Document text
NABUCCO
DRAMMA SACRO
ADATTATO ALLA MUSICA
DELL'ASSEDIO DI CORINTO
DEL CAV. GIOVAI C IBI \0 ROSSINI
da eseguirsi
LE ULTIME TRE SERE BEL CARNEVALE 1865
NELLA CHIESA
DI S. GIOVANNI EVANGELISTA
DEI PP. DELLE SCUOLE PIE
DALLA CONGREGAZIONE
DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA E SAN GIUSEPPE CALASAKZIO
PRESEDUTA
DALL' ILLUSTR. SIG. CAV. BARONE
Ilf ©li© 8 0«L
FIRENZE
TIPOGRAFIA CALASANZIANA
diretta da A. Baracchi
1865.
PERSONAGGI.
NABUCCO, Re di Babilonia.
SEDECIA, Re di Giuda.
AZARIA, Generale dell'armi.
SOFER, Ufiziale di Nabucco.
ELEAZARO, Guerriero Ebreo.
PALMIRA, Figlia di Sedécia.
ANNA, Confidente di Palmira.
SARAIA, sommo Sacerdote.
Coro di Caldei, di Ebrei, di Magi.
La Scena è in Gerusalemme.
ATTO PRIMO.
SCENA PRIMA.
Vestibolo del Palazzo Reale.
SEDECIA, AZARIA, SARAIA 6 GUERRIERI.
Coro Signor, un sol tuo cenno
Ne accoglie in queste mura
Per tórre alla sciagura
Dei Padri nostri il suol.
Ma che fia!... Non ci ode e geme!
Qual pensier lo affanna e preme!
Qual mai duolo avvolge in cor!
Ah ! per noi non v' è più scampo ;
La sventura opprime ancor.
Sedecia Del vincitor della superba Tiro,
Che tutto intorno intorno
Assedia la Città, noi già sfidammo
La feroce baldanza.
Ciascun dì del tiranno
L'ira fa provocar, ma del futuro
Io tremo!.,, ohimè! sul campo dell'onore
I più forti campioni,
Miseri! han sepoltura.
Entro le nostre mura
Fan strage peste e fame,
E in un coli' inumano
Acciaro del Caldeo
Mieton.... che orrore! il popolo Giudeo.
Nabucco udì che Sion oppressa langue,
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Nè vuol cessar quell'empio cor dal sangue.
Per tóme all'empio giogo,
Oh ciel!... che far potremo?
Pugnare ancor.... morire....
O arrenderci dovremo?
Che istante, oh Dio! crudel.... Liberi dite
In chi mai più si fida:
Il vostro sol pensier mi fia di guida.
Coro In così reo periglio
Giovar che può il coraggio?
Come da un rio servaggio
Potremo, oh DioI fuggir?
Azaria Guerrieri a noi si affida
Sionne ornai che langue :
Versando il nostro sangue,
Per lei si dee perir.
Di schiavitù l'orrore
Ridesti il vostro ardore,
E de7 Caldei tiranni
L'ardir da noi s'inganni;
Il dì della vendetta
Per Giuda pur verrà.
Saraia Sì, combattete: il Cielo,
Il Ciel ne reggerà,
a %. La spada omicida
Lo scudo è del forte:
Se onore gli è guida,
Se sfida la sorte,
La vita sprezzando
Va lieto a pugnar.
Sedecia ~ E dove egli cade
Per sorte fatale,
La fronda immortale
Si seppe acquistar.
Corriamo, amici, all'armi,
Il barbaro a pugnar.
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Coro All'armi!... Sionne
Si vada a salvar.
Tulli Sa un'alma non vile
La morte sprezzar.
Il cielo n'è guida,
Si vada a pugnar.
Sedecia II nostro ardor, prodi Guerrieri, è guida
Alla vittoria, e par che a noi sorrida.
Voi consultar io volli,
Non il vostro coraggio.
Di che mai temer seppi.
Noi sull'avito altare
Di vincere giuriamo, o di morire.
Chi mai potria soffrire
L'infamia e la vergogna!...
L'onor più che la vita il forte agogna.
Tulli Su quest'armi sostegno del forte
Noi di vincer giuriamo, o perir:
E sfidando i perigli e la morte,
Affrontar de' nemici l'ardir.
Ma se fia che ogni Ebreo qui soccomba
Del destino all'avverso tenor,
Che Sionne gli serva di tomba
Monumento di gloria e d' onor!
SCENA IL
SEDECIA, SARAI A. e AZARIA.
Libera è ancor Sionne:
Struggeremo i tiranni,
L'ebrezza mia guerriera
InQammerà ogni cor. Tu vola al Tempio, (a Saraia)
Sì.... in questo dì di pianto
Preghiamo il Ciel che ne protegga intanto.
Tua figlia m'è promessa:
Sedecia
Saraia
Azaria
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Se il nodo desiato
Di Sionne non rompa il crudo fato,
La tua fè manterrai?
Sedecia Sì.... vien Palmira....
SCENA III.
PALMIRA e DETTI.
Sedecia T'appressa, o figlia: questo giorno infausto
Forse a noi sorgerà:
Ei dee fissar tua sorte;
Forse pugnando io sarò tratto a morte.
Dolce è il morir per chi sdegna il servaggio:
Onde a sostegno tuo scelsi il più saggio.
Vedi Azaria....
Palmira (Che sento?...)
Azaria Tu appaga
L'ardor di che mi avvampo,
E dal talamo tuo men volo al campo.
Palmira Oh dolor!
Sedecia Vien, mi segui!...
La pompa è di già presta.
Palmira Ma in un giorno di duol....
Azaria Cieli...
Sedecia Che t'arresta?
Palmira I miei giorni, se il vuoi,
0 padre, saran tuoi.... ma queste nozze....
Sedecia Gran Dio!...
Azaria Gran Dio!...
Palmira Me vedi
A' tuoi piè....
Azaria Che sarà?
Sedecia Fatai mistero!
Arse forse il tuo core ad altro amore?
Palmira Nabuzardam in Masfa
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Ricevè la mia fede.
Sedecia Chi fìa Nabuzardam? quest'uomo audace?
Palmira Gii serba fè Palmira.
Sedecia Ah! sgombra, sgombra
Oramai dal tuo petto
Un temerario affetto:
Che se tu non desisti
Da così insano amore,
L'ira su te cadrà del genitore,
a 3. Destin terribile! r
Oh reo dolor!
Qual colpo orribile
M'agghiaccia il cor!
Oh! Ciel propizio,
Mie preci intendi,
La pace all'anima
A me tu rendi.
Del Nume irato
Cessi lo sdegno,
D'avverso fato
Cangi il rigor.
SCENA IV.
DETTI e GUERRIERI e DONNE EBREE
che entrano in disordine.
Coro Di morte il suon — mandò Fosti! masnada:
Per noi non han — quegli empi cor pietà.
Se incerta ancor si sta — la nostra spada,
Ahi che Sion — Nabucco struggerà.
Palmira Qual mai dolor! — già vien 1' ostil masnada:
Oh Cielo! in te — nel tuo favor fidiamo.
Sedecia Figli d' eroi — su, riprendiam la spada.
Azaria Sionne ancor — si salverà.
Tutti Corriamo !
Sedecia Andiam, guerrieri, andiam.
Sedecia Se al mio valor si opponesse il destino,
Se noi spenti cadiamo,
Se di noi si fa scempio,
Schiava Palmira esser dovria d'un empio?
Palmira Oh Padre!
Sedecia Questo ferro (le dà un pugnale)
Mi risponda di te.
Palmira Tutto comprende
La tua Palmira, o Padre.
Sedecia Deluso iì rio Caldeo morda il terreno,
E di Giuda e di me sii degna appieno.
Palmira La data fè rammento;
Ma in quel fatai momento
La figlia tua sarò.
A prevenir 1' oltraggio
Dell' inimiche squadre
L'esempio di mio Padre
Infiammerà il mio cor.
Palmira
Oh Padre!... oh duolo!
a % Sed.
Qual sorte; oh Dio.... funesta !
L'acciar che sol mi resta
Punisca il traditor.
Azaria
La gloria della patria
Infiammi il nostro cor.
Palmira
Oh Giel! del tuo favor
D'uopo al cimento io sento:
Proteggi la mia patria
In sì crudel momento;
Seconda il suo valor.
Coro
La gloria della patria
Infiammi il nostro cor.
SCENA V.
Piazza di Gerusalemme.
/ soldati Caldei traversano la scena inseguendo
i soldati Ebrei.
Coro Dal ferro del forte
Germoglia la morte,
La strage, Porror.
Qual forza non cede
Al nostro valor?
Nessuno pel reo
S'accolga dolor.
Esecri il Giudeo
Il proprio furor.
SCENA il
NABUCCO COn SEGUITO e DETTI.
Nabucco Sorgete in sì bel giorno,
O prodi miei Guerrieri,
Ed a Nabucco intorno
Venite ad esultar.
Duce a temute genti
Ed a vittrici schiere,
Il mondo al mio potere
Sommesso renderò.
Sionne oppressa e vinta
Il mio valor provò;
Sionne al mio potere
Sommessa s'umiliò.
Il
SCENA VII.
SOFER e BETTI.
Sofer Trionfammo, Signor; ma il tempio ancora
Difendono i Giudei con forte ardire.
Il loro capo in nostre man venia :
Vuoi che l'uccida?
Nabucco A me condotto ei sia:
Vaghezza di parlargli anzi mi prende.
Sofer Vinse Nabucco, e vendicarsi or teme?
Nabucco Amico.... a me.... deh ! tu perdona : innanzi
Ch'io v'apparissi vincitor, col nome
Di Nabuzardam, tutta
Scorsi Giudea.
Sofer Di un tuo duce col nome?
Nabucco E un giorno in Masfa, oh Diol
Qual si offriva donzella al guardo mio!
So che è in Gerusalemme, e già comincia
La mia ventura! amico.
I suoi vezzi rammento,
E a tal pensiero ardir più in me non sento.
Ma il prigionier ver noi volge le piante.
SCENA Vili.
sedecia fra le guardie, e detti.
Nabucco Duce a' giudei ribelli,
Ordina a' tuoi seguaci
Di deporre la spada.
Sedecia Non m' udrebber giammai. Sionne è fida
Alla sua gloria.
Nabucco Già verso il tempio
A riunirsi gli spinge un folle ardire:
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Difendersi sapran?...
Sedecia Sapran morire.
Nabucco Reprimi quei trasporti
D'inutile valore,
0 proverà Sionne il mio furore.
Sedecia D'uopo di ciò non hai,
Prevenirti col ferro allor vedrai.
Nabucco Qual audacia!
Sedecia Disfidan l'odio tuo
Essi che morir sanno:
Ne fremerai tu invano, empio tiranno.
Paventa!
Nabucco Guardie.... da me costui sia tolto:
Quant'io vi tema udrai tra breve, o stolto.
1 ferri ormai precipitin sugli empi.
SCENA IX.
PALMIRA, DONNE EBREE 6 DETTI.
Oh Ciel! Fermate....
Andate, m'ubbidite.
Oh padre!... Ingrata sorte! Il mio dolore
Mitigar possa almeno il vincitore.
Signor, io cado a' piedi tuoi. (a Nabucco)
Qual voce!
Cielo! Nabuzardam?...
Palmira!... oh Dio!...
È lei. Quel ciglio ha spento il furor mio.
Io d' esser fedele
Promisi ai nemico?
Che sorte crudele!
Che penso? Che dico?
Promise la figlia
All'empio tiranno?
Chi, o ciel, mi consiglia?
Palmira
Nabucco
Palmira
Nabucco
Palmira
Nabucco
Palmira
Sedecia
u
Qual barbaro affanno!
La morte che imploro
Deh ! porga ristoro
A tanto dolor.
Nabucco Quel nobile aspetto,
Quel cupo dolore
Ridesta V affetto
Che accolse il mio core.
Distrugger può solo
Quel volto, quel duolo,
Dell'alma il furor.
Donne ebree II rege fra l'ira
Ondeggia e l'affanno;
E geme Palmira
Il barbaro inganno.
Quel cielo che imploro
Deh! porga ristoro
A tanto dolor.
Coro di Caldei II tenero aspetto
D'inerme beltà
Ridesta nel petto
La spenta pietà.
Qual magico incanto
Quel ciglio, quel pianto
Han mai su quel cor!
Nabucco Palmira, mi sei resa.
Palmira Nel giorno del terror.
Nabucco Giorno sarà di pace,
Se tu sarai mia sposa:
Sionne avventurosa
Fia tolta al suo dolor.
Palmira Oh padre!
Sedecia Oh mio furor!
Ah fuggi un tristo Imene!...
Nabucco Seguimi....
Sedecia II dubbio eccede:
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Un altro avea tua fede....
Nabucco Chi l'ebbe? Oh ciel!
Sedecia Lui solo
Disponga del tuo cor....
Palmira Giammai....
Sedecia Spietata figlia,
L'ardor che ti consiglia
Accende in me lo sdegno,
Mi rende un padre indegno.
Ti maledico....
Tutti Oh!... orror!
Palmira L'alma che geme,
Non ha più speme,
Più non resiste
Al suo dolor.
Quel core ingrato
Di un padre irato
Tema lo sdegno
Vendicator.
Nabucco Vien, mi segui: la forza, la spada
Puniran di quell'alma l'orgoglio!
Un rifiuto soffrir io non soglio,
E vendetta tremenda farò.
Palmira Dai rimorsi, dal duol, dall'affanno
Lacerata non regge quest'alma.
Dio possente ! mi rendi la calma
Che il mio core innocente perdè.
Sedecia Fra i rimorsi, fra il duolo e l'affanno
Sempre viva l'indegna nel pianto;
Tolga morte rossore cotanto
Ad un padre che tutto perdè.
Donne ebree Tristo il giorno che cesse queir alma
Dell'amore al potere, all'incanto:
Una vita d'affanno, di pianto
Il paterno rigor le tracciò!
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Coro A piegar di Nabucco lo sdegno
di Caldei D'uopo fora il potere di un Dio;
Di vendetta lo strugge il desio;
Fatai giorno a Sionne questi è.
i
ATTO SECONDO.
SCENA PRIMA.
Padiglione di Nabucco.
NABUCCO e PALM IR A.
Nabucco Sgombra il timor. Il mio poter ti cinge....
Io depongo a' tuoi piedi
L'orgoglio del mio serto.
Molti scettri mi diè facil vittoria.
Son tuoi, Palmira....
Palmiro Cieli...
Nabucco Onde la pena?
Al mio fianco esser puoi lieta e serena.
Palmira Ah ! di Sionne in pianto
Riprendiamo il cammin. A Dio sleale....
In odio al Padre mio....
Nabucco Spero si placheranno,
Ed a Nabucco tutti obbediranno.
Che vedo? ohimè!... tu piangi?...
Deh! parla: a che quel pianto?
Qual fia di duol cotanto
Fatai sorgente in te?
Palmira Ah!... del dolor la pena
Al pianto mi condanna:
Legge del Ciel tiranna
Mi ricondusse a te.
Potrei lasciar che l'alma...
Mentre lo vieta.... oh Dio !...
Crudele.... il Padre mio?
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Oh giuramento!... il Cielo
M'opprime, ahi troppo! Io gelo.
Deh vieni, o morte! In questo
Momento sì funesto
Mi giovi il tuo rigor.
Nabucco Onde il pallor di morte
Che su quel volto è scritto?
Qual tristo affanno occulto
Opprime il suo bel cor?
Pietosa a me sorridi,
Confortati, fa' cuor:
L'impero mio dividi
E calma il tuo dolor.
SCENA II.
DETTI, GUERRIERI CALDEI, DONNE CALDEE 6 MAGI.
Coro Un fortunato Imene
Compensi il vostro ardor !
Termine avran le pene
Che sopportava il cor.
Palmira Quest'alma più non dura
Del fato al rio poter.
La più fatai sciagura
Prevede il mio pensier.
Nabucco Donna, di qual sciagura
Potrai con me temer?
Vieni, ti rassicura;
Dividi il mio poter.
Vinci, Palmira, il terror che ti resta:
Vedi? quell'ara già per noi s'appresta.
Coro Belo possente
Fattor del bene,
Circonda Imene
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Del tuo splendor.
Da te propizio
Sia il voto accolto;
Nè a noi sia tolto
Il tuo favor.
Nabucco Palmira....
Palmira Questo aitar....
Nabucco Qual mai tumulto....
SCENA III.
detti, azaria incatenato e sofer con soldati.
Azaria Palmira?
Sofer A provocarne
Fu spinto audace Ebreo!
Fatai disperazione
Travia la sua ragione !
Palmira (Che mai vedo!..)
Azaria Palmira....
Nabucco Audace
Schiavo ribelle, qual mai vana speme
Ti ricondusse all'armi?
Sol che pretendi?
Azaria 0 morte, o vendicarmi.
Ecco ciò che gli Ebrei
Promettono a un tiranno: ed è di pace
Che in nome lor a messagger qui vengo.
Nabucco Stolti ! Ricusan dunque
La man che lor donai?
Azaria Pugnar tu li vedesti, e dubbio n'hai?
Sai tu, che invide tutte
Del nostro fin, contendono la gloria
Di custodir quei muri
Di Sionne le vergini e le spose.
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Della palma funebre oggi orgogliose?
Tutti d'un bel morir gustan l'ebbrezza,
Intanto che Palmira,
Fra gl'inni, a gioia sacri, arride lieta
Al vincitor, e sulla patria esangue
Adorna il crin di fior tinti di sangue.
Palmira Oh dolor!
Nabucco Veruno, o rio,
Può torti al furor mio.
Chi sei tu?
Azaria Tale son io....
Palmira È mio Germano.
Nabucco Che sento!
Palmira (Taci, sconsigliato, insano!)
(Ad Azaria con circospezione).
Se mai gradita
Ti fu Palmira,
Deponi l'ira,
Rallegra il cor.
Azaria L'usata calma
Quel cor riprende;
Ma incerto il rende
Pietà, furor.
Nabucco Sola Palmira
Mio sdegno frena:
Calma la piena
Del mio furor.
Sian tolti a lui quei ceppi.
Azaria Che pensi!... che fìa mai!
Nabucco Tu il testimon sarai
Del mio vicino Imen.
Azaria Che sento!
Nabucco Non si tardi.
Palmira, Tara è presta....
Azaria Ah no, che all'empia festa
Presente io non sarò.
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No, no.... la morte....
Nabucco Insano !
Palmira Odi, Nabucco.
Nabucco Vieni,
Vieni, ci attende Para.
Palmira Oh Ciel! che mai farò?
Nabucco De' giuri tuoi sovvienti.
Azaria Deh pensa al padre almeno!
Ah di lui torna in seno!
Nabucco Palmira mia sarà.
Nume di chi t'adora,
Dolce conforto e speme,
Un cor che avvampa e geme
T'affretta a consolar.
Palmira Ancor mi suona irata
Del genitor la voce;
Ma il mio destin feroce
Non posso, oh Dio ! cangiar.
Azaria D'amor seguace, e schiava
Dell'arti sue leggiadre,
Il Ciel, la patria, il padre
Colei potè scordar.
SCENA IV.
SOFER e DETTI.
Sofer Sionne in suon di sdegno
Die di battaglia il segno.
Nabucco Sionne...? quand'io posso
Lanciarla nell'orror?
Sofer Dell'arme il suon non odi?
Le vergini dei prodi
Dividono il valor.
Osserva. (Si apre la tenda e si vede V atrio del Tempio
coperto di donne).
Azaria Ciel che miro !
Palmira Che orrore!
Nabucco Qual deliro!
Sedecia Palmira.... (Dalia Cittadella)
Palmira Ah sì! t'intendo:
Già T amor mio spirò.
Coro di ebrei Sfidiam della sorte
e Palmira L'ingiusto rigor.
È bella la morte
Sul campo d'onor.
Nabucco L'oltraggio m'è guida;
M'infiamma l'amor;
Si pugni, s'uccida,
Sia tutto terror.
Caldei e Sofer Andiam, della morte
Si sparga il terror;.
La gloria del forte
È strage ed orror.
Donne Caldee Punite quell'onte
Saran dal terror;
Piegate la fronte,
Cedete al valore.
Nabucco Tu sola puoi Palmira
Calmar la mia giust'ira;
A un detto tuo, cangiato
È di Sionne il fato.
Distrutti i tuoi fra poco
Saran dal ferro e fuoco,
Se a me la man non dai.,fV
Palmira Con essi io perirò.
Nabucco Ch'osi tu dir?
Azaria Respiro.
Palmira La palma del martiro
Col padre acquisterò.
Nabucco Ma i giuri tuoi? La speme
Che fino ad or gustai?
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Palmiro Ingrato! un dì t'amai:
Oggi co' miei morrò.
Azaria Oh Palmira!
Nabucco A me sei sposa.
Palmiro No, giammai.
Nabucco Mi segui, indegna !
Azaria Io trionfo.
Nabucco Oh mio martiri
Palmiro Oh mio Padre!
Azaria Qual vittoria !
Nabucco Vedi l'ara!
Palmira No, la morte!
Azaria Questa morte....
Palmiro È la mia gloria !
Nabucco Più non reggo !
Palmira Vien, germano.
Azaria Sì, partiamo.
Nabucco Ite a morir.
Ebbene il nuovo sole
Vegga ogni audace estinto,
Sorga di sangue tinto
Ruine a rischiarar.
Tulli Io sorrido al destin che m'attende,
Più non teme la morte il mio cor.
Tutta l'alma al pensier si riaccende
Di morir per la patria e l'onor.
Donne Caldee Oh dolor ! quello sdegno è foriero
Di vendetta, di strage, d'orror.
Sarà vittima un popolo intero
Dell'indomito nostro furor.
Nabucco, Sofer Presto all' armi !... Riaperto è il sentiero
e Caldei A vendetta, alla strage, al terrore....
Sarà vittima un popolo intero,
Dell'indomito nostro furor.
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SCENA V.
Atrio del Tempio.
AZARIA.
Avanziam.... questo è il tempio....
E qui.... bando al timore!
Salve, a noi sacro asilo :
Salve, rifugio estremo
D'un popol vinto, e non di gloria scemo!
In tempo io giungo. I nostri
Non morran senza me.
SCENA VI.
ELEAZARO 6 DETTO.
Eleazaro Ciel.... chi vegg'io?
Qual sembiante rimiro? Ed Azaria
Fra noi portossi? in questo asil di pianto?
Azaria Col favor della pugna, e del tumulto
Delusi i miei custodi,
Infransi i ceppi miei. Sì, sotto queste
Sacrate volte, ed al baglior di faci
Funeste, io vengo a congiunger un'ostia
A quella d'ogni Ebreo.
Eleazaro Ma il ferro ostile
Di tutto ornai fa scempio,
E la patria non è che in questo tempio.
Azaria Del mio tornar il Re previeni, e digli
Che a lui riede Palmira;
Che Azaria qui la guida;
E che essa attende il dono
D'impetrare piangendo il suo perdono.
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SCENA VII.
AZARIA.
Nostre colpe tradirò ogni speme;
Vinto un Popolo e oppresso cadrà :
Ma fuggendo le ostili catene
Fra. gli estinti glorioso n'andrà.
Coro di dentro Giel che sarà!
Signor che tutto puoi,
Gli oppressi figli tuoi,
Si prostrano al tuo piè.
Azaria Che sento? ella è Palmira
Che unita all'altre suore
Implora il tuo favore,
Eterno Dio, da te.
Coro A far nostre vendette
Cadran le tue saette
Su chi oltraggiare ardisce
Gli altari della fè.
Azaria Gran Dio, perchè
D'un popol che t'adora
Tradir la fè,
La speme del suo cor?
Ei vuol salvar,
Se piange e se ti implora,
I sacri aitar
Dal ferro distruttor.
Me lieto fa
Quel detto tuo superno:
Esser non v'ha
Che abbatta il tuo voler.
Noi perirem,
Ma il braccio dell'Eterno
Coglier vecftem
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Chi ne' misfatti è altier.
Seppe spezzar
Il nodo di Palmira,
Ed ingannar
Dell' oppressor l'ardir.
La rende il Giel
Al Padre che sospira:
Quel cor fedel
Saprà con noi perir.
Se' tu, gran Dio,
Che dall' ostil torrente
L'affetto mio
Degnasti di salvar.
Per te la speme
Rivive in questo cor.
Ah ! dall' ostil torrente
Salvando un'innocente
Mi festi lieto appien.
Presso l'urna di sua madre
Cede a' voti di suo padre,
E detesta il proprio ardor.
SCENA Vili.
AZARIA e SEDECIA.
Azaria 0 Sedecia mio re!
Sedecia Ti credei spento!
Al nostro estremo dì dunque sei reso?
Un figlio ancor mi resta,
Onde tergermi il pianto.
Azaria E ti scordi Palmira, o Padre, intanto?
Sedecia Disciolse l' infedele
Ogni sacro legame.... Ah ! viva lunge
Da un genitor.... che offese....
Azaria Ella salvò i miei giorni.... '
27
Sedecia Ma dell' infamia i miei
Tutti cosperse.... Ah l'onor mio perdei!
Azaria Se pentita a' tuoi pie reduce fosse?
Sedecia Le figgerei questo pugnai nel seno.
Azaria 11 suo dolor....
Sedecia II mio !
Azaria Tu padre....
Sedecia E vuoi?
SCENA IX.
PALMIRA C DETTI.
Sedecia Ciel! che vedo?
Azaria Ella spira a' piedi tuoi....
Sedecia Perfida!... a che vieni?
Qual pensier volgi?
Palmiro Oh Padre!
Sedecia Qual è la tua famiglia?
Fui padre un giorno.... oggi non ho più figlia.
Palmira Padre !
Azaria Qualche pietade
Del suo dolor ti prenda!
Sedecia Ah vada lunge
Da questo asil di morte!
Palmira Partir non posso, ove a morir qui venni.
Sedecia A morirvi? La patria
Esilia un'infedele.
Alme per tanta morte
Di lei voglionsi degne. E con qual fronte
D' un tiranno la schiava
Divider vuol gli onori
Dovuti alla virtude?
L'esecrato amor tuo....
Palmira Ei con la patria spira:
Essa, morendo, il cor cangia a Palmira.
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Azaria
Sedecia
Ebben?
Se vero fosse....
Se degna ancor di me.... L'impura fiamma
Giuri toglier dal sen?
Palmira Giuro al tuo Duce
In faccia ai Nume vero
Amor costante intero.
Azaria E tu....
Palmira In inganno
Sia tratto il vii tiranno.
Sedecia Figli !
Azaria Palmira !
Palmira In questa augusta sede,
Pria di morir, fa' eh' abbia almen tua fede.
Azaria Del vincitor il carro
Calchi le nostre salme.
Sedecia Oh! figli, entrambi
Venite al seno mio....
Meco vi benedica il Sommo Iddio,
a 3. Celeste Provvidenza,
Il tuo favore imploro,
Da' termine al martoro
D'un popolo fedel.
Pietade all'innocenza
Giammai negava il Ciel,
DONNE EBREE, SARAI A COTI ELEAZARO
e seguito di guerrieri ebrei e betti.
Saraia Tutto percorsi il marzial recinto.
Già feroce s'avanza
Palmira
Sedecia
Azaria
a 5.
Oh Padre!
Andar conviene.
Palmira?... addio, mio bene.
Ci rivedremo in Ciel!
SCENA X.
29
La nemica coorte,
Nè speme v'ha per noi che nella morte.
Sedecia Oh questa morte sacra
Gli avanzi d' Israele !
Non si rifiutan già, nè gli spaventa
Grudel nemico. Io voglio
Che del Caldeo V orgoglio
Innanzi a queste mura
Tema di sua vittoria.
Voglio, eletto del Ciel, le nostre insegne
Tu benedica.-
Saraia I secoli futuri
Serberanno memoria
Di sì nobil coraggio,
Vendetta alle nostr' onte!
Prodi.... chinate al suol la vostra fronte :
Chiuso serbate il cor a tema indegna.
Tulli Sì, tutti a te il giuriamo.
Saraia Morir saprete per la patria in pianto?
Tulli Sì, tutti a te il giuriam.... tutti.
Saraia Ed a nome
Di quel Dio che v' ispira, io benedico,
Appendendo alle insegne
La palma di martiro,
Le fronti dei fedeli.
Sorgete per morir.... io v'apro i cieli.
Andiam.... ma oh turbamento!
Oh profetica ebbrezza !... a' sensi miei
Lo stesso Iddio comanda:
Egli al mio sguardo svela
L'avvenir di Sionne.
Pria di morir m' udite.
Tulli L'avvenir Dio palesa
A' suoi sguardi, di Giuda!... Udiamlo, udiamlo.
Saraia Nube di sangue intrisa
Copriva il nostro cielo,
E della morte il gelo
Spandeva in ogni cor.
Un popol servo io veggo
Dormir sulle sue pene,
E il suon di rie catene
Non lo risveglia ancor.
Tulli E il suon di rie catene
Non lo risveglia ancor.
Saraia Popoli, alfine il tempio
Sorge!... Tergete il pianto.
Tulli Tergiam, tergiamo il pianto.
Oh patria!
Saraia I figli tuoi
Si scuotano al tuo nome. Il vento apporta
Il canto di vittoria
Sopra il Giordano.
Tulli Sul Giordano!
Saraia * E come
Un forte muro, Iddio Giuda difende!
Il fertil cener nostro
Produca nuovi eroi.
L'eco di Gerosolima
D'Emanuel favella ancor a noi.
Tulti Emanuel! Emanuel!
Saraia Questo nome, che suona vittoria
Scuota ogni alma, e la. guidi a pugnar,
E vedrassi sul campo di gloria
Il sepolcro cangiarsi in aitar.
Tulli Questo nome, che suona vittoria
Scuote ogni alma, e la guida a pugnar.
Noi vedremo sul campo di gloria
Il sepolcro cangiarsi in aitar.
(Tutti partono tranne Palmira e le Donne)/
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SCENA XI.
PALMiRA e DONNE EBREE.
Palmira L'ora fatai s'appressa:
Vincer giova o perir. Pel nostro Dio,
Per Sionne ne accende egual desio.
Volte tranquille e sacre,
Asilo agli infelici:
Voi che ne proteggete, e di vostr' ombre
Ne coprite, se mai di Giuda il fato
Tradisse il buon voler, deh! sprofondate
Fra le vostre ruine
Di sue vittime in cerca
Il vile autor della sciagura estrema :
Non vi trovi che sangue: il vegga e frema.
Venite a questo sen, dilette suore,
Impetriamo dal Cielo il suo favore.
Giusto Ciel,
La tua clemenza
È la speme
Oud' io son lieta;
Tu la pena
Mia segreta,
Tu solleva
- Il mio martir.
(loro Giusto Ciel,
La tua clemenza
Ponga un termine
Al soffrir. (Si sente strepito d'armi).
Palmira Ma qual mai suona
Funebre accento?
Ah ben lo sento,
Tutto finì.
Se i rei pei miseri
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Pietà non hanno,
Tremi il tiranno
Che ci avvilì.
SCENA XII.
CALDEI 6 DETTE.
ùldei Feriam, feriam,
L'ardir non langue:
La salma esangue
Su calpestiam.
Palmira e Donne ebree Se i nostri tutti
Misor! fur spenti,
Di noi paventi
Il vincitor.
SCENA ULTIMA
NABUCCO e DETTI.
Nabucco Anche all'orgoglio
Vendetta resta :
Palmira io voglio....
Palmira Arresta....
0 questo ferro
Mi squarcia il sen.
Nabucco Palmira.... (Sì sentono minacce dì rovine).
Tulli Cielo !
Che avvien?... oh giorno!
Qual nembo intorno
S'ode muggir!
(Crolla il prospetto del tempio che è in fiamme. I Caldei invadono P atrio,
e coli' armi alla mano corrono nell' interno del Santuario che resta
scoperto tra le ruine).
(loro di ebrei Oh! patria!
FIISE.