Nabucco; dramma sacro adattato alla musica dell'Assedio di Corinto. Da eseguirsi le ultime tre sere del carnevale 1865, nella chiesa di S. Giovanni Evangelista del PP. delle Scuole Pie dalla Congregazione di Maria Santissima Addolorata e San Giuseppe Calasanzio, preseduta dall'illustr. sig. cav. barone Antonio Rossi.

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Rossini, Gioacchino, 1792 1868.

Document text

NABUCCO 

DRAMMA  SACRO 

ADATTATO  ALLA  MUSICA 

DELL'ASSEDIO  DI  CORINTO 

DEL  CAV.  GIOVAI  C  IBI \0  ROSSINI 

da  eseguirsi 

LE  ULTIME  TRE  SERE  BEL  CARNEVALE  1865 

NELLA  CHIESA 

DI  S.  GIOVANNI  EVANGELISTA 

DEI  PP.  DELLE  SCUOLE  PIE 

DALLA  CONGREGAZIONE 

DI  MARIA  SANTISSIMA  ADDOLORATA  E  SAN  GIUSEPPE  CALASAKZIO 

PRESEDUTA 

DALL' ILLUSTR.  SIG.  CAV.  BARONE 

Ilf  ©li©   8  0«L 


FIRENZE 

TIPOGRAFIA  CALASANZIANA 
diretta  da  A.  Baracchi 
1865. 


PERSONAGGI. 


NABUCCO,  Re  di  Babilonia. 
SEDECIA,  Re  di  Giuda. 
AZARIA,  Generale  dell'armi. 
SOFER,  Ufiziale  di  Nabucco. 
ELEAZARO,  Guerriero  Ebreo. 
PALMIRA,  Figlia  di  Sedécia. 
ANNA,  Confidente  di  Palmira. 
SARAIA,  sommo  Sacerdote. 
Coro  di  Caldei,  di  Ebrei,  di  Magi. 


La  Scena  è  in  Gerusalemme. 


ATTO  PRIMO. 


SCENA  PRIMA. 

Vestibolo  del  Palazzo  Reale. 
SEDECIA,  AZARIA,  SARAIA  6  GUERRIERI. 

Coro  Signor,  un  sol  tuo  cenno 

Ne  accoglie  in  queste  mura 
Per  tórre  alla  sciagura 
Dei  Padri  nostri  il  suol. 
Ma  che  fia!...  Non  ci  ode  e  geme! 
Qual  pensier  lo  affanna  e  preme! 
Qual  mai  duolo  avvolge  in  cor! 
Ah  !  per  noi  non  v'  è  più  scampo  ; 
La  sventura  opprime  ancor. 
Sedecia    Del  vincitor  della  superba  Tiro, 
Che  tutto  intorno  intorno 
Assedia  la  Città,  noi  già  sfidammo 
La  feroce  baldanza. 
Ciascun  dì  del  tiranno 
L'ira  fa  provocar,  ma  del  futuro 
Io  tremo!.,,  ohimè!  sul  campo  dell'onore 
I  più  forti  campioni, 
Miseri!  han  sepoltura. 
Entro  le  nostre  mura 
Fan  strage  peste  e  fame, 
E  in  un  coli'  inumano 
Acciaro  del  Caldeo 

Mieton....  che  orrore!  il  popolo  Giudeo. 
Nabucco  udì  che  Sion  oppressa  langue, 


6 


Nè  vuol  cessar  quell'empio  cor  dal  sangue. 
Per  tóme  all'empio  giogo, 
Oh  ciel!...  che  far  potremo? 
Pugnare  ancor....  morire.... 
O  arrenderci  dovremo? 
Che  istante,  oh  Dio!  crudel....  Liberi  dite 
In  chi  mai  più  si  fida: 
Il  vostro  sol  pensier  mi  fia  di  guida. 
Coro  In  così  reo  periglio 

Giovar  che  può  il  coraggio? 

Come  da  un  rio  servaggio 

Potremo,  oh  DioI  fuggir? 
Azaria  Guerrieri  a  noi  si  affida 

Sionne  ornai  che  langue  : 

Versando  il  nostro  sangue, 

Per  lei  si  dee  perir. 
Di  schiavitù  l'orrore 

Ridesti  il  vostro  ardore, 

E  de7  Caldei  tiranni 

L'ardir  da  noi  s'inganni; 

Il  dì  della  vendetta 

Per  Giuda  pur  verrà. 
Saraia  Sì,  combattete:  il  Cielo, 

Il  Ciel  ne  reggerà, 
a  %.  La  spada  omicida 

Lo  scudo  è  del  forte: 

Se  onore  gli  è  guida, 

Se  sfida  la  sorte, 

La  vita  sprezzando 

Va  lieto  a  pugnar. 
Sedecia  ~  E  dove  egli  cade 

Per  sorte  fatale, 

La  fronda  immortale 

Si  seppe  acquistar. 

Corriamo,  amici,  all'armi, 

Il  barbaro  a  pugnar. 


7 

Coro  All'armi!...  Sionne 

Si  vada  a  salvar. 
Tulli  Sa  un'alma  non  vile 

La  morte  sprezzar. 
Il  cielo  n'è  guida, 
Si  vada  a  pugnar. 
Sedecia    II  nostro  ardor,  prodi  Guerrieri,  è  guida 
Alla  vittoria,  e  par  che  a  noi  sorrida. 
Voi  consultar  io  volli, 
Non  il  vostro  coraggio. 
Di  che  mai  temer  seppi. 
Noi  sull'avito  altare 
Di  vincere  giuriamo,  o  di  morire. 
Chi  mai  potria  soffrire 
L'infamia  e  la  vergogna!... 
L'onor  più  che  la  vita  il  forte  agogna. 
Tulli  Su  quest'armi  sostegno  del  forte 

Noi  di  vincer  giuriamo,  o  perir: 
E  sfidando  i  perigli  e  la  morte, 
Affrontar  de' nemici  l'ardir. 

Ma  se  fia  che  ogni  Ebreo  qui  soccomba 
Del  destino  all'avverso  tenor, 
Che  Sionne  gli  serva  di  tomba 
Monumento  di  gloria  e  d' onor! 

SCENA  IL 

SEDECIA,  SARAI  A.  e  AZARIA. 

Libera  è  ancor  Sionne: 
Struggeremo  i  tiranni, 
L'ebrezza  mia  guerriera 

InQammerà  ogni  cor.  Tu  vola  al  Tempio,  (a  Saraia) 
Sì....  in  questo  dì  di  pianto 
Preghiamo  il  Ciel  che  ne  protegga  intanto. 
Tua  figlia  m'è  promessa: 


Sedecia 

Saraia 
Azaria 


8 


Se  il  nodo  desiato 
Di  Sionne  non  rompa  il  crudo  fato, 
La  tua  fè  manterrai? 
Sedecia  Sì....  vien  Palmira.... 

SCENA  III. 

PALMIRA  e  DETTI. 

Sedecia     T'appressa,  o  figlia:  questo  giorno  infausto 

Forse  a  noi  sorgerà: 

Ei  dee  fissar  tua  sorte; 

Forse  pugnando  io  sarò  tratto  a  morte. 

Dolce  è  il  morir  per  chi  sdegna  il  servaggio: 

Onde  a  sostegno  tuo  scelsi  il  più  saggio. 

Vedi  Azaria.... 
Palmira  (Che  sento?...) 

Azaria  Tu  appaga 

L'ardor  di  che  mi  avvampo, 

E  dal  talamo  tuo  men  volo  al  campo. 
Palmira    Oh  dolor! 
Sedecia  Vien,  mi  segui!... 

La  pompa  è  di  già  presta. 
Palmira    Ma  in  un  giorno  di  duol.... 
Azaria  Cieli... 
Sedecia  Che  t'arresta? 

Palmira   I  miei  giorni,  se  il  vuoi, 

0  padre,  saran  tuoi....  ma  queste  nozze.... 
Sedecia    Gran  Dio!... 
Azaria  Gran  Dio!... 

Palmira  Me  vedi 

A'  tuoi  piè.... 
Azaria  Che  sarà? 

Sedecia  Fatai  mistero! 

Arse  forse  il  tuo  core  ad  altro  amore? 
Palmira   Nabuzardam  in  Masfa 


9 

Ricevè  la  mia  fede. 
Sedecia    Chi  fìa  Nabuzardam?  quest'uomo  audace? 
Palmira    Gii  serba  fè  Palmira. 
Sedecia    Ah!  sgombra,  sgombra 
Oramai  dal  tuo  petto 
Un  temerario  affetto: 
Che  se  tu  non  desisti 
Da  così  insano  amore, 
L'ira  su  te  cadrà  del  genitore, 
a  3.  Destin  terribile!  r 

Oh  reo  dolor! 
Qual  colpo  orribile 
M'agghiaccia  il  cor! 

Oh!  Ciel  propizio, 
Mie  preci  intendi, 
La  pace  all'anima 
A  me  tu  rendi. 

Del  Nume  irato 
Cessi  lo  sdegno, 
D'avverso  fato 
Cangi  il  rigor. 

SCENA  IV. 

DETTI  e  GUERRIERI  e  DONNE  EBREE 

che  entrano  in  disordine. 

Coro       Di  morte  il  suon  —  mandò  Fosti!  masnada: 
Per  noi  non  han  —  quegli  empi  cor  pietà. 

Se  incerta  ancor  si  sta  —  la  nostra  spada, 
Ahi  che  Sion  —  Nabucco  struggerà. 

Palmira      Qual  mai  dolor!  —  già  vien  1' ostil  masnada: 
Oh  Cielo!  in  te  —  nel  tuo  favor  fidiamo. 

Sedecia    Figli  d' eroi  —  su,  riprendiam  la  spada. 

Azaria     Sionne  ancor  —  si  salverà. 

Tutti  Corriamo  ! 


Sedecia    Andiam,  guerrieri,  andiam. 


Sedecia    Se  al  mio  valor  si  opponesse  il  destino, 

Se  noi  spenti  cadiamo, 

Se  di  noi  si  fa  scempio, 

Schiava  Palmira  esser  dovria  d'un  empio? 
Palmira    Oh  Padre! 

Sedecia  Questo  ferro  (le  dà  un  pugnale) 

Mi  risponda  di  te. 
Palmira  Tutto  comprende 

La  tua  Palmira,  o  Padre. 
Sedecia    Deluso  iì  rio  Caldeo  morda  il  terreno, 

E  di  Giuda  e  di  me  sii  degna  appieno. 
Palmira  La  data  fè  rammento; 


Ma  in  quel  fatai  momento 
La  figlia  tua  sarò. 

A  prevenir  1'  oltraggio 
Dell' inimiche  squadre 
L'esempio  di  mio  Padre 
Infiammerà  il  mio  cor. 


Palmira 


Oh  Padre!...  oh  duolo! 


a  %  Sed. 


Qual  sorte;  oh  Dio....  funesta  ! 
L'acciar  che  sol  mi  resta 
Punisca  il  traditor. 


Azaria 


La  gloria  della  patria 
Infiammi  il  nostro  cor. 


Palmira 


Oh  Giel!  del  tuo  favor 
D'uopo  al  cimento  io  sento: 
Proteggi  la  mia  patria 
In  sì  crudel  momento; 
Seconda  il  suo  valor. 


Coro 


La  gloria  della  patria 
Infiammi  il  nostro  cor. 


SCENA  V. 

Piazza  di  Gerusalemme. 

/  soldati  Caldei  traversano  la  scena  inseguendo 
i  soldati  Ebrei. 

Coro  Dal  ferro  del  forte 

Germoglia  la  morte, 
La  strage,  Porror. 
Qual  forza  non  cede 
Al  nostro  valor? 

Nessuno  pel  reo 
S'accolga  dolor. 
Esecri  il  Giudeo 
Il  proprio  furor. 

SCENA  il 

NABUCCO  COn  SEGUITO  e  DETTI. 

Nabucco  Sorgete  in  sì  bel  giorno, 

O  prodi  miei  Guerrieri, 
Ed  a  Nabucco  intorno 
Venite  ad  esultar. 
Duce  a  temute  genti 
Ed  a  vittrici  schiere, 
Il  mondo  al  mio  potere 
Sommesso  renderò. 
Sionne  oppressa  e  vinta 
Il  mio  valor  provò; 
Sionne  al  mio  potere 
Sommessa  s'umiliò. 


Il 


SCENA  VII. 

SOFER    e  BETTI. 

Sofer      Trionfammo,  Signor;  ma  il  tempio  ancora 

Difendono  i  Giudei  con  forte  ardire. 

Il  loro  capo  in  nostre  man  venia  : 

Vuoi  che  l'uccida? 
Nabucco  A  me  condotto  ei  sia: 

Vaghezza  di  parlargli  anzi  mi  prende. 
Sofer      Vinse  Nabucco,  e  vendicarsi  or  teme? 
Nabucco    Amico....  a  me....  deh  !  tu  perdona  :  innanzi 

Ch'io  v'apparissi  vincitor,  col  nome 

Di  Nabuzardam,  tutta 

Scorsi  Giudea. 
Sofer  Di  un  tuo  duce  col  nome? 

Nabucco    E  un  giorno  in  Masfa,  oh  Diol 

Qual  si  offriva  donzella  al  guardo  mio! 

So  che  è  in  Gerusalemme,  e  già  comincia 

La  mia  ventura!  amico. 

I  suoi  vezzi  rammento, 

E  a  tal  pensiero  ardir  più  in  me  non  sento. 

Ma  il  prigionier  ver  noi  volge  le  piante. 

SCENA  Vili. 
sedecia  fra  le  guardie,  e  detti. 

Nabucco   Duce  a' giudei  ribelli, 

Ordina  a' tuoi  seguaci 

Di  deporre  la  spada. 
Sedecia    Non  m'  udrebber  giammai.  Sionne  è  fida 

Alla  sua  gloria. 
Nabucco  Già  verso  il  tempio 

A  riunirsi  gli  spinge  un  folle  ardire: 


13 

Difendersi  sapran?... 
Sedecia  Sapran  morire. 

Nabucco    Reprimi  quei  trasporti 

D'inutile  valore, 

0  proverà  Sionne  il  mio  furore. 
Sedecia     D'uopo  di  ciò  non  hai, 

Prevenirti  col  ferro  allor  vedrai. 
Nabucco    Qual  audacia! 
Sedecia     Disfidan  l'odio  tuo 

Essi  che  morir  sanno: 

Ne  fremerai  tu  invano,  empio  tiranno. 

Paventa! 

Nabucco    Guardie....  da  me  costui  sia  tolto: 

Quant'io  vi  tema  udrai  tra  breve,  o  stolto. 

1  ferri  ormai  precipitin  sugli  empi. 

SCENA  IX. 

PALMIRA,  DONNE  EBREE  6  DETTI. 

Oh  Ciel!  Fermate.... 

Andate,  m'ubbidite. 
Oh  padre!...  Ingrata  sorte!  Il  mio  dolore 
Mitigar  possa  almeno  il  vincitore. 
Signor,  io  cado  a'  piedi  tuoi.  (a  Nabucco) 

Qual  voce! 

Cielo!  Nabuzardam?... 

Palmira!...  oh  Dio!... 
È  lei.  Quel  ciglio  ha  spento  il  furor  mio. 
Io  d'  esser  fedele 
Promisi  ai  nemico? 
Che  sorte  crudele! 
Che  penso?  Che  dico? 

Promise  la  figlia 
All'empio  tiranno? 
Chi,  o  ciel,  mi  consiglia? 


Palmira 
Nabucco 
Palmira 


Nabucco 
Palmira 
Nabucco 

Palmira 


Sedecia 


u 

Qual  barbaro  affanno! 

La  morte  che  imploro 
Deh  !  porga  ristoro 
A  tanto  dolor. 

Nabucco  Quel  nobile  aspetto, 

Quel  cupo  dolore 
Ridesta  V  affetto 
Che  accolse  il  mio  core. 

Distrugger  può  solo 
Quel  volto,  quel  duolo, 
Dell'alma  il  furor. 

Donne  ebree  II  rege  fra  l'ira 

Ondeggia  e  l'affanno; 
E  geme  Palmira 
Il  barbaro  inganno. 

Quel  cielo  che  imploro 
Deh!  porga  ristoro 
A  tanto  dolor. 

Coro  di  Caldei        II  tenero  aspetto 
D'inerme  beltà 
Ridesta  nel  petto 
La  spenta  pietà. 

Qual  magico  incanto 
Quel  ciglio,  quel  pianto 
Han  mai  su  quel  cor! 

Nabucco  Palmira,  mi  sei  resa. 

Palmira  Nel  giorno  del  terror. 

Nabucco  Giorno  sarà  di  pace, 

Se  tu  sarai  mia  sposa: 
Sionne  avventurosa 
Fia  tolta  al  suo  dolor. 

Palmira    Oh  padre! 

Sedecia  Oh  mio  furor! 

Ah  fuggi  un  tristo  Imene!... 

Nabucco  Seguimi.... 

Sedecia  II  dubbio  eccede: 


15 


Un  altro  avea  tua  fede.... 
Nabucco   Chi  l'ebbe?  Oh  ciel! 
Sedecia  Lui  solo 

Disponga  del  tuo  cor.... 
Palmira  Giammai.... 
Sedecia  Spietata  figlia, 

L'ardor  che  ti  consiglia 
Accende  in  me  lo  sdegno, 
Mi  rende  un  padre  indegno. 
Ti  maledico.... 
Tutti  Oh!...  orror! 

Palmira  L'alma  che  geme, 

Non  ha  più  speme, 
Più  non  resiste 
Al  suo  dolor. 

Quel  core  ingrato 
Di  un  padre  irato 
Tema  lo  sdegno 
Vendicator. 

Nabucco       Vien,  mi  segui:  la  forza,  la  spada 
Puniran  di  quell'alma  l'orgoglio! 
Un  rifiuto  soffrir  io  non  soglio, 
E  vendetta  tremenda  farò. 

Palmira      Dai  rimorsi,  dal  duol,  dall'affanno 
Lacerata  non  regge  quest'alma. 
Dio  possente  !  mi  rendi  la  calma 
Che  il  mio  core  innocente  perdè. 

Sedecia       Fra  i  rimorsi,  fra  il  duolo  e  l'affanno 
Sempre  viva  l'indegna  nel  pianto; 
Tolga  morte  rossore  cotanto 
Ad  un  padre  che  tutto  perdè. 

Donne  ebree  Tristo  il  giorno  che  cesse  queir  alma 
Dell'amore  al  potere,  all'incanto: 
Una  vita  d'affanno,  di  pianto 
Il  paterno  rigor  le  tracciò! 


46 

Coro  A  piegar  di  Nabucco  lo  sdegno 

di  Caldei     D'uopo  fora  il  potere  di  un  Dio; 

Di  vendetta  lo  strugge  il  desio; 
Fatai  giorno  a  Sionne  questi  è. 


i 


ATTO  SECONDO. 


SCENA  PRIMA. 

Padiglione  di  Nabucco. 
NABUCCO    e    PALM  IR  A. 

Nabucco    Sgombra  il  timor.  Il  mio  poter  ti  cinge.... 
Io  depongo  a' tuoi  piedi 
L'orgoglio  del  mio  serto. 
Molti  scettri  mi  diè  facil  vittoria. 
Son  tuoi,  Palmira.... 
Palmiro  Cieli... 
Nabucco  Onde  la  pena? 

Al  mio  fianco  esser  puoi  lieta  e  serena. 
Palmira    Ah  !  di  Sionne  in  pianto 

Riprendiamo  il  cammin.  A  Dio  sleale.... 
In  odio  al  Padre  mio.... 
Nabucco    Spero  si  placheranno, 

Ed  a  Nabucco  tutti  obbediranno. 

Che  vedo?  ohimè!...  tu  piangi?... 
Deh!  parla:  a  che  quel  pianto? 
Qual  fia  di  duol  cotanto 
Fatai  sorgente  in  te? 
Palmira  Ah!...  del  dolor  la  pena 

Al  pianto  mi  condanna: 
Legge  del  Ciel  tiranna 
Mi  ricondusse  a  te. 

Potrei  lasciar  che  l'alma... 
Mentre  lo  vieta....  oh  Dio  !... 
Crudele....  il  Padre  mio? 


48 

Oh  giuramento!...  il  Cielo 
M'opprime,  ahi  troppo!  Io  gelo. 
Deh  vieni,  o  morte!  In  questo 
Momento  sì  funesto 
Mi  giovi  il  tuo  rigor. 
Nabucco  Onde  il  pallor  di  morte 

Che  su  quel  volto  è  scritto? 
Qual  tristo  affanno  occulto 
Opprime  il  suo  bel  cor? 

Pietosa  a  me  sorridi, 
Confortati,  fa'  cuor: 
L'impero  mio  dividi 
E  calma  il  tuo  dolor. 


SCENA  II. 


DETTI,  GUERRIERI  CALDEI,  DONNE  CALDEE  6  MAGI. 

Coro  Un  fortunato  Imene 

Compensi  il  vostro  ardor  ! 
Termine  avran  le  pene 
Che  sopportava  il  cor. 
Palmira  Quest'alma  più  non  dura 

Del  fato  al  rio  poter. 
La  più  fatai  sciagura 
Prevede  il  mio  pensier. 
Nabucco  Donna,  di  qual  sciagura 

Potrai  con  me  temer? 
Vieni,  ti  rassicura; 
Dividi  il  mio  poter. 
Vinci,  Palmira,  il  terror  che  ti  resta: 
Vedi?  quell'ara  già  per  noi  s'appresta. 
Coro  Belo  possente 

Fattor  del  bene, 
Circonda  Imene 


49 


Del  tuo  splendor. 

Da  te  propizio 
Sia  il  voto  accolto; 

Nè  a  noi  sia  tolto 
Il  tuo  favor. 

Nabucco  Palmira.... 

Palmira  Questo  aitar.... 

Nabucco  Qual  mai  tumulto.... 


SCENA  III. 

detti,  azaria  incatenato  e  sofer  con  soldati. 

Azaria  Palmira? 

Sofer  A  provocarne 

Fu  spinto  audace  Ebreo! 

Fatai  disperazione 

Travia  la  sua  ragione  ! 
Palmira    (Che  mai  vedo!..) 
Azaria  Palmira.... 
Nabucco  Audace 

Schiavo  ribelle,  qual  mai  vana  speme 

Ti  ricondusse  all'armi? 

Sol  che  pretendi? 
Azaria  0  morte,  o  vendicarmi. 

Ecco  ciò  che  gli  Ebrei 

Promettono  a  un  tiranno:  ed  è  di  pace 

Che  in  nome  lor  a  messagger  qui  vengo. 
Nabucco    Stolti  !  Ricusan  dunque 

La  man  che  lor  donai? 
Azaria     Pugnar  tu  li  vedesti,  e  dubbio  n'hai? 

Sai  tu,  che  invide  tutte 

Del  nostro  fin,  contendono  la  gloria 

Di  custodir  quei  muri 

Di  Sionne  le  vergini  e  le  spose. 


20 


Della  palma  funebre  oggi  orgogliose? 

Tutti  d'un  bel  morir  gustan  l'ebbrezza, 

Intanto  che  Palmira, 

Fra  gl'inni,  a  gioia  sacri,  arride  lieta 

Al  vincitor,  e  sulla  patria  esangue 

Adorna  il  crin  di  fior  tinti  di  sangue. 
Palmira    Oh  dolor! 
Nabucco  Veruno,  o  rio, 

Può  torti  al  furor  mio. 

Chi  sei  tu? 
Azaria  Tale  son  io.... 

Palmira   È  mio  Germano. 
Nabucco   Che  sento! 

Palmira  (Taci,  sconsigliato,  insano!) 

(Ad  Azaria  con  circospezione). 

Se  mai  gradita 
Ti  fu  Palmira, 
Deponi  l'ira, 
Rallegra  il  cor. 
Azaria  L'usata  calma 

Quel  cor  riprende; 
Ma  incerto  il  rende 
Pietà,  furor. 
Nabucco  Sola  Palmira 

Mio  sdegno  frena: 
Calma  la  piena 
Del  mio  furor. 
Sian  tolti  a  lui  quei  ceppi. 
Azaria     Che  pensi!...  che  fìa  mai! 
Nabucco    Tu  il  testimon  sarai 
Del  mio  vicino  Imen. 
Azaria  Che  sento! 

Nabucco  Non  si  tardi. 

Palmira,  Tara  è  presta.... 
Azaria     Ah  no,  che  all'empia  festa 
Presente  io  non  sarò. 


21 


No,  no....  la  morte.... 
Nabucco  Insano  ! 

Palmira    Odi,  Nabucco. 
Nabucco  Vieni, 

Vieni,  ci  attende  Para. 
Palmira   Oh  Ciel!  che  mai  farò? 
Nabucco   De'  giuri  tuoi  sovvienti. 
Azaria     Deh  pensa  al  padre  almeno! 

Ah  di  lui  torna  in  seno! 
Nabucco   Palmira  mia  sarà. 

Nume  di  chi  t'adora, 

Dolce  conforto  e  speme, 

Un  cor  che  avvampa  e  geme 

T'affretta  a  consolar. 
Palmira  Ancor  mi  suona  irata 

Del  genitor  la  voce; 

Ma  il  mio  destin  feroce 

Non  posso,  oh  Dio  !  cangiar. 
Azaria  D'amor  seguace,  e  schiava 

Dell'arti  sue  leggiadre, 

Il  Ciel,  la  patria,  il  padre 

Colei  potè  scordar. 

SCENA  IV. 

SOFER   e  DETTI. 

Sofer      Sionne  in  suon  di  sdegno 

Die  di  battaglia  il  segno. 
Nabucco    Sionne...?  quand'io  posso 

Lanciarla  nell'orror? 
Sofer      Dell'arme  il  suon  non  odi? 

Le  vergini  dei  prodi 

Dividono  il  valor. 

Osserva.     (Si  apre  la  tenda  e  si  vede  V  atrio  del  Tempio 
coperto  di  donne). 


Azaria  Ciel  che  miro  ! 

Palmira    Che  orrore! 

Nabucco  Qual  deliro! 

Sedecia    Palmira....  (Dalia  Cittadella) 

Palmira  Ah  sì!  t'intendo: 

Già  T  amor  mio  spirò. 
Coro  di  ebrei  Sfidiam  della  sorte 

e  Palmira  L'ingiusto  rigor. 

È  bella  la  morte 
Sul  campo  d'onor. 
Nabucco  L'oltraggio  m'è  guida; 

M'infiamma  l'amor; 
Si  pugni,  s'uccida, 
Sia  tutto  terror. 
Caldei  e  Sofer  Andiam,  della  morte 

Si  sparga  il  terror;. 
La  gloria  del  forte 
È  strage  ed  orror. 
Donne  Caldee  Punite  quell'onte 

Saran  dal  terror; 
Piegate  la  fronte, 
Cedete  al  valore. 
Nabucco  Tu  sola  puoi  Palmira 

Calmar  la  mia  giust'ira; 
A  un  detto  tuo,  cangiato 
È  di  Sionne  il  fato. 
Distrutti  i  tuoi  fra  poco 
Saran  dal  ferro  e  fuoco, 
Se  a  me  la  man  non  dai.,fV 
Palmira    Con  essi  io  perirò. 
Nabucco    Ch'osi  tu  dir? 
Azaria  Respiro. 
Palmira    La  palma  del  martiro 
Col  padre  acquisterò. 
Nabucco    Ma  i  giuri  tuoi?  La  speme 
Che  fino  ad  or  gustai? 


23 

Palmiro   Ingrato!  un  dì  t'amai: 

Oggi  co'  miei  morrò. 
Azaria     Oh  Palmira! 
Nabucco  A  me  sei  sposa. 

Palmiro    No,  giammai. 
Nabucco  Mi  segui,  indegna  ! 

Azaria     Io  trionfo. 
Nabucco  Oh  mio  martiri 

Palmiro    Oh  mio  Padre! 
Azaria  Qual  vittoria  ! 

Nabucco    Vedi  l'ara! 
Palmira  No,  la  morte! 

Azaria     Questa  morte.... 
Palmiro  È  la  mia  gloria  ! 

Nabucco    Più  non  reggo  ! 
Palmira  Vien,  germano. 

Azaria     Sì,  partiamo. 
Nabucco  Ite  a  morir. 

Ebbene  il  nuovo  sole 
Vegga  ogni  audace  estinto, 
Sorga  di  sangue  tinto 
Ruine  a  rischiarar. 
Tulli  Io  sorrido  al  destin  che  m'attende, 

Più  non  teme  la  morte  il  mio  cor. 

Tutta  l'alma  al  pensier  si  riaccende 

Di  morir  per  la  patria  e  l'onor. 
Donne  Caldee     Oh  dolor  !  quello  sdegno  è  foriero 

Di  vendetta,  di  strage,  d'orror. 

Sarà  vittima  un  popolo  intero 

Dell'indomito  nostro  furor. 
Nabucco,  Sofer   Presto  all'  armi  !...  Riaperto  è  il  sentiero 
e  Caldei    A  vendetta,  alla  strage,  al  terrore.... 

Sarà  vittima  un  popolo  intero, 

Dell'indomito  nostro  furor. 


24 


SCENA  V. 

Atrio  del  Tempio. 
AZARIA. 

Avanziam....  questo  è  il  tempio.... 

E  qui....  bando  al  timore! 

Salve,  a  noi  sacro  asilo  : 

Salve,  rifugio  estremo 

D'un  popol  vinto,  e  non  di  gloria  scemo! 

In  tempo  io  giungo.  I  nostri 

Non  morran  senza  me. 


SCENA  VI. 

ELEAZARO  6  DETTO. 

Eleazaro  Ciel....  chi  vegg'io? 

Qual  sembiante  rimiro?  Ed  Azaria 

Fra  noi  portossi?  in  questo  asil  di  pianto? 
Azaria     Col  favor  della  pugna,  e  del  tumulto 

Delusi  i  miei  custodi, 

Infransi  i  ceppi  miei.  Sì,  sotto  queste 

Sacrate  volte,  ed  al  baglior  di  faci 

Funeste,  io  vengo  a  congiunger  un'ostia 

A  quella  d'ogni  Ebreo. 
Eleazaro  Ma  il  ferro  ostile 

Di  tutto  ornai  fa  scempio, 

E  la  patria  non  è  che  in  questo  tempio. 
Azaria     Del  mio  tornar  il  Re  previeni,  e  digli 

Che  a  lui  riede  Palmira; 

Che  Azaria  qui  la  guida; 

E  che  essa  attende  il  dono 

D'impetrare  piangendo  il  suo  perdono. 


25 

SCENA  VII. 

AZARIA. 

Nostre  colpe  tradirò  ogni  speme; 
Vinto  un  Popolo  e  oppresso  cadrà  : 
Ma  fuggendo  le  ostili  catene 
Fra.  gli  estinti  glorioso  n'andrà. 
Coro  di  dentro   Giel  che  sarà! 

Signor  che  tutto  puoi, 
Gli  oppressi  figli  tuoi, 
Si  prostrano  al  tuo  piè. 
Azaria  Che  sento?  ella  è  Palmira 

Che  unita  all'altre  suore 
Implora  il  tuo  favore, 
Eterno  Dio,  da  te. 
Coro  A  far  nostre  vendette 

Cadran  le  tue  saette 
Su  chi  oltraggiare  ardisce 
Gli  altari  della  fè. 
Azaria  Gran  Dio,  perchè 

D'un  popol  che  t'adora 

Tradir  la  fè, 

La  speme  del  suo  cor? 

Ei  vuol  salvar, 

Se  piange  e  se  ti  implora, 

I  sacri  aitar 

Dal  ferro  distruttor. 

Me  lieto  fa 
Quel  detto  tuo  superno: 
Esser  non  v'ha 
Che  abbatta  il  tuo  voler. 
Noi  perirem, 

Ma  il  braccio  dell'Eterno 
Coglier  vecftem 


26 

Chi  ne' misfatti  è  altier. 

Seppe  spezzar 
Il  nodo  di  Palmira, 
Ed  ingannar 
Dell'  oppressor  l'ardir. 

La  rende  il  Giel 
Al  Padre  che  sospira: 
Quel  cor  fedel 
Saprà  con  noi  perir. 

Se' tu,  gran  Dio, 
Che  dall' ostil  torrente 
L'affetto  mio 
Degnasti  di  salvar. 
Per  te  la  speme 
Rivive  in  questo  cor. 

Ah  !  dall'  ostil  torrente 
Salvando  un'innocente 
Mi  festi  lieto  appien. 

Presso  l'urna  di  sua  madre 
Cede  a' voti  di  suo  padre, 
E  detesta  il  proprio  ardor. 

SCENA  Vili. 

AZARIA  e  SEDECIA. 

Azaria     0  Sedecia  mio  re! 

Sedecia  Ti  credei  spento! 

Al  nostro  estremo  dì  dunque  sei  reso? 

Un  figlio  ancor  mi  resta, 

Onde  tergermi  il  pianto. 
Azaria     E  ti  scordi  Palmira,  o  Padre,  intanto? 
Sedecia    Disciolse  l'  infedele 

Ogni  sacro  legame....  Ah  !  viva  lunge 

Da  un  genitor....  che  offese.... 
Azaria     Ella  salvò  i  miei  giorni....  ' 


27 


Sedecia    Ma  dell'  infamia  i  miei 

Tutti  cosperse....  Ah  l'onor  mio  perdei! 


Azaria  Se  pentita  a' tuoi  pie  reduce  fosse? 

Sedecia  Le  figgerei  questo  pugnai  nel  seno. 

Azaria  11  suo  dolor.... 

Sedecia  II  mio  ! 

Azaria  Tu  padre.... 

Sedecia  E  vuoi? 

SCENA  IX. 

PALMIRA  C  DETTI. 

Sedecia    Ciel!  che  vedo? 

Azaria  Ella  spira  a'  piedi  tuoi.... 

Sedecia    Perfida!...  a  che  vieni? 

Qual  pensier  volgi? 
Palmiro  Oh  Padre! 

Sedecia    Qual  è  la  tua  famiglia? 

Fui  padre  un  giorno....  oggi  non  ho  più  figlia. 
Palmira    Padre  ! 

Azaria  Qualche  pietade 


Del  suo  dolor  ti  prenda! 
Sedecia    Ah  vada  lunge 

Da  questo  asil  di  morte! 
Palmira    Partir  non  posso,  ove  a  morir  qui  venni. 
Sedecia     A  morirvi?  La  patria 

Esilia  un'infedele. 

Alme  per  tanta  morte 

Di  lei  voglionsi  degne.  E  con  qual  fronte 

D' un  tiranno  la  schiava 

Divider  vuol  gli  onori 

Dovuti  alla  virtude? 

L'esecrato  amor  tuo.... 
Palmira    Ei  con  la  patria  spira: 

Essa,  morendo,  il  cor  cangia  a  Palmira. 


88 


Azaria 
Sedecia 


Ebben? 


Se  vero  fosse.... 


Se  degna  ancor  di  me....  L'impura  fiamma 

Giuri  toglier  dal  sen? 
Palmira    Giuro  al  tuo  Duce 

In  faccia  ai  Nume  vero 

Amor  costante  intero. 
Azaria     E  tu.... 
Palmira  In  inganno 

Sia  tratto  il  vii  tiranno. 
Sedecia    Figli  ! 
Azaria  Palmira  ! 

Palmira    In  questa  augusta  sede, 

Pria  di  morir,  fa' eh' abbia  almen  tua  fede. 
Azaria     Del  vincitor  il  carro 

Calchi  le  nostre  salme. 
Sedecia  Oh!  figli,  entrambi 

Venite  al  seno  mio.... 

Meco  vi  benedica  il  Sommo  Iddio, 
a  3.  Celeste  Provvidenza, 


Il  tuo  favore  imploro, 
Da' termine  al  martoro 
D'un  popolo  fedel. 

Pietade  all'innocenza 
Giammai  negava  il  Ciel, 


DONNE  EBREE,  SARAI  A  COTI  ELEAZARO 

e  seguito  di  guerrieri  ebrei  e  betti. 


Saraia     Tutto  percorsi  il  marzial  recinto. 
Già  feroce  s'avanza 


Palmira 
Sedecia 
Azaria 
a  5. 


Oh  Padre! 

Andar  conviene. 
Palmira?...  addio,  mio  bene. 
Ci  rivedremo  in  Ciel! 


SCENA  X. 


29 

La  nemica  coorte, 

Nè  speme  v'ha  per  noi  che  nella  morte. 
Sedecia    Oh  questa  morte  sacra 

Gli  avanzi  d' Israele  ! 

Non  si  rifiutan  già,  nè  gli  spaventa 

Grudel  nemico.  Io  voglio 

Che  del  Caldeo  V  orgoglio 

Innanzi  a  queste  mura 

Tema  di  sua  vittoria. 

Voglio,  eletto  del  Ciel,  le  nostre  insegne 

Tu  benedica.- 
Saraia  I  secoli  futuri 

Serberanno  memoria 

Di  sì  nobil  coraggio, 

Vendetta  alle  nostr' onte! 

Prodi....  chinate  al  suol  la  vostra  fronte  : 

Chiuso  serbate  il  cor  a  tema  indegna. 
Tulli      Sì,  tutti  a  te  il  giuriamo. 
Saraia     Morir  saprete  per  la  patria  in  pianto? 
Tulli      Sì,  tutti  a  te  il  giuriam....  tutti. 
Saraia  Ed  a  nome 

Di  quel  Dio  che  v'  ispira,  io  benedico, 

Appendendo  alle  insegne 

La  palma  di  martiro, 

Le  fronti  dei  fedeli. 

Sorgete  per  morir....  io  v'apro  i  cieli. 

Andiam....  ma  oh  turbamento! 

Oh  profetica  ebbrezza  !...  a'  sensi  miei 

Lo  stesso  Iddio  comanda: 

Egli  al  mio  sguardo  svela 

L'avvenir  di  Sionne. 

Pria  di  morir  m'  udite. 
Tulli      L'avvenir  Dio  palesa 

A' suoi  sguardi,  di  Giuda!...  Udiamlo,  udiamlo. 
Saraia  Nube  di  sangue  intrisa 

Copriva  il  nostro  cielo, 


E  della  morte  il  gelo 
Spandeva  in  ogni  cor. 

Un  popol  servo  io  veggo 
Dormir  sulle  sue  pene, 
E  il  suon  di  rie  catene 
Non  lo  risveglia  ancor. 
Tulli  E  il  suon  di  rie  catene 

Non  lo  risveglia  ancor. 
Saraia      Popoli,  alfine  il  tempio 

Sorge!...  Tergete  il  pianto. 
Tulli       Tergiam,  tergiamo  il  pianto. 

Oh  patria! 
Saraia  I  figli  tuoi 

Si  scuotano  al  tuo  nome.  Il  vento  apporta 
Il  canto  di  vittoria 
Sopra  il  Giordano. 
Tulli  Sul  Giordano! 

Saraia  *  E  come 

Un  forte  muro,  Iddio  Giuda  difende! 
Il  fertil  cener  nostro 
Produca  nuovi  eroi. 
L'eco  di  Gerosolima 
D'Emanuel  favella  ancor  a  noi. 
Tulti      Emanuel!  Emanuel! 
Saraia  Questo  nome,  che  suona  vittoria 

Scuota  ogni  alma,  e  la. guidi  a  pugnar, 
E  vedrassi  sul  campo  di  gloria 
Il  sepolcro  cangiarsi  in  aitar. 
Tulli  Questo  nome,  che  suona  vittoria 

Scuote  ogni  alma,  e  la  guida  a  pugnar. 
Noi  vedremo  sul  campo  di  gloria 
Il  sepolcro  cangiarsi  in  aitar. 

(Tutti  partono  tranne  Palmira  e  le  Donne)/ 


31 


SCENA  XI. 

PALMiRA  e  DONNE  EBREE. 

Palmira   L'ora  fatai  s'appressa: 

Vincer  giova  o  perir.  Pel  nostro  Dio, 
Per  Sionne  ne  accende  egual  desio. 
Volte  tranquille  e  sacre, 
Asilo  agli  infelici: 

Voi  che  ne  proteggete,  e  di  vostr' ombre 
Ne  coprite,  se  mai  di  Giuda  il  fato 
Tradisse  il  buon  voler,  deh!  sprofondate 
Fra  le  vostre  ruine 
Di  sue  vittime  in  cerca 
Il  vile  autor  della  sciagura  estrema  : 
Non  vi  trovi  che  sangue:  il  vegga  e  frema. 
Venite  a  questo  sen,  dilette  suore, 
Impetriamo  dal  Cielo  il  suo  favore. 
Giusto  Ciel, 

La  tua  clemenza 

È  la  speme 

Oud'  io  son  lieta; 

Tu  la  pena 

Mia  segreta, 

Tu  solleva 
-  Il  mio  martir. 

(loro  Giusto  Ciel, 

La  tua  clemenza 

Ponga  un  termine 

Al  soffrir.  (Si  sente  strepito  d'armi). 

Palmira  Ma  qual  mai  suona 

Funebre  accento? 
Ah  ben  lo  sento, 
Tutto  finì. 
Se  i  rei  pei  miseri 


32 

Pietà  non  hanno, 
Tremi  il  tiranno 
Che  ci  avvilì. 

SCENA  XII. 

CALDEI  6  DETTE. 

ùldei  Feriam,  feriam, 

L'ardir  non  langue: 

La  salma  esangue 

Su  calpestiam. 
Palmira  e  Donne  ebree    Se  i  nostri  tutti 

Misor!  fur  spenti, 

Di  noi  paventi 

Il  vincitor. 

SCENA  ULTIMA 

NABUCCO  e  DETTI. 

Nabucco  Anche  all'orgoglio 

Vendetta  resta  : 

Palmira  io  voglio.... 
Palmira  Arresta.... 

0  questo  ferro 

Mi  squarcia  il  sen. 
Nabucco  Palmira....      (Sì  sentono  minacce  dì  rovine). 

Tulli  Cielo  ! 

Che  avvien?...  oh  giorno! 
Qual  nembo  intorno 
S'ode  muggir! 

(Crolla  il  prospetto  del  tempio  che  è  in  fiamme.  I  Caldei  invadono  P  atrio, 
e  coli'  armi  alla  mano  corrono  nell'  interno  del  Santuario  che  resta 
scoperto  tra  le  ruine). 

(loro  di  ebrei  Oh!  patria! 


FIISE.