch’una  trama  , 

Pei  Ghibellin  funesta  ,  oggi  han  soscritta  , 
E  pruova  or  n’hai  -,  sì  che  a  compirla,  Ubaldo, 
a.  Manca  il  tuo  cenno. 


— *s§*>5 
19  f 

U  BALDO 

E  tanto  pegno  come 

I  congiurati  a  te  inviar,  nel  mentre 
Dar  potea  sicurtà  questo  Senato 
D’un  sì  grave  segreto  ? 

EVERARDO 

Quei  Sanesi , 

Che  soscrissero  il  foglio ,  intera  fede 
In  me  troppo  hanno  -,  e  lo  dimostra  appieno 
Un  sì  geloso  incarco  —  E  poi  ben  sanno 
Che  tuo  figlio  salvai...  che  a  me  soltanto 
Per  vostra  garentia...  doveasi  il  foglio. 

UBALDO 

Come  mia  mente  attonita ,  per  le  alte 
Doppie  sorprese...  e  tu  rischiari  —  Udirti 
M’e  di  dolcezza...  segui. 

EVI  r  \ R DO 

Udito  appena 

Ch’avrai  tu  i  messi ,  chè  ben  so  condurli 
Al  tuo  cospetto  ignoti  a  ogni  uoin  5  potrai 
Agli  Anziani  rivelar  la  trama 
Contraria  a  Siena  —  Salvator  di  Patria 
Te  chiameranno...  ed  io  metterò  pegno 

II  capo  mio  per  accertar  la  trama 

Che  al  Senato  esporrai,  quando  v’incalza 
Necessità  ch’io  seppellisca  il  foglio  — 

Ma  dopo  a  quanto  oprai...  a  quanto  ancora 
Compir  per  voi  mi  resta...  a’  voti  miei 
Farti  sordo  potresti?... 

UBALDO 

A  te  volendo 

Negar  non  mi  potrei. 

EVERARDO 

Altro  non  chieggo , 

Che  mercè  per  me  cara...  e  decorosa  , 

0  Ubaldo ,  ancor  per  te. 

UTALDO 

Di...  che  mai...  chiedi?  a 
- - - 


20 


TEATRO  DRAMMATICO-N  APOLETANO 


88  «SS» 
8 


EVERARDO 

! 

Col  figlio  che  t’ho  salvo...  è  spento  in  noi 
Ogni  antico  rancor,  che  questa  plebe 
Volubil  sempre  cagionò  —  ...Che  dissi!... 
Rancor...  non  già,  ma  desiderio  illustre 
Di  contenderci  un  plauso...  un  plauso  santo 
Dalla  patria  comune! 

UBALDO 

...  Ormai  mi  togli 

Dal  bramoso  aspettar!...  Che...  vuoi?... 

EVERARDO 

Roberta 

Far  mia  consorte  — 


UBALDO 

Ella  è  promessa 

A  Jacopo  dei  Pazzi  — 

EVERARDO 

È  noto  — 

UBALDO 

Degno 

Di  lei  si  fé ,  quando  Fiorenza  cadde 
Ne’Ghibellini  —  L’onor  suo  sottrasse 
Da  quei  ribaldi  —  Jacopo  nel  petto 
Serba  le  piaghe  al  par  di  me,  pei  Guelfi! 

EVERARDO 


UBALDO 

Che??...  Roberta!!! 

EVERARDO 


...  E  d’onde 

;  11  tuo  stupor  ??...  —  Ma  qual  sul  volto  tuo 
{  Un  turbamento  ??... 

I 

UBALDO 


EVERARDO 

Dunque  è  l’inchiesta 
Per  te...  sventura? —  Di  salvar  tu  il  figlio, 
Ed  i  Guelfi...  ricusi? 

UBALDO 

Ah  !!  dentro  all’alma 
Tu  mi  ferisci  Evrardo  !  —  Iniquo  io  tanto, 
Che  di  salvar... 


EVER'RDO 


Rispondi. 


Non  cerco  i  fasti  di  costui ,  nè  i  tuoi  : 
Rispondi. 


UBALDO 

Non  potresti  a  virtù  tante 
Anche  un  sublime  sacrificio? 

EVERARDO 

Intendo  — 

Un  lungo  tempo  a  te  concedo,  il  resto 
Di  questo  giorno  —  A  te  la  figlia  chiama: 
L’esponi  i’amor  mio ,  che  non  si  estingue 
Mai  per  forza  mortale...  o  delirante 
Ragione  !!  —  Dille ,  che  se  a  me  s’arrende 
Fugga  Jacopo,  e  sempre...  che  d’A verno 
Tutto  il  velen  di  gelosia  mi  versa 
In  ogni  fibra!  —  Se  ciò  far  mi  giura, 

E  al  diman  seguirammi  a  piè  dell’ara... 
Tutto  arride  per  voi  !  —  ...  Ma  se  non  grati 
A  tante  cure  mie...  se  fia  schernita 
Questa  fiamma  che  m’arde...  Allora,  Ubaldo!!. 
11  penlir  sarà  tardi!!! 

UBALDO 

(Ah!!!...  questo  infame 
È  qual’io...  lo  temeva! — )  Attendi... 


ROBERTA  DEI  CHERARDINI  -  ATTO  III.  SCENA  VII. 


EVERAREO 


A  te  d’innanzi? 


E  ondeggi?... 

E  tu  sei  padre??  —  La  pietà  pe’l  figlio 
In  le  non  parla?...  Che?...  Jacopo  adunque 
A  Raimondo  anteponi?...  I  mezzi  abborri 
Che  dan  vita  a  Firenze??... 


«BALDO 

(  0  bivio  !!!  ) 


EVERARDO 


UBALDO 

Immaginarlo... 

Potresti...  tu??... 

EVERARDO 

Prova  innegabil...  m’offre 
Il  tuo  dubbiar  colpevole  ,  che  ardisce 
Dare  ripulsa  a’  detti  miei  !! 

(  in  allo  di  partire.  ) 

UBALDO 

Ma...  ferma  !!... 

EVERARDO 

Tolgo  a  tua  vista  chi  detesti. 

UBALDO 

Ingiusto  !!  — 

Per  la  patria ,  per  voi ,  dove  giovasse 
Il  mio  morir ,  morrei  ben  mille  volte  !! 

Me  non  ignori  da  tanti  anni  —  0  Evrardo! 
Mostrati  tal ,  qual  mi  sembrasti  or  dianzi, 
Quando  recavi  alle  mie  braccia  il  figlio , 
Ch’io  piansi  estinto...  e  il  foglio  ch’offre  a  lutti 
La  piu  pronta  salvezza. 

EVERARDO 


E  pur...  potrei 

Farli  tremar ,  che  oggi  è  destino  il  farlo; 
Chè  ritardar  di  tutti  il  ben  non  debbo , 
Con  il  foglio  celar  :  che  mentre  un  solo 
Non  accusa ,  d’immensi  eletti  prodi 
Impunemente  fa  versare  il  sangue 
Sacro  alla  patria  !! 

UBALDO 

Cessa  !!!...  O  mi  vedrai 
Qui...  disperato...  in  pianto...  carco  d'anni 
Invilito...  cader... 

everarlo  ( avviandosi  risolutamente) 

Tu  il  vuoi  — 

UBALDO 

Deh  !!...  Resta  !... 

Udirmi  dei... 

EVERARDO 

Risolvi  —  All’annotlare 
Per  te  qui  riedo  —  A  le  riman  lo  scórre  ! 

Scena  vii . 

UBALDO 


E  che  ?  Diverso... 
Mi  t’ha  reso  l’inchiesta?...  Io... che  d’amore 
A’  beneficii  miei...  mercè  sol  chiedo  ?... — 
D’un  oscuro  guerrier  le  la  vendetta 
Sgomenta  forse?...  0  ad  atterrar  quell’ira 
F  orse  non  basto  io  solo  ?...  A  te  congiunto 
Dunque  più  non  son’io  nell’alto  seggio  ; 

E  l’ardir  non  infiammo,  e  non  rallento 
Io  del  popolo  augusto? — Il  poter  tuo 
Si  altero  estimi  ,  ch’infimo  mi  rende 

- 


Perfido  !!!  —  Oh  pure  ben  che  te  non  sanno 
I  figli  miei  traditi ,  che  tu  grondi 
Del  vilipeso  cittadino  sangue'.!... 

Per  tórre  ad  altri  quel  poter  che  vanti  — 
Oh  no  ’J  sapesser  mai...  per  abbonditi 
Meno  a  quel  punto...  ù  a  trascinarci  agogni 
Con  le  infamanti  tue...  nozze  esecrate  !!!  — 
Ed  io  dovrei  sacrificar  pe’l  figlio... 

Una  figlia?...  Che  far??...  Gli  strazii  tutti 
In  me  tempestan  nella  scelta  !!...  Ed  anco 


22 


TEATRO  DRAMMATICO-N  APOLETANO 


Carità  della  Patria  a  lacerarmi 

Infuria  in  cor  ?? — Ma  mentre  io  gelo.. .  e  tremo 

Fra  i  sacri  affetti...  ed  immolar  non  posso 


0  la  Patria  !!...  o  la  figlia  !!  o  il  già  proscritto 
Infelice  ligliuol  !!...  rapido  scorre 
11  tempo  !!-Ed  io  ??-Pure  il  morir.,  m’è  tolto  !!! 


FI\E  DELL'ATTO  TEMO. 


Giorno  fino  alla  scena  ottava  —  sera  dalla  scena  nona. 


Scena  /. 

ROBERTA,  BEATRICE 

BEATRICE 

Perchè  tremante?... 

ROBERTA 

Dì...  colui  partiva 

Dopo  del  lungo  ragionar  col  padre? 

Quel  fosco  aspetto...  sgombrò  dalla  nostra 
Casa  di  lutto?... 

beatrice 

Egli  partia...  ma  ingrata 
Tu  sembri  alla  pietà ,  di  cui  celeste 
Esemplo  dava  ! 

ROBERTA 

Sua  pietà  più  temo 

Che  sotto  l’ombre  asconde...  che  l’austera 
Virtù  che  vanta  innanzi  a  lutti  —  E  il  padre 
Solo  si  aggira...  non  cercando...  i  figli  ?? — 
Chi  sa...  quel  tristo!... 

BEATRICE 

A  palpitar  ritorni  ?... 
Pensier  di  stato,  e  or  piu  che  mai  pressante, 
Conturba  il  tuo  signor,  che  fino  i  dolci 
Affetti  di  famiglia ,  ei  pone  in  bando 

— - — ■ — — - 


Per  Balte  cure  della  Patria  —  Lieta, 

Oggi  sperava,  ch’a  me  vòlta  avresti 
Tua  fronte,  sempre  nei  pensier  funesti... 
E  tu... 

ROBERTA 

Rapiva  sovrumana  gioja 
Quest’alma  !! — Amplessi  inaspettati  io  m’ebbi 
Da  un  fratei  redivivo  :  all’amatore 
Sicuro  mezzo  il  genitor  porgea , 

Onde  fossi  di  lui...  Beata  io  fatta 
Da  tanti  beni...  che  me  stessa  quasi 
Non  più  invenendo...  il  mio  dolor  si  lungo, 
0  Beatrice...  obblia  !!... 

BEATRICE 

Ma  intanto... 

ROBERTA 

Il  sonno 

Che  fogge  il  duolo...  a  me  placido  scese 
Nelle  delizie  della  scorsa  notte , 

Nolte  di  speme  !!  —  Ma  sopita  appena  , 
Veggo  in  feroce  atteggiamento...  un  nero 
Spettro  gigante  calpestar  Firenze  , 

E  trucidarne  i  cittadin...  nemici 
Di  loro  stessi  !! — ...  Ed  in  cotanto  scempio 
Raimondo. ..il  padre...  insanguinali  entrambi, 
Chiamarmi  rea...  e  di  anàtema  tremenda 
Fulminarmi!!...  —  Mi  desto  inorridita... 
Fuggo  le  piume...  e  in  ogni  lato...  il  truce 
Spettro...  ravviso... 


ROBERTA  DEI  CHERARDIM  -  ATTO  IV.  SCENA  III. 


BEATRICE 

E  tanto  in  te  spavento 
Vien  da  sognale  larve? 

ROBERTA 

Atro  presagio 

Parla  in  ogni  alma  ;  e  guai  chi  non  paventa 
Questo  lampo  primier ,  che  in  noi  balena 
Qual  forier  di  tempesta  ! 

BEATRICE 

E  pur  di  speme 

Sfolgorante  stamane,  a  Dio  porgevi 
Laudi  pe’  Forti ,  che  in  immensi  stuoli 
Qui  s’approccianpernoi  !!~L’immago orrenda 
Che  alla  tua  pace  insidiò  nel  corso 
Della  passata  notte...  Or  non  ispegni 
In  questo  di,  che  ben  diverso  è  apparso 
Da  quel  che  pinge  il  tuo  terror?... 

ROBERTA 

Sepolta 

Quella  lugubre  vision  saria 

Stata  per  sempre  in  miopensier...seEvrardo 

Me  col  fratei  non  separava  or  dianzi 

Dal  padre —  In  me  tal  raccapriccio  Evrardo 

Desta  ,  che ,  ancor  volendo ,  a  superarlo 

Non  valgo...  e  innanzi  a  lui  lo  stesso  padre  , 

Jacopo  stesso...  inermi  io  veggo... 

EEATRICE 

E  credi, 

Che  Dio  non  vegli  sull’oppressa  gente 
Consunta  dal  soffrir? — Fidanza  porre 
Or  non  vorresti... 


25 

Fame,  c  il  disagio...  mentre  pei  lor  lembi 
Menano  i  nati ,  di  rimorso  eterno 
Ai  crudi  padri,  che  diòr  loro  vita  , 

E  gli  obbliùro  per  desio  di  stragi  !! 

BEATRICE 

Vedi...  chi  giunge. 

ROBERTA 

Il  padre. 

Scena  //. 

UBALDO  e  dette. 

UBAl.no  a  BEATRICE 

Ah  !  t’allontana. 

Scena  in . 

UBALDO  ,  ROBERTA 
UBALDO 

Al  cor...  mia  figlia,  ogni  virtù  richiama, 
Ogni  coraggio...  (Proseguir  non  posso... 
Ma  debbo...  ) 

ROBERTA 

Pruova  di  coraggio  estremo , 
Per  quanto  cape  in  donna...  i  feri  tempi 
M’impongon  sempre  1  —  S’è  destin  ch’io  debbo 
Vincer  me  stessa...  un  sol  tuo  cenno  ,  e  sfido 
La  morte. 


ROBERTA 


UBAI, DO 


Io  non  diffido...  io  spero... 
E  piango  !!  —  Mille  affetti  i  più  possenti 
M’agitan  sempre  -,  e  le  sventure  altrui  , 
Che  sono  immense ,  mi  commovon  tanto , 
Ch’oggi  son  fatte  mali  miei  !!  —  Dovunque 
In  brune  vesti  lacere  ,  gementi 
Miri  Pitale  donne,  e  le  lor  vaghe 
Celesti  forme  estenuar  la  scarna 


Chiedo  che  tu  viva...  e  soffri  — 
D’imbelle  petto...  è  il  desiar  la  morte 
Quando  ferve  il  dolor! 


ROBERTA 


Ma  qual...  tu,  o  Padre!!. 
Fato  perverso...  a  me  maggiore  imponi 


/ 


Wfr - — - — - 

24  TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


Degli  amichi  miei  stenti  ?... 

ROBERTA 

U VALDO 

Il  desiderio  di  salvarvi  entrambi 

0  figlia!!...  Il  padre, 

Il  (ratei...  tu  quant’ami  V... 

È  tanto!!...  ch’io  non  tremo,  e  l'odo. 

UBALDO 

R03ERTA 

Devi... 

Ah  mille  volte 

Più  di  me  stessa  — 

Jacopo... 

ROBERTA 

UEALDO 

Dimmi... 

Dalla  infamia,  e  morte 

Tu  puoi  strapparli. 

UBALDO 

Perdere. 

ROBERTA 

Che??...  Tremar  mi  fai!!... 

ROBERTA 

Io?...  perderlo??... 

UEALBO 

E  quant'ami  la  Patria? 

UBALDO 

Non  più  vederlo... 

ROBERTA 

Io  da  te  nasco, 

Serbo  tuoi  sensi...  e  chiedi  a  me,  se  cara 
M’e  questa  terra  ove  tu  vivi ,  e  tomba 

Y’è  della  madre  ?...  E  dove  il  core  ho  posto, 
Dove  la  mia  pietà  crebbe...  e  che  viva 

Oggi  è  assai  piu...  che  guerra  arde  d’intorno  ? 

ROBERTA 

E  che?...  Colpevol  forse??... 

UBALEO 

No. 

UEALDO 

ROBERTA 

Ove  tu  il  vuoi...  ove  suprema  forza 

In  cor  raccogli...  rimminente  guerra 
S’arresterà  ! 

Dunque?...  é 

UBALDO 

ROBERTA 

Un  altro... 

Deh  quale  arcan  ?...  Quai  desti 

In  me  sospetti!...  —  Sacrifici!?...  Parla, 
L’orror  mi  svela  del  mio  fato  ! 

ROBERTA 

E  debbo??... 

UBALEO 

UBALDO 

Indugio 

Per  carità  paterna  in  rapportarli 

L’annunzio  crudeli!...  Ma  tu...  stai  ferma  ? 

Esser  consorte 

Ad  Everardo  degli  Abati. 

ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  IV.  SCENA  111. 


25 


ROBERTA 

Dio  !!!  — 

UBALDO 

Convulse  son  mie  labbra...  e  pur  tacerti 
11  terribile  mio  stato,  e  del  tuo 
Fratel...  non  posso...  chè  dannati  a  morte 
Saremo  entrambi...  se  fia  noto,  o  Cielo!! 
Che  un  figlio  Ghibellin  ricover’ebbe 
Da  un  Guelfo  padre...  nel  fatai  momento 
Che  lerror  gli  èia  gioja! — Ad  arte...  il  vile, 
Proponea  tanta  pena...  orrenda  pena 
Per  noi...  non  rei  !!...  onde  tua  man  gli  dessi ^ 
Onde  alle  infamie  che  un  demòn  dettegli, 
Tu  non  potessi  vacillar,  nel  tórre 
A  riscatto  il  fratei  •,  nel  mentre  i  Guelfi 
Stanno  a  rigor  pe’l  minaccioso  editto 
Che  in  ogni  angol  si  scorge...  ed  è  segnato 
Con  la  mia  cifra  !! — Di  me  stesso  a  un  tempo, 
Del  figlio  mio...  carnefice  infamato 
Esser  potrò...  se  nel  furore  Evrardo 
Del  suo  deluso  amor...  l’arcan  tremendo 
Scovre...  l’accusa  pubblicando  —  ...11  capo 
Qualora  incurvi  alla  sciagura...  prezzo 
Di  noi!!...  figlia  eroina!!...  e  alla  dimane, 
Pruova  darai  dell’ubbidir  più  cicco 
Nell’impalmar  chi  può  il  fratei  salvarti  -, 

Ei  darà  modo  a  soggiogar  noi  Siena  , 
Senza  che  sangue  citladin  si  versi... 

Gilè  poco  sangue  nelle  vene  avanza  !!  — 

La  morte  no,  l’infamia  esecro,  e  ad  ambo 
Tu  puoi  strapparla...  ed  il  macel  feroce 
Da  due  popoli  italici  distrarre  !!  — 

Pur  dalla  sorte ,  che  prosterna  a  forza 
La  mia  costanza...  a  disperali  passi... 

Negli  ultimi  anni  miei...  spinto  son’io... 

A  farmi...  il  tuo  più...  barbaro  tiranno... 
Ma  immobile?...  Roberta!!  Orror  li  piglia... 
Vacilli??... 

ROBERTA 

Padre!!...  un  rapido...  disordine... 
Terribil  !!...  Qui!!!...  (indicando  il  cuore)  ma 
dileguossi...  Io  sento 
Solo  un  dovere  di  natura. 

UBALDO 

E  vuoi??... 


ROBERTA 

Seguirlo,  e  non  morir,  finché  I’aff.inno 
Non  mi  consumi  lentamente...  al  fianco 
Vedendomi  colui...  che  il  cor  rigetta, 
Gheabborre  il  cor  :  ma  al  voler  tuo  pensando, 
Gli  avversi  affetti  domerò...  te ’l  giuro!!!  — 

Se  da  tue  braccia  io  sarò  tolta...  un  figlio 
Spargerà  di  conforto  i  giorni  tuoi... 

E  il  mio  silenzio  nel  soffrir  da  Dio 
Compenso  avrà  nella  tua  vita  !  —  Vanne... 
Esser  funesto  può  il  ritardo  a  entrambi  !!  —  i 
Padre...  mi  traggi  ovunque...  io  non  resisto  | 
Alla  tua  destra  che  mi  regge  — 

UBALDO 

Amata 

Figlia,  celeste !!!...  Io... 

ROBERTA 

Che?...  Sugli  occhi  tuoi 
Le  lagrime??...  Tu  piangi??... 

(asciugando  gli  occhi  ad  Ubaldo.  ) 

UBALDO 

Ah!!...  Ch’io  son  padre!! 

E  desolato  padre!!!  — 

ROBERTA 

Ali  no  !!...  Perdona  , 

Tu  dei  gioir ,  chè  mezzo  Iddio  m’ha  fatto 
Della  vostra  salvezza  !  —  Jacopo  stesso 
Se  udisse  te  ,  d’abbandonarlo  ,  e  tosto  , 
M’astringerebbe...  onde  vergogna  mai 
Ei  non  avesse...  nell’a vermi  amato. 

UBALTO 

4 

E  come  a  lui,  come  mostrarmi...  quando 
La  tua  mano  gl’imolo...  immenso  bene  !  — 
Qianti  colpi  al  mio  cor!! 

ROBERTA 

Ben  sa  colui , 


4 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


*«*• - 

I  26 

Che  tutto  a  te  debb’io;  che  s’anco  a  morte 
Ir  dovessi  per  le...  scarso  fia  sempre 
11  mio  morire  al  mio  dover  di  figlia!!  — 
Vanne  ,  se  marni ,  ad  affrettar  mie  nozze  !! 

UBALDO 

Compreso  d’alta  meraviglia...  io  parto!... 
E  l’olocausto  tuo  supremo...  io  debbo 
Accelerare...  io  stesso!!! 

Scena  iv, 

ROBERTA 

0  come  a  un  tratto 

Di  me  maggiore  egli  mi  rende...  e  il  nierto 
È  ben  suo  !  —  Ma  le  lunghe  ore  spietate 
Che  frapposte  saran...  da  questi  acerbi 
Miei  patimenti...  all’ara!!...  potrian  forse 
Ridurmi  a  vacillar...  vedermi  dòma 
D’affettuose  passioni??...  —  0  notte!!... 
Rapida  fuga  le  tenèbre  tue... 

(.eòi  all’alba  funesta!!...  Alba  di  ceppi!!... 
Io  pur  t’affretto... e  ti  detesto!!...  Ah  sorgi!... 
Che  io  chieggo  a  Dio  che  i  vaticinii  atroci 
S  avverili  soli  sul  mio  capo  !! — Oh...  quale 
Squillo  di  trombe?...  Scalpitar...  bensento 
1  destrieri...  -Un  fragor  d’armi...  Che?...  forse 
Partono  i  Guelfi...  e  pur...  colui...  che  debbo 
Fuggir??... Ma.. .chi. ..chi  vien??. .Jacopo!!!. 

Scena  v . 

ROBERTA ,  JACOPO  DEI  PAZZI. 

JACOPO 

Donna  !!... 

Ora  è  del  Campo  ! 

ROBERTA 

(Oh  vista!!...  Oh  il  periglioso, 
Ultimo  incontro  !!  ) 

JACOPO 


I 

Te  donna  d’ogni  cor  ,  che  pur  trafitta 
Da  intenso  duol  pe’  ’i  cenere  materno , 

E  dal  mortale  palpitar  pe’  tuoi , 

In  tua  beltà ,  che  col  candor  pareggia  , 

Un  grido  hai  sparso...  e  me  chiaman  beato 
Che  posseggo  il  tuo  cor,  quel  cor  che  prezzo 
Degno  di  sè  nell’universo  intero 
Non  ha  !!  —  Ma  gonidi  sori  di  pianto  gli  occhi 
Che  a  me  non  figgi?... 

ROBEBTA 

Egra...  abbattuta...  io  spesso 
Son  da  tremito  vinta...  a  cui  non  vaie 
Imperturbabil’alma  —  (Ancor  chic  l’oda 
Permetti ,  o  Dio  ??...  ) 

JACOPO 

Tu  che  sofferto  hai  tanto , 

E  ti  facesti  nell’affanno  adulta , 

Con  la  mia  fede  ineslinguibil ,  pura 
Premio  otterrai ,  tu  che  quest’alma  inebbrii 
Di  sì  veementi  gioje...  che  parola 
Appalesarne  non  potria  l’incanto  !!  — 
Guardami...  dì  !...  Posso  tradirti  io  mai"??... 

10  t’amo  d’un  amor,  che  non  profana 
L’anima  mia!  —  L’italo  Ciel  ci  covre?... 

I mmenso  adunque  è  questo  amor!!  —  Certezza 
Da’  nostri  affetti  traggo...  che  la  pace 
Gl’Itali  sommi  aggregherà  per  sempre-, 

E  un  sol  vessillo,  ed  una  insegna,  un  voto 
Vedrem ,  che  fia  lerror  degli  stranieri  !! 

Che  l’unità  di  noi  cercan  distorre  !!  — 

Pace,  che  quando  Iddio  farà  che  aliine 
Come  verace  ben  caldeggi  in  noi  \ 

Ed  una  Patria  con  Raimondo  avremo  -, 

E  il  giurar  degli  sdegni ,  e  gli  spergiuri 

11  Tebro  annullerà...  tua  giovinezza 
Oh  come  allora  riederà  piu  bella 

Dal  pietoso  dolor!  —  Ma... che...  traveggo? 
Della  più  santa  tenerezza  avvampi??... 

Vita  godrem  beata  !! 

ROBERTA 

(Ohimè!...  Fuggirlo!... 
Non  amarlo  !!...  L’incanto ch’ei  m’appresta... 
Tradir  !!...  ) 


P 

g IW& 


Ad  acquistarti  io  volo , 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  IV.  SCENA  VII. 


JACOPO 

(Muta  la  rende...  l’illibata 

Virtù  !!  ) 

(  frattanto  si  avvicina  al  verone 
della  sala  ,  per  guardare  le  sue 
schiere  ) 

ROBERTA 

(  ...  Che  obblii  cotanto  amor??...  Quel  pegno 
Che  in  petto  ei  serba...  accusator  sarebbe 
Della  mia  fede...  e  traditrice  io  tanto??... 
No!!...  che  la  forza  di  vii  tute  immensa 
Non  trovo  in  me!!... 

(  nel  momento  ch'è  'per  accostarsi 
ansiosa  a  Jacopo ,  si  arresta  col¬ 
pita  da  visibile  spavento  ) 

(  ...  Che  dissi!!...  Sciagurata!!... 

Mi  maledice  il  padre!!!') 

JACOPO 

Ove  più  avvampa 

L’arduoconflitto...  io  là  starò!!...  —  Roberta! 
Vedrolti  ovunque  —  In  alto  il  braccio  mio 
Le  mosse  ai  nostri  indicherà ,  per  trarre 
Nelle  ritorte  i  Ghibellini ,  e  saldo 
Render  tuo  voto  !!  —  Generosi  sensi , 

Mite  coraggio...  arte  a  pugnar  ,  tu  sola 
M’infonderai...  Tu  di  me  fama  ,  e  mia 
Unica  gloria  !...  e  mio  compenso  !  —  0  istante  !! 
Quando  dopo  all’ardor  della  battaglia, 
Entro  allo  stuol  di  bellicosi  armati, 

Che  le  bandiere  squasserai!  vittrici  •, 

Il  vincitor  de’  Ghibellin  vedrai 
Vinto  a’  tuoi  piedi.,,  al  padre  tuo  cercando 
Che  gli  donasse  il  guiderdon  promesso 
A’  suoi  cimenti  — 

Scena  vi . 

EVERARDO  ,  nelVattraversare  la  sala ,  ve¬ 
dendo  da  lungi  Roberta  e  Jacopo  ,  nel 
sorprendersi ,  s’arresta  per  sentirli. 


27 

Che  mi  speranzì...  che  mi  accerti,  o  donna  !! 
Là  nella  pugna  che  riamato  sono... 

Se  salvator  me  della  Patria  agogni!!! 

ROBERTA 

D’amor  mi  struggo...  per  te!!! 

(  Everardo  nell'udire  le  parole  di 
Roberta  ,  proffei  ite  nel  delirio 
della  passione  ,  fremendo ,  e  mi¬ 
nacciandoli  parte  non  visto.  ) 

Scena  vii . 

Segue  la  scena  quinta. 

JACOPO 

M’ami...  tanto??... 
Al  par  di  me...  ti  struggi  ??...  —  Or  sulla  terra 
Alcun  non  v’hache  a  me  poiria  strapparti  !! — 
Roberta...  alfin... 

ROBERTA 

(Perversa!!!...  Io  li  tradisco!!... 
Li  dannoa  morte!!... Contro  lor  congiuro!!...) 
Va. 

JACOPO 

Si...  m’affretto — Nella  breve  assenza 
Che  al  banco  tuo  non  mi  vedrai,  per  l’alta 
Mission  della  Patria...  io  t’ho  affidata 
A  tutti  i  Guelfi...  e  per  custodia  tua 
Veglia  Everardo. 

ROBERTA 

Evrardo??... 

JACOPO 

Ei  più  di  ogni  altro... 


JACOPO 


Altro  or  da  te  non  bramo, 
Che  un  tuo  sguardo  d’amor  che  mi  conforti , 


ROBERTA 


(  Stato  d’inferno  !!!...  A  chi  s’affida  !!...E  debbo 
Quel  perfido  occultar  ??  ) 


- 


TEATRO  DRAMM  ATICO-N  APOLETAPiO 


$0» - 

f  28 


]  AOOI’O 

Ma...  par  che... 

ROBERTA 

Parti  !!  — 

i  Fatale  a  entrambi...  II  padre...  OCiel!  Va¬ 
neggio!!... 

Vanne!!  — Se  qui  mi  troverai...  sotterra... 

'  Consacra  a  me...  celatameli  te...  il  tuo 
Dolor!!  —  Deli  piangi...  sul  deserto  atello 
i  Dove  pace  m’avrò...  chè  tutto  io  merlo... 

I  lutto  l’affanno  del  tuo  cor...  Tu!!... giusto!!. 
Non  maledirmi  !!!... 

JACOPO 

I  Quai...  funesti...  detti??... 

!  Alteri  pur  la  voce  tua??...  Reprimi 
Un’ansia  a  stento??...  A  me  t’appressi...  eratla 
i  Pentita.. .ti  diparti?... Oh!!...  Mia  Roberta!!.. 

Che  ascondi  a  me?? — Tu  non  deliri... orrenda 
j  Ragione... 

ROBERTA 

No!!!...  « 

JACOPO 

I 

Come  pugnar...  se  i  crudi 
Accenti  tuoi  rabbrividir  mi  fanno??... 
i  Parla...  Roberta  !...  Il  ver  che  mi  si  mostri. 
Lo  cerco  per  tuo  padre!!... 

R.OBEKTA 

(Ohimè!!..,  Che  dirgli!!...) 

JACOPO 

;  Dimmi  i  I  ver . . .  per  la  Patria  !!!. . .  0  da  furente. . 
Duce  sarò  di  perdite,  e  vergogne!!! — 

(  Si  sente  una  banda  guerriera  in 
lontananza ,  che  invila  a  mar¬ 
ciare  ,  e  che  gradatamente  si  al¬ 
lontana.  ) 

I 

- 


ROBERTA 

(  Divino  ajuto!!!  ) 

JACOPO 

Chi  mi  desta??... 

ROBERTA 

I  forti 

Guerrieri  tuoi  !!...  La  Patria  !! 

JACOPO 

Affarmi!!  Al  campo!!... 

E  tu  gemente  ??...  E  pur  ti  debbo,  o  donna. 
Lasciar...  La  Patria  a  ciò  mi  astringe!!... 

ROBERTA 

11  sacro 

Voto  rammenta...  a  non  versar  de’  tuoi 
Fratelli  il  sangue!! —  lo  l’accomando  a  Dio  !! 

JACOPO 

Roberta  !!!...  (  av deviandosi.  ) 

ROBERTA 

Ah!!...  Vanne!!!..  ( respingendolo .  ) 
JACOPO 

Sarò  tuo  per  sempre  !!! 

Scena  vm . 

ROBERTA 

Partì??...  Respiro...  —  Non  mai  più  vederlo?? 
Pensier  di  morte  !!  —  Della  orribil  pruova 
Mercè  ti  rendo. . .  Iddio!!!  —  Guai ..  .se  scoverto 
Il  vero  avesse!! — Filo  saprà...  non  oggi... 

Ma  quando  irreparabile  destino 
Tronca  ogn  i  speme. ..  in  lui  !!..  chè  calma  allora 
Iddio  gli  appresterà  !!  —  ...  Ma  certa  io  sono 
Che  salda  stetti...  e  sempre  in  me??.. Pavento 
Purdimestessa !..Ah!!...Questodubbioatroce  & 

_ _ _ _ _ *mm 


ROBERTA  DEI  GHERARDIM  -  ATTO  IV.  SCENA  XI. 


29 


Tolgasi,  e  sempre  !...  È  il  ritardar  delitto... 
Sai  vinsi  entrambi... 

Scena  ix . 

BEATRICE  sollecita ,  e  delta. 

BEATRICE 

Ahi  lassa!! — Deh!!...  nascondi... 
Raimondo!!...  lo  rinvieni...  a  te  lo  traggi... 

ROBERTA 

Che!!...  Parla...  che  sovrasta??... 

BEATRICE 

0  fero  caso  !!  — 

Schiere  di  Guelfi  chiudono  frementi 
Questo  palagio  ! 

ROBERTA 

Ah!!  Siam  perduti  !!!... 

(  in  atto  d'avviarsi.  ) 

beatrice 

(  guardando  nel  lato  sinistro  della  Scena.  ) 

È  tardi  !!  — 

T’arresta...  Vedi...  tra  le  faci ,  e  l’armi 
Stuol  che  feroce...  avanzasi... 

Scena  x. 

EVERARDO  seguito  dal  Capo  guerriero 
Guelfo,  che  comanda  numerosi  'guer¬ 
rieri  Guelfi  ,  che  con  faci ,  e  brandi 
ingomberano  la  sala ,  e  dette. 

EVERARDO 

Si  cerchi 

11  Ghibellino  — 

ROBERTA 

j|  Ribaldo!!...  Rimembra 

-  - - 


Che  tal  magione  è  di  mio  padre  !...  Al  quale 
Si  affida  la  Repubblica...  e  l’asilo 
De’  cittadini  è  sacro  !!  — 

EVERARDO 

Ove  il  delitto 

Non  v’albergasse.  — 

(  a  Roberta  in  disparte  ) 

I  sprezzi  ormai  rammenta 
Che  festi  a  me...  presso  alla  tomba,  .e  trema!!  ! 

(  ai  guerrieri  ) 

Ite  per  lutto...  A  me  qui  si  conduca 
11  ribelle. 

( alcuni  guerrieri  con  le  faci  ,  e 
con  i  brandi  s’avciano  pe't  drit¬ 
to  lato  della  sala  ,  rimanendo  al¬ 
tri  col  capo  guerriero  ) 

Proscritta  è  questa  casa  - — 

(Manca  alla  rabbia...  alla  vendetta  mia... 
Jacopo  solo!!...) 

ROBERTA 

(Entrambi...  Ah!...  Potess’io 
Sottrarli  agli  empii!!...) 

EVERARDO 

Arretrati  — 

Scena  xi. 

UBALDO  e  detti. 

UBALDO 

Che  veggo!!... 

Evrardo...  che??...  Tu  condottier  sei  fatto 
D’uomini  d’armi...  ne’  miei  lari?... 

EVERARDO 

Il  debbo.— 

UBALDO 

Checerchi  ?. .  .Che  cospiri  ?...  E  con  quai  dritti 
Imprendi  tanto  al  Podestà  u’innanzi  ??... 

•  à 

- —  ■  ■  . 


50 


TEATRO  DRAMR1 ATICO-NAPOLETAKO 


EVERAREO 

Il  Capitan  del  Popolo  che  il  dritto 
P.appresenta  di  ognun ,  può  sempre  l’armi 
Guidare  ove  il  proscritto  si  nasconde, 
Ch’esser  funesto  al  popolan  governo 
Potrebbe ,  ed  a  noi  tutti. 

UBALDO 

E  che?...  Tu  stesso 

Il  chiedi  a  me?? 

EVERARDO 

(  mostrandogli  V editto  dell'alto  pri¬ 
mo  -  scena  seconda  ) 

Dunque  l’editto  obblii 
Che  la  tua  cifra  inconlrastabil  serba  ?? 

Se  tanto  tu  segnasti...  de’  tuoi  sensi 
Esecutor  son  l'atto  —  Agli  Anziani 

I  miei  merli  esporrò  —  Premio  raccòrrò 
Potrò  ben  io  !! 

UBALDO 

E  credi  che  l’Eterno 
Su’  tradimenti  tuoi  starassi  inerte??... 

Che  ancor  volendo  non  saprà  negarsi 
Alle  cocenti  lagrime,  spremute 
Dal  più  acerbo  dolor!!... 

(  indicando  Roberta  desolatissima  ) 

EVERARDO 

(  gravemente  interrompendolo  ) 
Tosto  mi  rechi 

II  figlio  tuo. 

UBALrO 

(  dopo  fremente  silenzio  ) 

...  Qual  figlio?... 

EVERARDO 

Egli...  chi  sia... 
Nominarlo  i  Sanesi ,  e  Farinata  — 


UBALDO 

(Dirò  ch’ei  stesso  me’l  recava  ??...  I!  figlio 
Disvelerei  presso  costor !!...) 

EVERAR' o 

Quel  foglio 

Che  tu  indugiavi  ad  accettar...  tesoro 
Pe  ’l  Senato  .sarà  -,  certezza  a  un  tempo 
Per  l’assertive  mie  —  (  Nelle  ruine 
Così  trarrò  voi  tutti  !!!) 

UBALDO 

Accusatore 

Di  te...  quel  foglio  sia...  che  con  nemici 
Pratiche...  serbi... 

EVERARDO 

Oggi  la  Patria  udrammi... 

E  insuperbir  pctro  —  Ma  qui  non  venni 
Per  vilmente  garrir... 

UBALDO 

(  abbattuto  ,  superando  l'impulso 
del  risentimento ,  per  salvare  il 
figlio  ,  appressandosi  con  amo¬ 
revole  contegno  ad  Everardo  ) 

...  Tutto  or  disperdi... 

Mentre  già  in  traccia  di  te  corsi,  e  indarno  , 
Per  accertarti  che  Roberta  in  brieve 
Sarà  tua  sposa. 

EVERARDO 

Or  dianzi ,  qui  la  vidi 
Con  Jacopo...  ed  udii  d’amor  gli  accenti 
Più  forsennati!!... 

ROrERTA 

A  rivedermi  ei  venne 
Ignaro  del  mio  fato...  Testimone 
Fu  Dio  !!!  come  l’accolsi. ..  Eudirlo,opadre!.. 

E  tacer  mi  fu  forza  —  Ei  già  sta  lungi  — 
Eccomi — II  cor  già  il  cancello...  per  sempre!! 
Son’io  da  tanto  !!  — 

(  avvicinandosi ,  sottovoce  ad  Ève-  ^ 

— - «S 


ROBERTA  DEI  GIIERARDINI  -  ATTO  IV.  SCENA  XI. 


rardo  ) 

E  tu  allontana  ornai 

Costoro  :  e  accorto  alcun  pretesto  invieni, 
Che  possa  ricoprir  cotanta  accusa. 

EVBRARDO 


È  tardi. 


ROBERTA 


ROBERTA 

Traditor...  più  vile... 

(  Everardo  appressandosi  ad  Ubal¬ 
do  ,  impone  al  Capo  guerriero  , 
ed  ai  guerrieri  ohe  stanno  in 
fondo ,  di  avvicinarsi.  ) 

beatrice  ad  Everardo 


Tardi??.. .Ah!  no!! — Fasenno...  o  Evrardo!! 
Di  mie  parole  —  lo  vò  seguirti  all’ara... 
là...  donna  tua  qual’esser  debbo...  udrammi 
Vindice  iì  Cielo  !!  —  Ma...  ii  terror  che  cessi. 
Difendi. ..imiei  !!!. Lena.. aparlar.. mi  manca.. 
Supplice...  cado...  a’  piedi  tuo!!... 

UBaL  o 

(  nel  vedere  Roberta  nella  più  com¬ 
passionevole  altitudine  ai  piedi 
di  Everardo  ,  preso  da  generoso 
disdegno ,  l’alza  con  impeto) 

Roberta  !!... 

Ridurti  a  tanto??...  Deh  sorgi!!..  La  vita 
Con  la  estrema  viltà.,. mai  non  si  compra!!!. 
Ed  avuta  a  tal  prezzo.. .io  la  detesto!! 

E  a  prezzo  tal...  l’esecrerebbe  ognuno!! 

ROBERTA 

(  abbracciando  Ubaldo  ) 
Calmati...  o  padre  !!... 

everardo 

0  rabbia!!...  Anco  schernirmi??... 
lo...  che  già  quasi...  —  Voi.. sebernirmien- 

trambi  ??... 
( a  Roberta) 

Tu  più  di  lui...  che  intera...  manifesti 
L’antica...  tua  fierezza  !!  —  A  tutti  oh  quanto 
Vi  costerà  !!! 

UBALDO 

Te  prepotente  accuso 
Delle  violenze... 


Ah!...  Non  ardir...  . 

UBALDO 

Più  ti  disprezzo  — 
rOberta 

(  separando  Ubaldo  ,  dai  Guerrieri  ) 

Il  cenno 

Non  s’ubbidisca!!...  D’un  Evrardo  Tira 
Dannar  potrebbe  il  genitor...  che  primo 
De’  ciltadin  pur  troppo  egli  è  ?  — 

EVERARDO 

(  a  Roberta  ) 

M’ha  spinto 

A  tanto  abitrio  alta  ragion  !! 

(  ad  Ubaldo  ) 

Tuo  figlio 

0  tu  mi  segui  al  carcere  più  orrendo. 

UBALDO 

Traggimi  —  11  figlio  è  spento  — 

Scena  xn . 

RAIMONDO  da  forsennato  accorrendo  ra¬ 
pidamente  ,  con  ferro  snudato ,  si  pone 
d'innanzi  ad  Ubaldo ,  e  detti. 

RAIMONDO 

II  figlio  vive  !!!  — 

Ravvisami...  son’io?? — Tenta  se  puoi 
1  Demone  di  raggiri...  sostenere  J. 


32 


TEATRO  DRAMMATICO  NAPOLITAAO 


Gli  sguardi  nostri...  e  non  bramar,  che  tosto 
Qui  si  spalanchi  il  suol...  per  involarti 
Dalla  vergogna  !...  Tu  che  ci  bai  tradito!!! 
Ed  in  malvagio  ed  in  deforme  aspetto , 
Cinto  da  brandi  c’bai  sedotti...  solo 
Tu  tremi  !!  —  Delle  tue  ambagi  orrende 
Incauto  mezzo  ..  io,  con  le  sono. 

( (jitla  la  spada  d' innanzi  ad  E  ae¬ 
rar  do  ,  la  quale  viene  raccolta 
da  un  guerriero  ) 

Inerme 

10  m’offro  al  tuo  livor...  perchè  non  tocco 

11  genitor  dalla  tua  schiera ,  veggo  : 

E  che  me  sol  ricerchi...  onde  l’infamia 
Che  lungamente  nutrì!!...  e  che  ti  rode 
Con  vipèreo  rimorso...  oggi  compire 
Su  di  me...  tutta. ...vuoi!! 

(  guardando  con  vivissima  emo¬ 
zione  Ubaldo  ) 

Ma  non  condurre 

Il  padre  mai  !!...  che  ancor  da’  ceppi  avvinto, 
Senza  d’un  ferro...  squarcerotti  il  core, 
Chè  Dio  m’afforzerà  !!!  —  Furor  cotanto, 
IndicibiI  furore...  in  ogni  vena 
D’un  figlio. ..  infonde. ..  il  per  igl  iar  d’un  pad  re'  ! 


Or  che  si  tarda??  —  Seguimi. — 

(  con  disprezzo  ad  Èoerardo.  ) 

(  Raimondo  parte  sollecitamente  se¬ 
guilo  da  Ecerardo ,  dal  Capo 
guerriero ,  e  da  tutti  gli  altri 
che  avevano  accompagnalo  Eve- 
rardo ,  ritornando  quelli  che  erano 
andati  pe'l  dritto  lato  della  sala.  ) 

UBALDO 

No  !!  —  Resta  !!... 
Raimondo!!!...  Ti  seguo... 

(  correndo  presso  Raimondo.  ) 

Scena  a///. 

ROBERTA ,  BEATRICE. 

ROBERTA 

Io!!...  li...  ho...  traditi !!!... 

Nè  un  fulmine  m’atterra ??-0  mio  rimorso!!! 


pive  dell'atto  quarto. 

88S8S!S88S»8S8!8S88SSS888S888888S8SSSK8S88&8SSSBBS8S^8585eS585888S888KS8S8S8S88888S»8K88888SS 

ani  ir* 

Alba. 


Scena  /. 

ROBERTA 


Alba  temuta  !!  dopo  all’angosciosa 
Notte...  per  atterrirmi...  a  clic  insorgi?? — 
Ancora...  io...  vivo...  tra  le  veglie  atroci, 
E'I  palpitar  tremendo...  e  tra  la  vista 
D’una  casa  deserta  ,  orba  de’  miei , 

Che  stan  tra  i  ferri  ?? — E  tutta  i’ira,  0  Cielo!! 
Chè  non  sprigioni  a  incenerir  l’iniquo , 
Che  a  tradimento...  Ma  cagione  prima 
Nonson  pur  troppo. io!!di  sciagure  immense?? 
Jacopo  udire...  io  non  dovea  fuggirlo!.. 


Fuggirlo  ,  e  sempre  !!...  Ma  guerra  spietata 
Di  vivi  affetti...  io  non  destava  in  lui? 

Ei  discoverto  non  avrebbe  a  forza 
E’arcan funesto??...  e,  noto  a  lui...  disangue 
Qui...  non  avrebbe...  orrida  scena... aperta... 
Per  contrastarmi  ??..  — Oh  !  di  furor  cotanto 
Innocente  cagion...  tu  giusto  Dio!! 

Perchè  mi  fosti  ??  —  Ma  dal  cor  del  padre!.. 
Dal  tenero  fratei  !...  deh!!  chi  mai  strappa 
L’onta  mortale...  ch’io  perversa  donna  ! 
Per  l’amator  la  sovrumana  voce 
Sopprimevadel  sangue?? — Oh  strazi i  acerbi  ! 
Nessun  mi  ascolta!!  —  Un  funebre  silenzio... 

I  miei  singulti...  il  gemer  mio  spietato , 

In  tanta  ora  d’affanni...  seppellisce!... 


ROBERTA  DEI  GHERARD1NI  -  ATTO  V.  SCENA  II. 


$  ROBERTA  DEI  GHERARD 

INI-  ATTO  V.  SCENA  II.  33 

0  supremo  terror  !!  —  Perduto  è  il  padre!.. 
E  proscritto  il  fratei!...  Su  entrambi...  pende 
La  scure...  Tra  perigli  e  tradimenti... 
Jacopo  !...  A  me  che  resta  ??..  U  n  Dio  soltanto!! 

(  s’inginocchia  ) 

Te  dunque  invoco...  agonizzante  :  un  guardo 
Volgi  al  mio  cor '....Quanto  v’ha  duolo  in  terra 
Me  dilania  !! — 'Potresti  abbandonarmi 

Tu  che  li  mostri  d’esser  padre  ?? — Ah  sola 
Vittima  io  cada...  e  salva  lor  !!... 

ROBERTA 

0  duol  di  morte!!  — 

Ov’è  la  spoglia?...  Là  mi  traggi..  E  il  padre.. 
Dimentico...  e  il  fratello??...  Oh  il  dispietato 
Triplice  affetto!!...  E  chi...  l’ha  spento?... 

EVERARDO 

(  alzandosi  la  celata  )  Il  mira  !  — 

Evrardo  degli  Abati  !! 

Scena  n. 

ROBERTA 

EVERARDO  chiuso  in  armature ,  con  ce¬ 
lala  ,  e  detta. 

Tu  !!!...  L’abisso 
T’inserri...  maledetto  !! 

ROBERTA 

EVERARDO 

Qual  vista!!... 

(  alzandosi  ) 

Chi  vien  !!  Messo feral  !!..Chisei?Checerchi?. 
Deh  per  pietà  !..  Da  dove  mai  tu  giugni??... 

Ancor  vaneggi??... 

Vuoi  dunque  che  presenti  alla  tua  vista 

Il  cadaver  del  padre,  e  del  fratello?... 

ROBERTA 

EVERAREO 

Dal  campo. 

Del  padre??  Del  fra  tei??... 

EVERARDO 

ROBERTA 

Dove  ti  ostini 

Oh  Ciel !!...  Che?... 

A  schernirmi ,  ridurmi  un  forsennato , 

Un  empio  vero,  un  mostro...  ov’anche  osassi 

EVERARDO 

La  tua  destra  negarmi. 

(  porgendole  la  ciarpa  dell' Atto  Se¬ 
condo  ,  Scena  Quarta  ) 

Jacopo  dei  Pazzi 

Lorda  del  sangue  suo  te  la  rimanda  !! 

ROBERTA 

E  quella  destra 

Di  Jacopo  del  sangue  ancor  fumante 

Osi  porgermi  tu  ??...  quella  che  i  miei 

ROBERTA 

Tradendo,  in  ceppi  strinse...  e  tu?? 

(  accostando  con  trasporto  la  ciarpa 
al  suo  petto  ) 

Jacopo!!!..  Dio!!!  Quel  sangue!..  Oh  colpo! — 

Ah  dimmi , 

Dimmi  è  certo?? 

EVERARDO 

Più  grata 

L’avrai  vermiglia...  di  ben  altro  sangue 

Da  gelarti  d’orror  !! 

EVERARDO 

ROBERTA 

No’l  vedi?? 

Furia  d’inferno!'.! 

& 

^”*1  11  1 

5 


TEATRO  DRAMM  ATICO-N  APOLETAPiO 


EVERARDO 

E  ben.. .  tu  m’odi,  .e  trema  !!  or  che  ogni  speme 
In  me  d’amor  si  è  spenta — La  furente 
Smania  gelosa,  che  tiranna  sempre 
Mi  accieca...  non  vendetta  intera  ottenne 
Traendo  i  tuoi  nelle  ritorte  ,  e  i  vani 
Sforzi  del  fralel  tuo  stolto  frenando, 

Che  di  pietade  filial  fè  mostra  — 

Nel  mio  furore  a  scogitar  mi  stetti 
Un  mezzo  ,  che  tormento  a  te  recasse 
Pari  a’  martini  miei !!  —  Chiuso  nellarmi, 
Mossi  per  Moni’ Aperti — Ampio  macello 
Cessava  allor...  si  offersero  a’ miei  sguardi 
Uclla  rotta  gli  avanzi  —  Tanta  strage , 

Ha  fatto  PArbia  colorar  del  sangue 
Nostro  !! 

ROBERTA 

Quai  scempi!'.... 

EVERARDO 

1  destri  Ghibellini 

A  me  devoti ,  e  le  Tedesche  squadre 
Occupan  già  le  stanze  guelfe  ,  rotta 
Estrema  dando  a  quei  di  Lucca ,  e  a  quante 
Soldatesche  qui  vennero  da  Arezzo , 

Da  Perugia  ,  da  Orvieto ,  e  a  quanti  alfine 
Imbaldanzirò  in  sostenerci...  E  i  nostri 
Vinti  5  perchè  sorpresi  appo  San  Vito  -, 
Sbaragliati  decampano ,  ed  esangue 
Con  i  Calcagni ,  è  lo  Spedito  ,  entrambi 

I  più  ostinati  Guelfi  —  lo  solo...  in  mezzo 
Di  tanti  estinti...  m’avviava...  e  solo 
Esser  dovea  per  tórre  a  le  ramante  , 

II  capitano  ai  Guelfi...  per  far  tutta 
La  parte  ghibellina ,  già  vincente , 

A  me  soltanto  debitrice  — ...  Notte 
Densa ,  funerea  ricuopriva  il  vasto 
Campo  di  uccisi!!  —  Le  tenèbre  il  varco 
Mi  rendevan  di  stento...  di  malvivi 
Pesto  uno  stuolo  mutilato...  e  binanti 
Passo,  sovra  un  terren  molle  di  sangue... 

I  fievoli  lamenti  di  chi  spira 
Non  m’arrestan...  Prosieguo — Un  semi-fosco 
Raggio  mandò  la  luna  allor  cadente... 

Che  pur  fra  l’ombre...  m’indicò  la  tenda 
Dell’abborrilo  Duce  !! 

- 


ROBERTA 

Ah!!...  traditore!!... 

Codardo!!...  Taci... 

EVERARDO 

lo  mi  nascondo,  spio... 
Deludo...  muovo  lentamente...  alfine 
Immerso  il  veggo  in  deplorar  le  morti 
Ch’egli  schivar  non  seppe  —  Al  cor  mi  corse 
La  rabbia...  quando  un  importuno  gelo 
M’invade,  mi  sofferma...  ma  per  forza 
Io  vinco...  Il  ferro  snudo...  e  nel  vibrarlo  , 

Dal  trafitto  strappai  quel  tuo  d’amore 
Pegno ,  che  femmi  benedir  tant’opra  !!! 

ROBERTA 

Più...  non  resisto...  ohimè!! 

EVERARDO 

Rapido  n’esco... 

Nella  gioja  più  dolce  di  vendetta 
Tragitto...  quando  elevasi  di  gridi, 

D’armi  feral  rimbombo...  I  Ghibellini 
Superbi  fatti  dal  primier  successo , 

Securi  stanno  ad  incalzar  gli  avversi... 

E  or  or  vedrai  del  sangue  de’  suoi  figli 
Fiorenza  intrisa  !! 

ROEERTA 

Inorridir  mi  fai  !! 

Fuggi  !!...  spirar  l’aura  che  spiri...  abborro!! 

EVERARDO 

(  freddamente  ) 

M’odi  l’estrema  volta  :  e  l’amor  mio 
A  che  m’ha  tratto...  ascolta  ancor = battaglia 
Contro  di  Pisa  avemmo  —  Il  fralel  tuo 
Spento  diceasi  in  campo...  ed  io  conobbi 
Com’ei  giurossi  Ghibellin  —  Mi  surse 
11  pensier  di  menarlo  entro  a  sue  mura... 

Per  te  —  Lo  chiesi  a  Farinata  ,  a  Siena  — 
Ottenerlo  poteva  a  un  patto  solo , 

Ch’usa  congiura  si  tramasse  ai  Guelfi  : 

E  fu  in  un  faglio  ordita  —  Avea  ciò  fatto, 
Quando  al  Senato  F'iorentin  proposi  j  ^ 

- - - -m® 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  XV.  SCENA  XII. 


od 


Morte  pe’l  Guelfo ,  se  ricetto  offrisse 
A  un  Ghibellin  —  Qui  tuo  fratei  condussi... 
In  tarda  notte ,  io  sol ,  perchè  celassi 

I  miei  disegni — A  Ubaldo  porsi  il  foglio, 
Acciò ,  di  speme  acceso  ,  abbenchè  vana  , 
E  dal  mio  franco  garantir  sedotto 

A  mie  brame  annuisse ,  e  pe’l  dimani 
Ottenessi  tua  man...  del  fratei  tuo 
Unico  scampo  !  —  E  Siena  avrei  tradito  , 

E  i  Ghibellin...  suppresso  avrei  quel  foglio... 
Se  ottenerti  potea  !! — Ma  invece...  io  quando 

II  voler  tuo  ad  esplorar  venia, 

Con  l’amator  ti  scòrsi!!...  Allor  la  rabbia 
Presentar  femmi  agli  Anziani  il  foglio  , 
Che  avvalorando  le  mie  accuse...  indusse 
I  Guelfi  a  valicar  l’adito  angusto 
Della  porta  San  Vito  ,  che  dischiusa  , 

Non  sognata  vittoria  ebbero  in  pugno... 
Come  Jacopo  avea  già  presagito, 

Ma  terribil  macello...  ed  il  lor  sangue, 

E  il  mio  tradir  devoti  a  me  faranno 
Quei  Ghibellin,  che  ho  già  comprati — ..E  tutto 
Per  te  l’eccidio  !!...  Per  le  solo  !!!... 

-  ROBERTA 

(  scossa  ,  sorge  dalla  stupida  situa¬ 
zione  nella  quale  era  immersa  ) 
...  E  quale 

Delitto  è  in  me??...  di  cotante  perfidie 
Devi  incolpar...  solo  te  stesso!! 

(  disperatamente  ) 
Infame  !!! 

Lasciami  !!!... Oh  smania  !!  Io  voglio  il  padre!! 

EVERARDO 

Il  seggio 

Ch’è  non  più  suo,  oggi  con  altro  incaico 
Sarà  serbato  alfine  a  me  !!  —  Frattanto 
La  plebe  d’ingannare,  e  di  sedurre 
È  tempo  ornai...  per  ghibellin  mostrarmi, 
Pari  agli  esuli  nostri —  ...  0  fera  gioja!! 
Despota  alfin  da  non  restarmi  inulto!! 
Despota  alfin  per  imperar  su  tutti  !!... 

Qui  sorgerò!!!  — 

(  in  atto  di  partire ,  si  sente  per 
poco  tempo  a  gravi  rintocchi  la 
Campana  del  Senato  ) 


ROBERTA. 

(  esterrefatta  ,  gilterà  la  ciarpa  ,  e 
dopo  che  avrà  cessato  il  bronzo  ) 
Che  !!...  Non  è  questo  il  bronzo 
Annunziator  disangue??.. .Ah!!,  questo  squil¬ 
lo  !!... 

Entrambi...  adunque  ??... 

EVERARDO 

S’avviano  alla  morte!! — 

ROBERTA 

(  con  veemenza  ) 

Everardo  li  salva!!! 

EVERARDO 

E  tu  mi  giura... 

ROBERTA 

(con  vivissima  sollecitudine') 
D’essere  tua!!...  giuro...  si... d’esser  tua !!.. 
Ma  corri  ad  essi  !!! 

EVERARDO 

(  con  tutta  la  forza  della  gioja  ) 
E  mia  sarai...  tu  quando?? 

ROBERTA 

Quando  a  me  li  trarrai — Ma. ..dì. ..strapparli 
Come  potrai...  dalla  giustizia??...  Come... 
Da  quelle  furie  popolari??... 

EVERARDO 

Io  basto  — 

Domarle  io  posso,  a  mio  voler. 

ROBERTA 

(  spingendolo  ) 
Deh!  Vola!!... 

Al  tuo  rieder  m’avrài  !!!... 


■•«di 


f  36 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


EVERAREO 

Or  tu  li  salvi 

Dalla  scure...  m’attendi. 

Scena  ///. 

ROBERTA 

Ah  !!...  ratto  imprendi 
La  lor  salvezza  !!  —  L’olocausto  estremo 
Di  me  si  faccia  —  Ad  un  perverso,  a  un  vile 
Uccisore  di  Jacopo...  donarmi 

10  debbo??...  E  pur  tutto  votarti  agogno 
Calice  di  martini  !!  —  Ma  sien  salvi 

11  padre...  ed  il  german...  questo pensiere 
Forza  m’ispira...  disperala  forza  !!  — 

...  Maqual...  si  leva  strepilo  ?... più  avanza.. 
Più  rumoreggia  ??  —  0  Ciel  '..Fiorenza  tutta 
Da  cittadina  turbolenza  è  invasa... 
Oh!.m’assordan..quai  gridi'.!. Evrardo.. forse. 
Non  giunse  a  tempo?. 0  Dio!!!  Fa  ch’egli  arrivi. 
E  tutto  piombi  su  di  me!  —  Si  vada... 

Ma  il  terror  fammi  inerte.. Oh!. allin  ch’io  tutta 
La  colpa  espii...con  questo  stato  orrendo  !! — 
Ma..abborro  il  dubbio!. Io. .vo’saper.  .si  corra. 
Pur  barcollante...  trascinar...  saprommi... 

(  voci  dalla  strada  ) 

I  traditori  sono  spenti!!! 

ROBERTA 

(  rimane  immobile  ) 
Spenti  !!!... 

Entrambi  !!!..ed  io?Si  mora..  Iddio!!,  .nè  pure 
I  miei  più  acerbi  sacrificii  accoglie!!  — 
Uccidermi  poss’io...  quando  il  dolore 
Esauste  rende  le  mie  forze...  quando 
Padre!  Fratello!  Sposo!...  ohimè !! svenati 
M’ha  un  reprobo  esecrabil...  che  impudente 
Qui  riederà...  per  me  bruttar  d’obbrobrio!!. 
Per  avvilirmi  di  più  insulti!!...  E  tardo?? 
Ora  che  i  miei  veggo...  eri  ascolto. .e  posso 
Raggiunger!  i . . .  vederi  i . .  .e  al  sen  serrarli  ?? — 
(  guardando  un  anello  che  ha  nella  destra  ) 
Da  che  proscritti  i  miei...  scampo  sicuro... 
Oggi...  a  rifugio  estremo...  avidamente 
Ti  suggo  !!! — (  ingoja  una  polvere  dall’anello) 
Morte...  che  in  me...  lento  spandi 
j?.  L’eterno  poter  tuo...  di  te  non  tremo... 

fes* - 


Di  vivere  pavento!! — Oh  !..  Alcun  s’appressa 
Evrardo... venga  ! — Qui!!. ..sua donna. ..trovi 
Presso  a  morir!!... 

Scena  iv . 

UBALDO,  RAIMONDO,  BEATRICE  e  detta 

RAIMONDO 

( prima  di  uscire) 

Roberta  !!! 

UBALDO 

Figlia!!!... 

ROBERTA 

(  quasi  non  credendo  a  se  stessa  ) 

Dio  !!! 

Possibile !!!.  Voi  salvi  ??..  entrambi  salvi  ??.. 

UBALDO 

Ci  abbraccia!!... 

RAIMONDO 

0  Suora  !!... 

ROBERTA 

(  ebbra  di  trasporto ,  abbracciando 
Ubaldo  e  Raimondo) 

Al  cor  vi  stringo??...  0  sacra 
Certezza  !!...  Deh  !!...  Ma  come  mai... 

RAIMONDO 

Mi  ascolta!!  — 

Stavam  già  presso  al  diffamante  palco , 
Accerchiandoci  un  popolo  commosso, 

Mal  sofferendo  il  morir  nostro — ..  Gli  occhi 
Già  impietriti  per  duol...  volsi  sul  padre  !! 
Gareo  di  ceppi  il  vidi...  e  per  me...  carco  !! 
Mi  straziar  mille  morti...  e  le  ritorte 
Morsi  fremendo...  e  in  un  gridai:  si  salvi 
Almen  sua  fama  —  E  là  disvelo...  i  turpi 
Intrighi  d’Everardo...  e  come  fatto 


ROBERTA  DEI  GHERARDINI  -  ATTO  V.  SCENA  IV.' 


37 


Fui  Ghibellino.,  e  l’eroismo  tuo,  (  a  Roberta ) 

E  le  virtù  del  padre  —  Ecco  un  clamore 
Di  pietà  sollevarsi...  e  imploro  e  gemo 
Perchè  morissi  io  solo  !!...  —  In  ansio  corso 
Un  messo  arriva  allor  dal  campo...  enarra 
La  subitanea  perdita  de’  nostri , 

Nell’atro  giro  di  sì  infausta  notte  , 

Pe’l  tradir  d’Everardo ,  il  qual  promosse 
Con  un  mentito  foglio,  a  radunarsi 
Presso  San  Vito  i  Fiorentin ,  che  morte 
Trovaron  tutti  —  Evrardo  de’  nemici 
Satellite  piu  vii ,  Guelfo  spergiuro 
Sostenne  i  Ghibellin  •,  che  mentre  ardea 
Feroce  pugna ,  alle  nemiche  squadre 
Aggregò  le  sue  genti...  ed  il  dannato 
Esemplo  tenne  anche  quel  vii  La  Pressa  !!  — 

E  ancor  non  pago  delle  infamie  Evrardo, 
Caldo  ancor  di  vendetta,  il  ferro  immerse 
Di  Jacopo  nel  dorso  !!...  e  l’omicida 
Benché  scoverto ,  dileguar  si  seppe 
Nell’orror  della  notte  — ...  A  tali  accenti, 
Siam  liberi  di  ceppi...  e  tra  l’immensa 
Calca  di  plebe  paventosa...  a  questa 
Soglia  allorché  ci  appressavano ,  ne  incontra 
In  tripudio  Everar do  degli  Abati , 

Con  Annibaldi  suo  ministro,  ignari 
Del  Tesser  conte  lor  perfidie  —  Un  grido 
Propagasi  di  popolo  furente: 

Si  uccidano!!...  in  costoro  rinvenendo 
Dei  nemici  i  sicarii...  e  i  brandi  a  mille 
Corser  su  d’essi  —  Nel  lor  proprio  sangue, 
Maledicendo  spirano...  e  rimbomba  : 

I  traditori  sono  spenti  !! 

ROBERTA 

(  convulsa  ed  estenuata  ) 
E...  Jacopo... 

Dunque...  ! 

UBALDO 

Piagato  mortalmente...  il  brando 
Snudò ,  cercando  il  suo  destriero,  aU’armi , 
Chiamando  alTarmi  i  Guelfi  ,  onde  sconforto 
Non  desse  a  lor  di  sue  ferite  il  grido  — 
Mentr’ei  con  voce  tremolante...  i  ferri 
Tentava  di  frenar  d’ambo  le  parti 
Sitibonde  di  sangue,  in  mezzo  agli  odi i... 
Moria  compianto  !! — E  Mont’Aperti  ha  sparso 
Terror  di  morte!!  —  !  più  gagliardi  Guelfi, 


Da  trentamila  esangui  stanno...  e  appena 
Son  superstiti  a  un  numero  sì  forte 
Miseri  avanzi ,  che  i  vincenti  infami 
Di  ferir  più  schivàro!! — Ai  Tornaquinci 
Custodi  del  Carroccio ,  un  dopo  l’altro , 
P>ecidevano  i  bracci ,  a  fin  pe’  Guelfi 
Il  bronzo  Martinel  non  più  suonasse  !!  — 

Di  cadaveri  è  l’Arbia  riboccante... 

Ai  Ghibellin  propizio  è  il  fato  !!..  —  0  figlia  ! 

Or  che  siam  tolti  alle  ritorte...  io  debbo 
Con  sforzo  estremo...  contrastar  con  pochi 
Della  città,  che  sarà  tomba...  il  varco 
A  Farinata  degli  Ube.ti,  capo 
Dei  distruttori  Ghibellin...  da  noi , 

E  dalla  Patria  apòstata...  e  del  lungo 
Numer  de’  rei.,  ancor  più  reo!!!.,  chè  il  foglio 
Da  maledetto  egli  cifrò...  segnando 
Distruzion  per  la  Patria  !!!  — Qui  dunque 
Per  tua  salvezza  ci  recammo...  a  trarti 
In  occulto  ricovero  sicuro... 

Seguici...  Vieni...  Da  rapine  e  infamie... 

Dai  dissoluti  vincitor  ti  salva  !!! 

ROBERTA  a  RAIMONDO 

E  tu?... 

RAIMONDO 

Gol  padre  mi  starò...  Ci  segui... 
Urge  il  tempo... 

UBALDO 

(  nel  condurre  Roberta  che  macchi¬ 
nalmente  lo  segue ,  vede  che  que¬ 
sta  si  arresta  tremante  ) 

Tu  sosti  ?... 

BEATRICE 

Affretta... 

«BALDO 

(  si  ascolta  un  lontano  frastuono  ) 
Ahi!!...  parmi 
Strepito  udir!!...  L’agonizzante  nostra 
Repubblica...  dai  barbari  cerchiamo 
Difendere...  ancor  morenti!!  —  Ma  vieni...  A 


38 


TEATRO  DRAMMATICO-NAPOLETANO 


Io  te  l’impongo  !  ! — 0  Ciel  !!...  la  guancia  tua. . . 
Di  pallore  si  covre!!... 

RAIMONDO 

Ohimè!!  non  regge... 

BEATRICE 

Non  si  ravvisa... 

UEALEO 

Figlia... 

roberta  ad  Ubaldo 

A...  te...  mi  stringi... 

UBALDO  «*> 

Parla... 

ROBERTA 

(  a  stento  ) 

M’offersi...  a  Evrardo...  per  salvarvi... 
Udii  voce  di  morte...  e  per...  estinti... 
V’ebbi...  volli...  seguirvi... 

UBALDO 

Ah  svela!!... 

ROBERTA 

Un  tosco... 

UBALEO 

Oli  Dio!!! 

RAIMONDO 

( in  atto  d'avviarsi') 
Deli!!  Si  soccorra... 

BEATRICE 

(  a  Raimondo ,  sostenendo  Roberta  ) 
Ah  vola  !!... 


ROBERTA 

(con  voce  interrotta ) 

È  vano'.... 

Nelle  viscere  mie...  lo  spasimante 
Ardor  mortale...  non  lo  smorza...  l’arte  !.. 
Lasciami...  o  padre!...  Alla. ..difesa. ..vola... 
Della... Patria!!... Per  me... l’ora... s’appressa. 
Pietà  vi  uccide!...  Ornai.,  partite... Quasi.. 
Più. ..non  vi...  veggo!. ..Un  gel. ..per  le  mie... 

membra... 

Già...  mi...  manca...  il  respiro... 

( si  sente  un  terribile  fragore  di 
popolo ,  e  strepiti  d'armi  che  si 
aumenteranno  col  finire  dell’atto.) 

UBALDO 

Che??... 

(  Raimondo  correndo  al  verone  e  ritornando  ) 

Sciagura  !! 

I  Ghibellini!!! 

VOCI  DALLA  STRADA 

Fuggasi  !!!...  Rapine 
Recano...  e  stragi  !!!... 

ALTRE  voci 

Incendii  ancor!!! 

ALTRE  voci 

Pur  essi... 

I  Fiorentin...  perseguon  noi??...  Dell’oste 
Sgherri  son  fatti  !!... 

UNA  VOCE  VICINISSIMA 

I  figli...  no...  me  uccidi... 
Vedova  madre  !!! 

ROBERTA 

( nell’intervallo  di  queste  voci,  presa 
da  tremilo  violento ,  mentre  tenta 
d’alzarsi  dalle  braccia  di  Bea¬ 
trice  ,  per  abbracciare  Ubaldo , 
e  Raimondo  ,  non  regge ,  e  stra¬ 
mazzando  muore.)  || 


ROBERTA  DEI  GHER ARDIRI  -  ATTO  XV.  SCENA  V. 


39 


ROBERTA 

A...  che  vi  lascio!!!..  Io...  spiro... 

UBALDO 

(  nel  colmo  della  disperazione  guar¬ 
dando  fissamente  la  figlia) 
Morta??...  Si  !!!... 

(  guardando  verso  il  manco  lato 
della  Sala  ) 

Qui...  vi  aspetto...  o  infami!!!  Il  primo 
De’  Guelfi.. io  son  !!. .Mi  trucidate  —  Io  voglio 
Con  la  mia  Patria...  che  cade...  distrutta. 
Sul  cadaver  di  mia...  figlia...  troncare 
Questa...  esistenza...  abbominata  !!!... 

RAIMONDO 

(  maniaco  di  furore  nel  vedere  Ubaldo 
nel  più  compassionevole  abbandono) 
11  fero 

Giuro  ch’ai  Ghibellin  m’astrinse...  abborro!! 
Da  disperato...  io  maledico  !!...  sento 


Sol  d’esser  figlio  !!...  Io  te  sol  veggo!!!..  Cieco 
Il  tuo  stato  mi  rende...  Un  mar  disangue... 
Pria...  che  a  te...  gli  empii!!!... 

(  nel  vedere  i  guerrieri  ghibellini 
che  entrano  periato  sinistro  della 
sala  ) 

Ah  !!!... 

Scena  v.  ed  ultima 

(  Raimondo  imbrandendo  il  suo 
ferro ,  che  ottenne  dal  popolo  , 
incontra  i  numerosi  guerrieri 
Ghibellini ,  che  con  i  brandire 
le  lance  lo  respingono ,  per  uc¬ 
cidere  Ubaldo.  Egli  ferito ,  ritro- 
cedendo ,  giunto  presso  Ubaldo , 
raccoglie  tutte  le  armi  dei  Ghi¬ 
bellini  nel  suo  petto.  ) 

(  Ubaldo  per  non  vedere  Veslermi- 
nio  di  Raimondo  si  covre  il  vol¬ 
to  ,  esclamando  con  voce  solenne) 
Orrenda  vista  !!!  —  0  Patria  !!!  — 


FINE  DELLA  TRAGEDIA. 


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ibi  w.+v 


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